Richiesta dell'Estratto Conto Contributivo INPS
Che cos'è Richiesta dell'Estratto Conto Contributivo INPS?
La Richiesta dell'Estratto Conto Contributivo INPS in Italia è l'atto disciplinato da D.Lgs. 165/2001; art. 22 L. 241/1990; prassi INPS — Fascicolo Previdenziale del Cittadino.
L'estratto conto contributivo — denominato anche 'posizione assicurativa' o 'conto assicurativo individuale' — raccoglie tutti i periodi di contribuzione versata obbligatoriamente dal datore di lavoro o dall'assicurato, la contribuzione figurativa (riconosciuta per legge in assenza di lavoro effettivo, ai sensi dell'art. 8 L. 155/1981 e del D.Lgs. 148/2015), la contribuzione volontaria ex L. 1338/1962 e i periodi riscattati ai sensi del D.Lgs. 184/1997. Per ogni periodo sono indicati la gestione previdenziale, il datore di lavoro o il committente, le settimane coperte, l'imponibile contributivo e il montante individuale aggiornato. Il documento è gratuito, esente da imposta di bollo (D.P.R. 642/1972, Tabella, art. 5) e disponibile in tempo reale sul portale MyINPS con autenticazione SPID, CIE o CNS (D.Lgs. 82/2005 — CAD).
L'ordinamento previdenziale italiano distingue diverse gestioni: il Fondo Pensioni dei Lavoratori Dipendenti (FPLD) per i dipendenti privati, la Gestione Artigiani e la Gestione Commercianti per i lavoratori autonomi, la Gestione Separata ex L. 335/1995 per collaboratori e liberi professionisti senza cassa, le gestioni dei liberi professionisti presso le casse di previdenza private (enti vigilati da Ministero del Lavoro e MEF ex D.Lgs. 509/1994 e D.Lgs. 103/1996). L'estratto INPS raccoglie solo le posizioni INPS; per le casse professionali è necessario rivolgersi direttamente all'ente di appartenenza. Conoscere la distinzione tra le gestioni è fondamentale per pianificare la totalizzazione contributiva ai sensi del D.Lgs. 42/2006 o la ricongiunzione ai sensi della L. 29/1979.
Sul sito forms-legal.com è disponibile il modulo preparatorio per organizzare le informazioni necessarie alla richiesta e alle eventuali istanze di regolarizzazione che dovessero rendersi necessarie a seguito della verifica dell'estratto conto. La richiesta formale all'INPS avviene esclusivamente tramite i canali ufficiali — portale MyINPS, sportello territoriale o patronato abilitato ex L. 152/2001 — e non può essere sostituita da autocertificazioni ex D.P.R. 445/2000 nei rapporti con l'INPS stesso. Il servizio è completamente gratuito per il richiedente e non richiede il pagamento di alcun diritto di segreteria o imposta di bollo.
Quando serve Richiesta dell'Estratto Conto Contributivo INPS?
La Richiesta dell'Estratto Conto Contributivo INPS in Italia diventa necessaria in una serie di occasioni cruciali per la vita lavorativa e previdenziale del cittadino. La prima e più frequente è la pianificazione del pensionamento: verificare i contributi accreditati consente di calcolare in anticipo la data in cui si matureranno i requisiti per la pensione di vecchiaia (67 anni + 20 anni di contributi ex art. 24 D.L. 201/2011 conv. L. 214/2011), per la pensione anticipata (42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne, ex art. 24, c. 10, D.L. 201/2011) o per altre forme di uscita flessibile previste dalla normativa vigente, come Quota 103 (D.L. 18/2023), APe Sociale (L. 232/2016) o Opzione Donna (L. 214/2011 e proroghe annuali).
Altre situazioni tipiche in cui la verifica dell'estratto è fondamentale: al cambio di lavoro o al passaggio da lavoro dipendente a autonomo, per verificare che i contributi precedenti siano correttamente accreditati e non siano stati oggetto di omissioni da parte del datore cessante; in caso di accesso a forme di previdenza complementare (D.Lgs. 252/2005), dove la posizione INPS integra il quadro previdenziale complessivo e incide sulle scelte di contribuzione al fondo pensione; prima di presentare qualunque domanda di prestazione INPS (pensione, NASpI ex D.Lgs. 22/2015, assegno di inclusione ex D.Lgs. 48/2023, assegno di invalidità civile) per evitare sorprese in fase istruttoria; in caso di procedure di riscatto o di ricongiunzione (L. 45/1990) per quantificare il costo dell'operazione e valutarne la convenienza previdenziale; per contestare contributi errati o mancanti prima che decorrano i termini di prescrizione dell'azione di recupero (5 anni per i contributi correnti ex art. 3, c. 9, L. 335/1995; 10 anni per quelli ante-1996 ex art. 2946 c.c.); nei casi di separazione o divorzio con riflessi sul diritto alla pensione di reversibilità ex artt. 22-23 L. 898/1970.
Cosa includere nel tuo Richiesta dell'Estratto Conto Contributivo INPS
La Richiesta dell'Estratto Conto Contributivo INPS in Italia comprende i seguenti elementi fondamentali, la cui corretta indicazione garantisce il buon esito della procedura e dell'eventuale istanza di regolarizzazione successiva.
1. Dati anagrafici del richiedente: nome, cognome, data e luogo di nascita, codice fiscale (16 caratteri alfanumerici rilasciati dall'Agenzia delle Entrate e riportati sulla tessera sanitaria), residenza anagrafica verificabile tramite ANPR (Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente, D.Lgs. 82/2005 art. 62). Per i cittadini stranieri, anche il permesso di soggiorno o il codice STP (Straniero Temporaneamente Presente) ove applicabile.
2. Modalità di autenticazione: SPID livello 2 o 3 (D.P.C.M. 24 ottobre 2014), CIE 3.0 (Carta d'Identità Elettronica, D.Lgs. 82/2005 art. 66-bis) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi, D.M. 8 settembre 2000). La scelta della modalità di accesso determina il canale di trasmissione: il portale MyINPS è il principale per l'accesso immediato e gratuito al Fascicolo Previdenziale del Cittadino.
3. Gestioni previdenziali di interesse: indicare se si è stati o si è dipendenti privati (FPLD), lavoratori autonomi artigiani o commercianti, collaboratori coordinati e continuativi (Gestione Separata ex L. 335/1995), dipendenti pubblici (INPDAP confluito nell'INPS dal 2012 ex D.L. 201/2011), lavoratori dello spettacolo (Gestione ex-ENPALS), o se si hanno posizioni in gestioni speciali agricole.
4. Eventuale delega a patronato: il patronato abilitato ex L. 152/2001 può agire in nome e per conto del lavoratore, presentando la richiesta tramite i propri accessi istituzionali e assistendo nella lettura dell'estratto conto. Il modulo di delega al patronato va firmato dall'interessato.
5. Dati per la comunicazione del risultato: indirizzo PEC (D.P.R. 68/2005) o indirizzo e-mail ordinario per ricevere notifiche dall'INPS in caso di aggiornamenti alla posizione, numero di telefono per eventuali ricontatti da parte dell'ufficio INPS in caso di procedura cartacea o di richiesta di chiarimenti sull'istanza di regolarizzazione.
6. Informazioni sull'arco temporale e sugli scopi della verifica: è utile indicare se la richiesta è finalizzata alla verifica pre-pensionamento, alla verifica di contributi ante-1996 per il calcolo con metodo retributivo, al controllo di periodi di lavoro all'estero ai fini della totalizzazione ex Reg. CE n. 883/2004, oppure al riscontro di contributi versati in gestioni speciali come la Gestione Separata INPS ex L. 335/1995. Queste indicazioni, pur non obbligatorie, aiutano il personale INPS a orientare l'istruttoria in caso di richiesta allo sportello.
7. Documentazione probatoria per la contestazione: se nell'estratto mancano periodi lavorativi, raccogliere preventivamente copia delle buste paga, delle Certificazioni Uniche (CU) ex art. 4, c. 6-quater, D.P.R. 322/1998, dei cedolini stipendio, delle lettere di assunzione o dei contratti, e di eventuali verbali di ispezione dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) che attestino il rapporto di lavoro. Tale documentazione va allegata all'istanza di regolarizzazione della posizione assicurativa per consentire all'INPS di procedere all'accertamento contributivo ex art. 116 L. 388/2000.
Sul sito forms-legal.com il modulo guidato raccoglie e organizza tutte queste informazioni in modo strutturato, con campi verificati per ciascuna sezione, facilitando anche la redazione di un'eventuale istanza di regolarizzazione della posizione assicurativa da allegare alla verifica dell'estratto in caso di discrepanze tra quanto registrato e la reale carriera lavorativa.
Come compilare il tuo Richiesta dell'Estratto Conto Contributivo INPS
Per richiedere l'Estratto Conto Contributivo INPS in Italia nel modo più efficace, seguire questi passaggi con attenzione, distinguendo tra l'accesso diretto online e la richiesta tramite patronato o sportello. Per l'accesso diretto online: accedere al portale MyINPS (www.inps.it) con le proprie credenziali SPID (livello 2 o 3 obbligatorio per i servizi previdenziali), CIE 3.0 o CNS; selezionare 'Fascicolo Previdenziale del Cittadino' → 'Estratto Conto'. Il sistema elabora la posizione attingendo ai dati delle denunce contributive telematiche (Uniemens per il settore privato ex D.M. 26 novembre 2003 — inviate mensilmente dai datori di lavoro; F24 per i versamenti degli autonomi) e mette a disposizione il PDF scaricabile immediatamente senza attesa. Scaricare e conservare il documento in formato PDF e, preferibilmente, in stampa cartacea per la successiva analisi comparativa con le buste paga e le Certificazioni Uniche (CU) degli ultimi anni disponibili.
Nella compilazione del modulo preparatorio disponibile su forms-legal.com, inserire nella sezione anagrafica i dati esatti come risultano dal documento d'identità in corso di validità (carta d'identità, passaporto, permesso di soggiorno per i cittadini extracomunitari). Nella sezione delle gestioni, selezionare tutte quelle in cui si ritiene di aver versato contributi nel corso della carriera, anche per periodi brevissimi (anche un solo mese di contribuzione può essere decisivo ai fini del raggiungimento dei requisiti pensionistici). Nella sezione delle anomalie rilevate, descrivere sinteticamente eventuali periodi lavorativi che non compaiono nell'estratto: indicare la ragione sociale e il codice fiscale del datore di lavoro interessato, il periodo di impiego (data di inizio e di fine), il tipo di contratto (lavoro subordinato/cococo/partita IVA/collaborazione occasionale) e, se disponibili, allegare copia delle buste paga, delle Certificazioni Uniche (CU) ex art. 4 D.P.R. 322/1998 o delle lettere di assunzione/contratto. Nella sezione firma, apporre la sottoscrizione autografa del richiedente con la formula di consapevolezza ex art. 76 D.P.R. 445/2000. Per l'accesso tramite patronato, consegnare all'operatore tutta la documentazione raccolta e la delega firmata; il patronato trasmette la richiesta tramite i propri accessi istituzionali INPS e riceve la risposta in nome del delegante. Per lo sportello fisico INPS, prenotare l'appuntamento online (www.inps.it/appuntamento) o tramite Contact Center 803.164 (gratuito rete fissa) o 06.164.164 (da cellulare) ed esibire documento d'identità valido e codice fiscale.
Requisiti legali per Richiesta dell'Estratto Conto Contributivo INPS
La Richiesta dell'Estratto Conto Contributivo INPS in Italia è disciplinata da un articolato quadro normativo che ne garantisce la trasparenza e la gratuità. Il D.Lgs. 165/2001 (Testo Unico sul Pubblico Impiego) impone alle pubbliche amministrazioni — incluso l'INPS — di rispondere alle istanze dei cittadini entro i termini previsti dall'art. 2 della L. 241/1990 (30 giorni ordinari, prorogabili a 90 giorni per pratiche complesse). L'art. 22 della L. 241/1990 garantisce il diritto di accesso ai documenti amministrativi: l'estratto conto previdenziale è documento personale del richiedente e non è soggetto ad alcuna limitazione di accesso né al pagamento di diritti di copia. L'autenticazione digitale con SPID, CIE o CNS è obbligatoria per l'accesso telematico ai servizi INPS (D.P.C.M. 24 ottobre 2014; D.Lgs. 82/2005 — CAD art. 64). La gratuità del servizio è garantita dalla normativa previdenziale; il documento è altresì esente da imposta di bollo ai sensi del D.P.R. 642/1972. Le dichiarazioni sostitutive rese nell'istanza di regolarizzazione della posizione assicurativa sono soggette alle sanzioni ex artt. 75-76 D.P.R. 445/2000 per le dichiarazioni mendaci, con il richiamo agli artt. 483 (falsità ideologica del privato), 495 (false dichiarazioni a pubblico ufficiale) e 496 (false dichiarazioni sulla identità personale) del codice penale. Il lavoratore ha facoltà di ricorrere al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) ex D.Lgs. 104/2010 in caso di diniego illegittimo di accesso alla propria posizione contributiva. In alternativa al TAR, è esperibile il ricorso al Difensore Civico regionale o al Responsabile della trasparenza dell'INPS ex D.Lgs. 33/2013 per le violazioni degli obblighi di trasparenza amministrativa. La normativa sul trattamento dei dati personali del Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR) garantisce inoltre al lavoratore il diritto di accesso ai propri dati personali detenuti dall'INPS ex art. 15 GDPR, strumento complementare all'accesso previdenziale ordinario e azionabile senza costi aggiuntivi tramite istanza al Data Protection Officer (DPO) dell'INPS o all'Autorità Garante per la protezione dei dati personali (Garante Privacy) in caso di violazione.
Errori comuni da evitare nel tuo Richiesta dell'Estratto Conto Contributivo INPS
Gli errori più comuni nella gestione dell'Estratto Conto Contributivo INPS in Italia riguardano diversi aspetti ricorrenti che compromettono la pianificazione previdenziale. Il primo errore è non verificare l'estratto con sufficiente anticipo rispetto alla data prevista di pensionamento: lacune contributive scoperte tardivamente (meno di 5 anni dalla data prevista di pensionamento) non sempre possono essere sanate tramite riscatto o ricongiunzione nei tempi utili, soprattutto se i costi di regolarizzazione sono elevati. Il secondo errore è non segnalare i contributi mancanti entro i termini di prescrizione, perdendo definitivamente il periodo: 5 anni per i contributi correnti ex art. 3, c. 9, L. 335/1995; 10 anni per quelli ante-1996 ex art. 2946 c.c. Il terzo errore è confondere l'estratto conto contributivo con la busta paga o con la Certificazione Unica (CU): questi ultimi attestano il reddito imponibile, non la posizione previdenziale effettiva, che dipende dalle denunce Uniemens del datore di lavoro. Il quarto errore è trascurare di verificare le gestioni separate — Gestione Separata INPS ex L. 335/1995 per collaboratori e parasubordinati, gestioni speciali degli artigiani e dei commercianti — in cui si potrebbero avere contributi accreditati in periodi di lavoro autonomo o part-time. Il quinto errore è non valutare tempestivamente la totalizzazione (D.Lgs. 42/2006) o la ricongiunzione (L. 29/1979; L. 45/1990) quando nessuna singola gestione raggiunge autonomamente i requisiti minimi per la pensione: operazioni complesse che richiedono mesi di istruttoria e, nel caso della ricongiunzione onerosa, il pagamento anticipato dell'onere calcolato dall'INPS. Il sesto errore è ignorare o sottovalutare i periodi di contribuzione figurativa (CIG ordinaria e straordinaria ex D.Lgs. 148/2015, malattia, maternità obbligatoria ex D.Lgs. 151/2001, aspettativa sindacale) che compaiono nell'estratto e che concorrono sia al diritto sia alla misura della pensione.
Domande frequenti
La Richiesta dell'Estratto Conto Contributivo INPS in Italia avviene principalmente attraverso il portale MyINPS, accessibile con credenziali SPID (livello 2 o 3, ai sensi del D.P.C.M. 24 ottobre 2014), CIE (Carta d'Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi). All'interno del portale, nella sezione 'Fascicolo Previdenziale del Cittadino', è possibile visualizzare e scaricare in formato PDF l'estratto conto aggiornato in tempo reale. In alternativa, la richiesta può essere presentata presso qualsiasi sede territoriale INPS (previo appuntamento tramite l'agenda online INPS o il Contact Center 803.164) oppure tramite un patronato abilitato ex L. 152/2001, che fornisce assistenza gratuita. L'estratto conto non è soggetto ad alcun tributo o marca da bollo (D.P.R. 642/1972). I cittadini italiani residenti all'estero possono richiederlo tramite il Consolato italiano competente o direttamente online con SPID/CIE.
L'Estratto Conto Contributivo INPS in Italia contiene il riepilogo completo della posizione assicurativa del lavoratore, suddivisa per gestione previdenziale di competenza (FPLD per i dipendenti privati, Gestione Artigiani o Commercianti per gli autonomi, Gestione Separata ex L. 335/1995 per i parasubordinati, ecc.). Per ogni anno e per ogni periodo lavorativo risultano indicati: il datore di lavoro o committente, le retribuzioni o i compensi imponibili dichiarati, le settimane o i mesi di contribuzione accreditati, le eventuali contribuzioni figurative (per malattia, maternità, CIG, aspettativa sindacale) ai sensi dell'art. 8 L. 155/1981 e del D.Lgs. 148/2015, le settimane di contribuzione volontaria ex L. 1338/1962, i periodi riscattati (laurea, servizio militare, ecc.) ai sensi del D.Lgs. 184/1997. L'estratto riporta anche il montante contributivo individuale utile al calcolo della pensione contributiva ex L. 335/1995.
Sì, la contestazione dei dati dell'Estratto Conto Contributivo INPS in Italia è possibile e doverosa in presenza di contributi mancanti o accreditati in modo errato. La procedura si articola come segue: il lavoratore presenta un'istanza di regolarizzazione della posizione assicurativa presso la sede INPS competente per residenza, allegando la documentazione probatoria (buste paga, contratti di lavoro, CUD/Certificazioni Uniche, lettere di assunzione). Se il datore di lavoro è identificabile e ancora operante, l'INPS può attivare la procedura di accertamento contributivo ai sensi dell'art. 116 L. 388/2000. Se il datore è cessato o inadempiente, si applica l'art. 2116 c.c., che garantisce la prestazione previdenziale al lavoratore anche in caso di mancato versamento da parte del datore, sempre che il lavoratore possa provare il rapporto di lavoro. In caso di diniego dell'INPS, è possibile ricorrere al giudice del lavoro ex artt. 409 ss. c.p.c. entro 5 anni dalla contestazione ai sensi del regime prescrizionale dell'art. 3, c. 9, L. 335/1995.
La distinzione tra Estratto Conto Contributivo INPS e Certificato di Pensione in Italia è fondamentale ai fini previdenziali. L'estratto conto contributivo è un documento che riepiloga i contributi versati durante la carriera lavorativa attiva: è utile a verificare la propria posizione assicurativa, pianificare il pensionamento e rilevare eventuali lacune contributive. Non certifica il diritto alla pensione né il suo importo definitivo. Il Certificato di Pensione (o Cedolino della Pensione) è invece il documento rilasciato dall'INPS a chi percepisce già un trattamento pensionistico: riepiloga l'importo lordo e netto della pensione, le trattenute IRPEF, le detrazioni fiscali e i conguagli. Per pianificare il pensionamento, l'INPS mette a disposizione anche il simulatore 'La mia pensione futura' sul portale MyINPS, che stima l'importo previsionale della pensione sulla base dei contributi accreditati e delle proiezioni contributive future.
No, l'Estratto Conto Contributivo INPS in Italia include esclusivamente i periodi contributivi versati nelle gestioni italiane. I contributi versati in altri paesi dell'Unione Europea sono registrati presso gli enti previdenziali locali e non confluiscono nell'estratto INPS italiano. Tuttavia, tali periodi possono essere totalizzati con quelli italiani ai fini del diritto alla pensione, in applicazione del Regolamento CE n. 883/2004 e del Regolamento di attuazione CE n. 987/2009. Per verificare i periodi esteri, il lavoratore deve richiedere l'estratto contributivo all'ente previdenziale del paese estero in cui ha lavorato oppure avvalersi della procedura di coordinamento internazionale INPS. La documentazione sui periodi esteri va allegata alla Domanda di Pensione di Vecchiaia al momento della richiesta di totalizzazione.
L'Estratto Conto Contributivo INPS in Italia è disponibile in tempo reale sul portale MyINPS per chi accede con SPID, CIE o CNS: il download del PDF è immediato. In alternativa, la richiesta presentata tramite patronato abilitato o presso la sede territoriale INPS viene evasa entro 30 giorni ai sensi della L. 241/1990 (termine ordinario del procedimento amministrativo). Situazioni che possono rallentare l'aggiornamento dell'estratto: contributi dichiarati dai datori di lavoro ma non ancora imputati alla posizione individuale (la riconciliazione avviene periodicamente, di solito entro 12-18 mesi dalla denuncia contributiva); contributi in contestazione o oggetto di ispezione dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL); periodi di contribuzione volontaria in attesa di imputazione. In questi casi, il lavoratore può richiedere all'INPS una situazione provvisoria della posizione assicurativa ai fini della pianificazione pensionistica.
Sì, per colmare lacune nell'Estratto Conto Contributivo INPS in Italia esistono diversi strumenti normativi. Il riscatto della laurea ai sensi dell'art. 2 del D.Lgs. 184/1997 consente di coprire fino a 5 anni del corso legale degli studi universitari: per i lavoratori in sistema contributivo puro il costo è calcolato in base all'aliquota contributiva vigente (33% per i dipendenti) applicata alla retribuzione media degli ultimi 12 mesi. Il riscatto agevolato o pace contributiva (art. 20, c. 1, D.L. 4/2019, poi prorogato) permette, per i contributivi puri, un costo ridotto pari al 33% del minimale INPS vigente per anno riscattato (circa 5.000 € per anno). Il servizio militare obbligatorio è riscattabile ai sensi della L. 274/1991. I periodi di contribuzione volontaria ex L. 1338/1962 consentono di versare contributi per periodi in cui non era obbligatoria la contribuzione. Ogni domanda di riscatto va presentata all'INPS online con SPID/CIE.
L'Estratto Conto Contributivo INPS in Italia viene talvolta richiesto dalle banche e dagli istituti di credito come documento probatorio del reddito da lavoro (in alternativa alle buste paga o al CUD/Certificazione Unica) nel contesto dell'istruttoria di mutui ipotecari, prestiti personali o cessioni del quinto. Va tenuto presente che l'estratto conto contributivo INPS non è un certificato reddituale: attesta i contributi versati, non il reddito percepito. Per scopi fiscali e di accesso al credito, il documento appropriato è la Certificazione Unica (CU) rilasciata dal sostituto d'imposta, il 730 precompilato o il Modello Redditi PF. In ogni caso, le banche non possono imporre l'acquisizione di documenti che il cittadino può autocertificare ai sensi dell'art. 43 D.P.R. 445/2000. Nei confronti dei privati, l'estratto conto INPS vale esclusivamente come documento informativo e non come atto certificativo.
Questo modello è fornito esclusivamente a scopo informativo e non costituisce consulenza legale. Le leggi variano in base alla giurisdizione e cambiano nel tempo. Consulta un avvocato qualificato per una consulenza specifica per la tua situazione.Avviso legale completo
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