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Richiesta di Certificato di Residenza

Richiesta di Certificato di Residenza

D.P.R. 223/1989 art. 33; D.P.R. 445/2000 art. 40; ANPR D.L. 179/2012

AL RESPONSABILE DELL'UFFICIO ANAGRAFE

COMUNE DI ___________________________

OGGETTO: Richiesta di rilascio del certificato di residenza — D.P.R. 223/1989, art. 33

DATI DEL RICHIEDENTE

Il/La sottoscritto/a [Nome Richiedente] [Cognome Richiedente]

nato/a a [Luogo Nascita] il [Data Nascita]

codice fiscale: [Codice Fiscale]

residente in: [Indirizzo Residenza]

CHIEDE

il rilascio di n. [Numero Copie] copia/e del certificato di residenza anagrafica, per il seguente utilizzo: [Uso Del Certificato]

Ente o soggetto destinatario: [Ente Destinatario]

Modalità di ritiro: [Modalita Ritiro]

DELEGA AL RITIRO (se applicabile)

In caso di ritiro tramite delegato, il/la sottoscritto/a delega [Nome Delegato], munito/a del documento d'identità [Documento Delegato], al ritiro del certificato ai sensi dell'art. 38 D.P.R. 445/2000.

DICHIARAZIONE RELATIVA ALL'IMPOSTA DI BOLLO

L'istante dichiara che il certificato richiesto è destinato a: [Uso Del Certificato]. Qualora l'uso sia privato, si allega marca da bollo da € 16,00 sull'istanza e si richiede l'applicazione del bollo sul certificato, ai sensi del D.P.R. 642/1972. Qualora l'uso sia esente, si indica la norma di esenzione applicabile.

INFORMATIVA SUL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI

I dati personali forniti saranno trattati dal Comune esclusivamente per le finalità istituzionali di competenza anagrafica, ai sensi degli artt. 13-14 del Regolamento UE 2016/679 (GDPR) e del D.Lgs. 196/2003, come modificato dal D.Lgs. 101/2018. Il trattamento è fondato sull'adempimento di un obbligo legale ai sensi dell'art. 6, par. 1, lett. c), GDPR. I dati non saranno comunicati a terzi, salvo obblighi di legge.

[Luogo Richiesta], [Data Richiesta]

Firma del richiedente: _________________________

ALLEGATI:

☐ Copia del documento d'identità in corso di validità

☐ Marca da bollo da € 16,00 (se uso privato)

☐ Delega e copia del documento del delegante (se ritiro tramite delegato)

Richiedente

________________

Signature

Gestito da Vladislav Sergienko, Fondatore·Modello modificato l'ultima volta: ·Segnala un errore

Che cos'è Richiesta di Certificato di Residenza?

La Richiesta di Certificato di Residenza in Italia è l'atto disciplinato da D.P.R. 223/1989 art. 33; D.P.R. 445/2000 art. 40.

Il certificato di residenza si distingue dall'autocertificazione di residenza prevista dall'art. 46, lett. b), D.P.R. 445/2000: l'autocertificazione è una dichiarazione sostitutiva resa dal cittadino sotto la propria responsabilità, valida solo verso la Pubblica Amministrazione e i gestori di pubblici servizi, mai verso i privati che non la richiedano volontariamente. Il certificato, invece, è un atto rilasciato dalla P.A. con piena efficacia probatoria verso qualsiasi soggetto, pubblico o privato.

La durata legale del certificato è fissata in sei mesi dalla data di rilascio, ai sensi dell'art. 41 D.P.R. 445/2000, salvo che le informazioni in esso contenute siano cambiate prima della scadenza. Molte istituzioni private accettano il certificato anche oltre i sei mesi se il richiedente dichiara per iscritto che i dati non sono variati.

L'Ufficio Anagrafe del Comune, le stazioni dei Carabinieri e il portale ANPR (anpr.interno.gov.it) sono le sedi di rilascio autorizzate. Dal 2021 i cittadini possono scaricare autonomamente i propri certificati anagrafici, incluso quello di residenza, in formato digitale con firma elettronica qualificata, senza necessità di recarsi allo sportello, tramite il portale ANPR con SPID o CIE.

Un aspetto tecnico rilevante riguarda la distinzione tra residenza anagrafica e domicilio. L'art. 43 c.c. definisce il domicilio come il luogo in cui la persona ha stabilito la sede principale dei propri affari e interessi, mentre la residenza è il luogo in cui la persona ha la dimora abituale. Queste due nozioni coincidono per la maggior parte dei cittadini, ma divergono per chi svolge attività professionale o imprenditoriale in Comune diverso da quello in cui vive. Il certificato di residenza attesta esclusivamente la residenza anagrafica ai sensi del D.P.R. 223/1989, non il domicilio ai sensi dell'art. 43 c.c.: pertanto, chi necessita di certificare sia la residenza sia il domicilio per finalità giuridiche specifiche (ad esempio, nell'ambito di procedure esecutive o per la determinazione del foro competente ai sensi dell'art. 18 c.p.c.) dovrà produrre documenti distinti. Il Consiglio di Stato, con sentenza n. 1556/2018, ha ribadito che la determinazione della residenza anagrafica ai sensi del D.P.R. 223/1989 è atto vincolato all'accertamento della dimora abituale effettiva e non può essere utilizzata a fini fiscali difformi dalla realtà fattuale.

Quando serve Richiesta di Certificato di Residenza?

La Richiesta di Certificato di Residenza in Italia è necessaria in tutte le situazioni in cui un soggetto privato — banca, assicurazione, studio notarile, agenzia immobiliare, azienda privata — richiede la prova documentale ufficiale del domicilio anagrafico del richiedente, poiché non è tenuto ad accettare la sola autocertificazione ex art. 46 D.P.R. 445/2000. Le principali situazioni che richiedono il certificato di residenza sono: stipula di contratti di mutuo o finanziamento con istituti di credito, come previsto dalla normativa antiriciclaggio (D.Lgs. 231/2007, artt. 17 ss.) che impone l'identificazione del cliente con documenti ufficiali; rogito notarile per compravendita o donazione di immobili, dove il notaio è tenuto ad acquisire documenti anagrafici ufficiali ai sensi degli artt. 47-58 L. 89/1913; apertura di conti correnti bancari o di strumenti di investimento, in adempimento agli obblighi KYC (Know Your Customer) imposti dal D.Lgs. 231/2007; pratiche di ricongiungimento familiare per stranieri (D.Lgs. 286/1998 — Testo Unico Immigrazione, art. 29); partecipazione a concorsi pubblici quando richiesto dal bando; domande di partecipazione a graduatorie per l'accesso a servizi pubblici locali (edilizia residenziale pubblica, asili nido, mense scolastiche); pratiche assicurative (polizze vita, RC auto, assicurazioni sulla casa); iscrizione a istituti scolastici privati. Il certificato non è invece necessario verso le amministrazioni pubbliche italiane, dove l'art. 43 D.P.R. 445/2000 obbliga la P.A. ad acquisire d'ufficio le informazioni oppure ad accettare l'autocertificazione.

Casi particolari meritano attenzione specifica. Nel contesto dei procedimenti giudiziari civili, l'art. 137 c.p.c. impone che le notifiche siano eseguite nella residenza o nel domicilio del destinatario: il certificato di residenza storico (che riporta le residenze passate con le relative date) è spesso richiesto dall'ufficiale giudiziario o dall'avvocato per individuare l'indirizzo corretto in cui effettuare la notifica. Nei procedimenti di adozione internazionale, il certificato di residenza dei coniugi adottanti è richiesto dall'ente autorizzato e dal Tribunale per i Minorenni ai sensi della L. 184/1983. Per i cittadini italiani residenti all'estero (iscritti AIRE — Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero), il certificato di residenza è rilasciato dal Comune italiano di ultima residenza prima dell'espatrio, oppure dall'autorità consolare italiana competente per il Paese di residenza attuale. I cittadini UE residenti in Italia ottengono il certificato di residenza con le stesse procedure dei cittadini italiani, ai sensi del D.Lgs. 30/2007 di recepimento della Direttiva 2004/38/CE sul diritto di soggiorno dei cittadini europei.

Il certificato di residenza e' richiesto anche in ambito tributario: l'Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza lo utilizzano per verificare la residenza fiscale del contribuente ex art. 2 del TUIR (D.P.R. 917/1986), che la definisce come la dimora abituale nel territorio dello Stato per la maggior parte del periodo d'imposta. Il contribuente che abbia iscritto la propria residenza all'AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero) e' considerato non residente fiscale in Italia, con conseguente tassazione limitata ai redditi prodotti in territorio italiano. Il certificato di residenza storico puo' essere richiesto dall'Agenzia delle Entrate in caso di accertamento fiscale per verificare la regolarita' della scelta dell'AIRE o per contestare presunte esterovestizioni: conservare una copia autentica di tali certificati per almeno cinque anni e' una precauzione prudente per i contribuenti con legami internazionali.

Cosa includere nel tuo Richiesta di Certificato di Residenza

La Richiesta di Certificato di Residenza in Italia deve contenere elementi essenziali che l'Ufficio Anagrafe del Comune utilizzerà per identificare univocamente il richiedente nei propri registri e per rilasciare il certificato corretto. Gli elementi fondamentali sono: dati anagrafici completi del richiedente — nome, cognome, luogo e data di nascita, codice fiscale, come risultanti dai registri ANPR; indirizzo completo di residenza — via o piazza, numero civico, CAP, Comune e provincia, necessario affinché l'ufficio anagrafe verifichi la corrispondenza con i propri dati; finalità di utilizzo — privata o pubblica — poiché determina l'assoggettamento o meno all'imposta di bollo ex D.P.R. 642/1972; numero di copie richieste, rilevante ai fini del calcolo del bollo e dei diritti di segreteria; dati della persona a favore della quale è richiesto il certificato, se diversa dal richiedente (caso di delega ex art. 38 D.P.R. 445/2000); modalità di ritiro — sportello, servizio postale, ANPR online.

Il modulo disponibile su forms-legal.com guida il cittadino nella compilazione di ogni campo con suggerimenti pratici e riferimenti normativi, eliminando gli errori che portano al rigetto dell'istanza. Il codice fiscale è obbligatorio per l'identificazione univoca nel sistema ANPR; la sua omissione rallenta o impedisce il rilascio.

Per i certificati soggetti a bollo è necessario allegare la marca da bollo da € 16,00 sull'istanza e un'ulteriore marca da bollo da € 16,00 da applicare sul certificato rilasciato, ai sensi della Tariffa allegata al D.P.R. 642/1972. In caso di esenzione, indicare esplicitamente la norma esonerativa (es. 'uso amministrativo — esente ex art. 37 D.P.R. 445/2000', 'uso previdenziale — esente ai sensi della Tabella B allegata al D.P.R. 642/1972').

L'ANPR rilascia certificati digitali con firma elettronica qualificata: questi documenti hanno valore legale identico ai certificati cartacei ai sensi dell'art. 21, comma 2, CAD (D.Lgs. 82/2005) e sono immediatamente validi senza necessità di autentica.

Elemento aggiuntivo per le richieste di tipo storico: se si necessita del certificato di residenza storico — che attesta non solo la residenza attuale ma anche le residenze precedenti con le relative date di inizio e fine — occorre indicarlo esplicitamente nella richiesta. Il certificato storico è utile nei procedimenti giudiziali, nelle successioni (per documentare la residenza del de cuius al momento del decesso ai sensi dell'art. 456 c.c., determinante per la competenza del Tribunale nelle controversie successorie), e nelle pratiche di ricongiungimento familiare. La richiesta del certificato storico è soggetta agli stessi obblighi di bollo del certificato ordinario e richiede la motivazione del legittimo interesse del richiedente ai sensi dell'art. 33 D.P.R. 223/1989.

Come compilare il tuo Richiesta di Certificato di Residenza

Per compilare correttamente la Richiesta di Certificato di Residenza in Italia con il modulo guidato di forms-legal.com, seguire questi passaggi: nella sezione 'Dati del richiedente' inserire nome e cognome esattamente come riportati sul documento d'identità; indicare il luogo di nascita nel formato 'Comune (Provincia)' — es. 'Roma (RM)' — e la data di nascita nel formato GG/MM/AAAA; il codice fiscale deve essere quello attribuito dall'Agenzia delle Entrate, composto da 16 caratteri alfanumerici. Nella sezione 'Indirizzo di residenza' inserire l'indirizzo completo — via, numero civico, CAP, Comune — come risultante dai propri documenti di identità; eventuali discordanze con i registri anagrafici devono essere preventivamente regolarizzate all'ufficio anagrafe prima della richiesta. Nella sezione 'Utilizzo del certificato' scegliere tra 'uso privato' (rapporti con soggetti privati — bollo applicabile) e 'uso ammnistrativo/esenzione' indicando la norma; questa scelta condiziona l'importo da versare. Nella sezione 'Modalità di ritiro' selezionare allo sportello, per posta o download ANPR; se tramite delega, compilare anche i dati del delegato e allegare copia del proprio documento d'identità. Verificare che tutti i campi obbligatori siano compilati prima della sottoscrizione; il modulo riporta la formula di legge richiesta dall'art. 38 D.P.R. 445/2000 per le richieste presentate con allegato documento di identità.

Per le richieste tramite portale ANPR (anpr.interno.gov.it), il procedimento è il seguente: accedere con SPID di livello 2 o superiore, oppure con CIE (Carta d'Identità Elettronica) e lettore contactless; selezionare la sezione 'Certificati anagrafici'; scegliere 'Certificato di residenza'; selezionare se il certificato è in esenzione (uso P.A.) o soggetto a bollo (uso privato — il sistema addebita il pagamento del bollo virtuale tramite pagoPA al momento della generazione); scaricare il documento in formato PDF con firma elettronica qualificata dell'ANPR. Il certificato digitale scaricato dall'ANPR è immediatamente valido e non richiede autentica né apostille per l'uso in Italia. Per l'uso all'estero in Paesi firmatari della Convenzione dell'Aia del 1961, il certificato digitale dovrà essere apostillato dalla Prefettura — Ufficio Territoriale del Governo competente, che appone l'apostille sulla stampa cartacea del documento digitale. Per i Paesi non aderenti alla Convenzione dell'Aia, è necessaria la legalizzazione consolare tramite le autorità consolari italiane nel Paese di destinazione.

Per le richieste urgenti che non possono attendere i tempi ordinari dello sportello, molti Comuni di medie e grandi dimensioni offrono la prenotazione del servizio anagrafico online attraverso il portale istituzionale comunale o l'app IO (app.io.italia.it), che integra i servizi digitali della P.A. con identificazione tramite SPID o CIE. Attraverso l'app IO e' altresi' possibile ricevere notifiche sullo stato della pratica e, in alcuni Comuni pilota, scaricare direttamente i certificati anagrafici. Il progetto di potenziamento dell'ANPR del Ministero dell'Interno prevede entro il 2026 l'estensione dei certificati scaricabili autonomamente anche a tipologie piu' complesse (certificato di stato di famiglia, certificato di matrimonio, certificato di cittadinanza), riducendo ulteriormente la necessita' di accedere allo sportello fisico.

Errori comuni da evitare nel tuo Richiesta di Certificato di Residenza

Gli errori più frequenti nella Richiesta di Certificato di Residenza in Italia riguardano: indicare un indirizzo di residenza diverso da quello registrato all'anagrafe — se il cittadino ha cambiato dimora senza comunicarlo al Comune, l'anagrafe riporterà la vecchia residenza e il certificato sarà errato; non specificare l'uso del certificato, rendendo impossibile determinare l'applicabilità del bollo e causando il rigetto dell'istanza; omettere la marca da bollo quando richiesta — l'istanza priva di bollo viene restituita dall'ufficio anagrafe senza essere protocollata; confondere il certificato di residenza con il certificato di stato civile (rilasciato dall'ufficiale di stato civile, non dall'ufficiale d'anagrafe) o con il certificato storico di residenza (che riporta le residenze passate); richiedere il certificato per uso P.A. — ricordare che dal 2012 la P.A. non accetta certificati ma solo autocertificazioni ex art. 46 D.P.R. 445/2000; non allegare copia del documento di identità quando la richiesta non viene presentata di persona allo sportello (requisito dell'art. 38 D.P.R. 445/2000); sottovalutare la scadenza dei sei mesi: un certificato consegnato oltre il termine di validità potrebbe essere rifiutato dal destinatario privato.

Settimo errore: richiedere un numero insufficiente di copie autenticate — se il certificato deve essere presentato a più destinatari contemporaneamente (ad esempio, per un rogito notarile in cui partecipano più parti), ogni copia deve essere originale o autentica; le fotocopie non autenticate non hanno valore probatorio. Ottavo errore: non tenere conto delle festività comunali — in molti Comuni piccoli e medi, l'Ufficio Anagrafe è aperto solo determinati giorni della settimana e talvolta chiude durante le festività locali; richiedere il certificato con urgenza senza verificare i giorni di apertura dello sportello può causare ritardi incompatibili con le scadenze delle pratiche per cui il certificato è necessario. Nono errore: omettere di aggiornare tempestivamente la residenza dopo un trasferimento — l'art. 11 D.P.R. 223/1989 obbliga il cittadino a comunicare il cambio di residenza entro 20 giorni dal trasferimento; il mancato aggiornamento rende il certificato contenente la vecchia residenza formalmente esatto (ai sensi dei registri) ma difforme dalla realtà, con possibili conseguenze sia civili (notifiche giudiziarie inviate alla vecchia residenza ritenute valide) sia fiscali (domicilio fiscale presso il Comune di residenza anagrafica ex art. 58 D.P.R. 600/1973).

Un errore frequente riguarda la presentazione di un certificato di residenza con uso di bollo quando il certificato e' destinato a un uso esente da bollo per legge (es. richieste di sussidi sociali, pratiche INPS per prestazioni assistenziali, iscrizione a scuole dell'obbligo). La L. 23 dicembre 1972, n. 642 e il D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 642 prevedono numerose categorie di esenzione dall'imposta di bollo: presentare per errore un certificato in bollo anziche' esente causa il rigetto della pratica per ragioni formali. Prima di richiedere il certificato, verificare sempre la tabella allegata al D.P.R. 642/1972 o chiedere conferma all'ufficio destinatario. Altro errore: richiedere un certificato storico di residenza con decorrenza antecedente all'istituzione dell'ANPR nel proprio Comune (variabile da Comune a Comune tra il 2018 e il 2021): per periodi antecedenti all'integrazione del Comune in ANPR, il certificato potrebbe non essere disponibile online e richiedere accesso agli archivi cartacei dell'ufficio anagrafe.

Un errore ricorrente e' quello di presentare il certificato di residenza anziche' il certificato di stato di famiglia o di residenza storico, confondendo le diverse tipologie di certificati anagrafici disponibili allo sportello anagrafico: prima della richiesta, verificare sempre con l'ente destinatario quale tipologia specifica sia necessaria, poiche' la sostituzione dopo il rilascio comporta un ulteriore pagamento dei diritti di segreteria.

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Domande frequenti

Modello con riferimenti normativi — Modello aggiornato l'ultima volta a giugno 2026

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