Domanda di Licenza Commerciale
D.Lgs. 114/1998; D.Lgs. 59/2010; art. 19 L. 241/1990
Intestazione al SUAP
AL SPORTELLO UNICO ATTIVITÀ PRODUTTIVE (SUAP)
[Comune Suap]
DOMANDA DI AUTORIZZAZIONE PER L'ESERCIZIO DEL COMMERCIO AL DETTAGLIO
(ai sensi del D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 114, e del D.Lgs. 26 marzo 2010, n. 59)
Dati del Richiedente e dell'Impresa
DATI DEL RICHIEDENTE
Il/La sottoscritto/a [Nome Cognome Titolare], codice fiscale [Codice Fiscale Titolare], in qualità di titolare / legale rappresentante di:
Denominazione: [Denominazione Sociale]
Partita IVA: [Partita Iva]
Numero REA / Registro Imprese: [Numero Rea Iscrizione]
PEC: [Pec Impresa]
Oggetto della Domanda
CHIEDE
l'autorizzazione all'esercizio del commercio al dettaglio — tipo: [Tipo Esercizio] — settore merceologico: [Settore Merceologico]
SEDE DELL'ESERCIZIO COMMERCIALE
Indirizzo: [Indirizzo Esercizio]
Superficie totale dei locali: [Superficie Totale] m²
Superficie di vendita: [Superficie Vendita] m²
Prodotti trattati: [Descrizione Prodotti]
Dichiarazioni ai sensi del D.P.R. 445/2000
DICHIARAZIONI SOSTITUTIVE (art. 46 e 47 D.P.R. 445/2000)
consapevole delle sanzioni penali previste dall'art. 76 del D.P.R. 445/2000 in caso di dichiarazioni mendaci, il sottoscritto DICHIARA:
1. di essere in possesso dei requisiti morali e professionali di cui all'art. 5 del D.Lgs. 114/1998;
2. di non essere stato dichiarato fallito o di non avere in corso procedure concorsuali;
3. di non essere destinatario di misure di prevenzione antimafia ai sensi del D.Lgs. 159/2011;
4. che i locali dell'esercizio sono dotati dei requisiti urbanistici, igienico-sanitari e di agibilità richiesti dalla normativa vigente;
5. di essere iscritto al Registro delle Imprese della Camera di Commercio competente (n. REA: [Numero Rea Iscrizione]) e di essere in regola con i versamenti previdenziali (INPS) e assicurativi (INAIL).
Luogo e data: [Luogo Domanda], [Data Domanda]
Firma del richiedente: _________________________
ALLEGATI: planimetria catastale dei locali (scala 1:100), visura camerale aggiornata, certificato di agibilità, eventuale documentazione HACCP per settore alimentare, marca da bollo € 16,00 (per autorizzazione; non per SCIA).
Richiedente / Legale Rappresentante
________________
Signature
Che cos'è Domanda di Licenza Commerciale?
La Domanda di Licenza Commerciale in Italia è l'atto disciplinato da D.Lgs. 114/1998; D.Lgs. 59/2010; art. 19 L. 241/1990.
Lo Sportello Unico Attività Produttive (SUAP) del Comune è il punto di accesso unico per tutte le pratiche relative all'apertura di un'attività commerciale, dalla domanda di autorizzazione ai provvedimenti di agibilità, all'iscrizione al Registro delle Imprese. Il portale Impresa in un Giorno (gestito dalle Camere di Commercio — unioncamere) consente la presentazione telematica della domanda e lo svolgimento di tutti gli adempimenti tramite un unico accesso con SPID o Carta d'Identità Elettronica (CIE) ai sensi del D.Lgs. 82/2005 (CAD).
Le tipologie di attività commerciali soggette a diversi regimi autorizzativi comprendono: il commercio al dettaglio in esercizi di vicinato (superficie di vendita non superiore a 150 m² nei Comuni con meno di 10.000 abitanti o 250 m² negli altri), le medie strutture di vendita e le grandi strutture di vendita. Per ciascuna categoria vigono procedure, tempistiche e requisiti diversi, definiti dal D.Lgs. 114/1998 e dalle leggi regionali di attuazione che ogni Regione italiana ha adottato nell'ambito della propria competenza concorrente in materia di commercio (art. 117 Cost.).
Quando serve Domanda di Licenza Commerciale?
La Domanda di Licenza Commerciale in Italia è necessaria o consigliata in una serie di situazioni specifiche che riguardano l'avvio, la modifica o l'ampliamento di un'attività commerciale:
**Apertura di un nuovo esercizio commerciale al dettaglio**: qualunque attività di vendita di merci al dettaglio in sede fissa richiede, a seconda della superficie, la SCIA al SUAP (per gli esercizi di vicinato ai sensi dell'art. 7 D.Lgs. 114/1998) o la domanda di autorizzazione al Comune (per le medie strutture ai sensi dell'art. 8 D.Lgs. 114/1998) o la domanda alla Regione (per le grandi strutture ai sensi dell'art. 9). La soglia di superficie per gli esercizi di vicinato è 150 m² nei Comuni con popolazione inferiore a 10.000 abitanti e 250 m² negli altri Comuni.
**Cambio di titolare di un esercizio già autorizzato**: il trasferimento dell'autorizzazione commerciale a un nuovo titolare richiede la presentazione di una nuova domanda o di una comunicazione di subingresso, secondo quanto previsto dall'art. 10 D.Lgs. 114/1998 e dai regolamenti comunali. Il subentro non è automatico: il nuovo titolare deve dimostrare il possesso dei requisiti soggettivi e morali di cui all'art. 5 del D.Lgs. 114/1998.
**Ampliamento della superficie di vendita**: superare i limiti di superficie che distinguono le diverse tipologie di struttura commerciale comporta la necessità di un nuovo titolo abilitativo di rango superiore (da SCIA per esercizio di vicinato a domanda di autorizzazione per media struttura, oppure da autorizzazione comunale a autorizzazione regionale per grande struttura).
**Cambio di settore merceologico**: passare dal settore alimentare a quello non alimentare o viceversa, oppure aggiungere nuovi settori merceologici, può richiedere una nuova domanda o una comunicazione di variazione al SUAP, soprattutto per l'aggiunta del settore alimentare che comporta adempimenti HACCP specifici ai sensi del Reg. CE 852/2004.
**Commercio su aree pubbliche**: l'esercizio del commercio su posteggi fissi nei mercati o in forma itinerante richiede l'autorizzazione ai sensi dell'art. 28 D.Lgs. 114/1998, rilasciata dal Comune sulla base dei criteri stabiliti dal D.Lgs. 59/2010 e dalle leggi regionali. Le autorizzazioni per il commercio su aree pubbliche sono numerate e soggette a graduatorie pubblicate dai Comuni secondo criteri di priorità.
**Attività di somministrazione di alimenti e bevande**: bar, ristoranti, enoteche, pasticcerie e attività similari rientrano nel regime del D.Lgs. 59/2010 e richiedono autorizzazione o SCIA con requisiti sanitari (HACCP ai sensi del Reg. CE 852/2004, piano di autocontrollo, designazione del Responsabile dell'Autocontrollo), requisiti edilizi (agibilità dei locali con destinazione d'uso commerciale conforme al PRG) e in alcuni Comuni requisiti di qualificazione professionale per la somministrazione di alcol.
**E-commerce e commercio a distanza**: la vendita online ai consumatori italiani è disciplinata dal D.Lgs. 206/2005 (Codice del Consumo, artt. 49–67) per i contratti a distanza e dal D.Lgs. 70/2003 (commercio elettronico). Chi vende online con struttura d'impresa deve iscriversi al Registro delle Imprese e aprire la partita IVA; per il settore alimentare online, si applicano gli stessi obblighi HACCP del commercio fisico.
Cosa includere nel tuo Domanda di Licenza Commerciale
La Domanda di Licenza Commerciale presentata al SUAP del Comune italiano deve contenere una serie di elementi obbligatori, la cui mancanza determina l'irricevibilità o la sospensione del procedimento ai sensi dell'art. 23 L. 241/1990:
**1. Dati del richiedente**: se persona fisica, nome e cognome, codice fiscale, luogo e data di nascita, residenza, partita IVA; se persona giuridica, denominazione sociale, forma giuridica (S.r.l., S.p.A., S.n.c., S.a.s., cooperativa), partita IVA, codice fiscale, numero di iscrizione al Registro delle Imprese della Camera di Commercio competente, sede legale, PEC, rappresentante legale con estremi del potere di rappresentanza.
**2. Tipo e sede dell'attività**: indirizzo esatto dei locali commerciali (via, numero civico, CAP, piano), superficie totale e superficie di vendita in m², settore merceologico (alimentare o non alimentare ai sensi della tabella allegata al D.Lgs. 114/1998), tipologia di struttura commerciale richiesta (esercizio di vicinato, media struttura, grande struttura, commercio su area pubblica).
**3. Conformità urbanistica e agibilità**: estremi del titolo edilizio che legittima l'uso commerciale dei locali (permesso di costruire, SCIA edilizia, compatibilità con il Piano Regolatore Generale ai sensi del D.P.R. 380/2001), attestazione dell'agibilità rilasciata dal Comune ai sensi dell'art. 24 D.P.R. 380/2001 o dichiarazione del tecnico abilitato.
**4. Requisiti soggettivi del richiedente**: dichiarazione sostitutiva ai sensi del D.P.R. 445/2000 dell'assenza di cause ostative di cui all'art. 5 D.Lgs. 114/1998 (condanne penali, fallimento, misure antimafia ai sensi del D.Lgs. 159/2011); per il settore alimentare, documentazione HACCP e attestato del Responsabile dell'Autocontrollo.
**5. Iscrizione alla Camera di Commercio**: numero REA e visura camerale (o prova della avvenuta presentazione della Comunicazione Unica al Registro delle Imprese ai sensi dell'art. 9 D.L. 7/2007).
**6. Marca da bollo**: la domanda di autorizzazione (non la SCIA) è soggetta a imposta di bollo ai sensi del D.P.R. 642/1972 nella misura di € 16,00 ogni quattro facciate.
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Come compilare il tuo Domanda di Licenza Commerciale
Per compilare correttamente la Domanda di Licenza Commerciale da presentare al SUAP del Comune italiano, seguire questa procedura passo per passo:
**Passo 1 — Dati anagrafici del richiedente**: inserire nome e cognome (o denominazione sociale), codice fiscale, partita IVA, residenza o sede legale, indirizzo PEC obbligatorio per le imprese iscritte al Registro delle Imprese ai sensi del D.Lgs. 82/2005. La PEC è il canale ufficiale per tutte le comunicazioni del SUAP.
**Passo 2 — Tipologia dell'esercizio commerciale**: selezionare il tipo di esercizio (esercizio di vicinato, media struttura, grande struttura, commercio ambulante su posteggio fisso, commercio ambulante itinerante) e il settore merceologico (alimentare, non alimentare, o entrambi). Il settore alimentare richiede adempimenti aggiuntivi.
**Passo 3 — Dati della sede**: inserire l'indirizzo completo dei locali, la superficie totale e la superficie di vendita in m². Verificare che la superficie indicata corrisponda a quella risultante dalla planimetria catastale allegata.
**Passo 4 — Dichiarazioni sul possesso dei requisiti**: barrare le caselle relative al possesso dei requisiti soggettivi (assenza di condanne penali gravi, assenza di fallimento, assenza di misure antimafia). Ricordare che la formula delle sanzioni penali del D.P.R. 445/2000 deve comparire prima della firma.
**Passo 5 — Allegati**: predisporre planimetria dei locali, visura camerale aggiornata (non anteriore a tre mesi), agibilità dei locali, eventuale documentazione HACCP per il settore alimentare, marca da bollo da € 16,00 (per le autorizzazioni, non per la SCIA).
**Passo 6 — Invio telematico al SUAP**: accedere al portale Impresa in un Giorno con SPID o CIE, caricare il modulo compilato e tutti gli allegati in formato PDF/A, e trasmettere l'istanza. Conservare la ricevuta di trasmissione che fissa il momento di decorrenza dei termini.
Requisiti legali per Domanda di Licenza Commerciale
L'esercizio del commercio al dettaglio in Italia è regolato da un sistema normativo stratificato che il richiedente deve rispettare prima e dopo l'ottenimento del titolo abilitativo:
**Normativa nazionale**: D.Lgs. 114/1998 (disciplina generale del commercio al dettaglio con la distinzione tra esercizi di vicinato, medie strutture e grandi strutture), D.Lgs. 59/2010 (liberalizzazione dei servizi in recepimento della Direttiva 2006/123/CE), art. 19 L. 241/1990 (SCIA — Segnalazione Certificata di Inizio Attività), art. 9 D.L. 7/2007 (Comunicazione Unica al Registro delle Imprese), art. 2188 c.c. e D.P.R. 581/1995 (Registro delle Imprese), art. 35 D.P.R. 633/1972 (apertura partita IVA con Modello AA9/12), D.Lgs. 81/2008 (sicurezza nei luoghi di lavoro — DVR obbligatorio se vi sono dipendenti, nomina RSPP), Reg. CE 852/2004 e D.Lgs. 193/2007 (HACCP per il settore alimentare).
**Normativa regionale**: ogni Regione italiana ha adottato leggi regionali di attuazione del D.Lgs. 114/1998 che disciplinano le soglie di superficie per le medie e grandi strutture (es. Lombardia: D.Lgs. 114/1998 recepito con L.R. 6/2010; Lazio: L.R. 33/1999 e successive modifiche), gli orari di apertura e chiusura, le zone di insediamento commerciale ammesse dai Piani Regolatori Generali. La competenza regionale concorrente in materia di commercio deriva dall'art. 117, comma 3, della Costituzione.
**Adempimenti successivi all'autorizzazione**: iscrizione all'INPS nella gestione commercianti (Gestione Speciale dei Commercianti, con versamento dei contributi IVS — Invalidità, Vecchiaia, Superstiti — calcolati sul reddito d'impresa), adempimenti INAIL per la copertura contro gli infortuni se vi sono dipendenti, nomina del Responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP) e redazione del DVR (Documento di Valutazione dei Rischi) ai sensi degli artt. 17 e 28 D.Lgs. 81/2008, tenuta del registro dei corrispettivi (se al di sotto dei limiti per la fatturazione obbligatoria) o emissione di fatture elettroniche tramite il Sistema di Interscambio (SDI) dell'Agenzia delle Entrate ai sensi del D.Lgs. 127/2015 (obbligo generalizzato di e-fattura dal 1° luglio 2022 anche per i forfettari con ricavi sopra € 25.000).
**Orari di vendita**: a seguito dell'art. 31 D.L. 201/2011 (c.d. Decreto Salva Italia, conv. L. 214/2011), gli esercizi commerciali al dettaglio sono liberi di determinare autonomamente i propri orari di apertura e chiusura, anche domeniche e festivi, fatto salvo quanto previsto dalla contrattazione collettiva per i lavoratori. Le Regioni non possono imporre limitazioni orarie non conformi al principio di libera concorrenza, salvo comprovati motivi di ordine pubblico o tutela della salute.
Errori comuni da evitare nel tuo Domanda di Licenza Commerciale
Nella presentazione della Domanda di Licenza Commerciale al SUAP dei Comuni italiani si riscontrano frequentemente questi errori che causano rigetto, sospensione del procedimento o sanzioni:
**Errore 1 — Presentare la domanda al Comune sbagliato**: la competenza è del Comune in cui si trovano i locali commerciali, non del Comune di residenza del titolare. Un errore di indirizzamento comporta la necessità di ripresentare tutto il fascicolo.
**Errore 2 — Superficie dichiarata errata**: indicare la superficie totale dei locali invece della sola superficie di vendita (che esclude magazzini, servizi, spazi comuni) è un errore frequente che può far scattare l'obbligo di autorizzazione per media struttura anche quando ci si aspettava di essere nella categoria degli esercizi di vicinato.
**Errore 3 — Mancata iscrizione preventiva al Registro delle Imprese**: l'avvio dell'attività prima dell'iscrizione camerale (e della apertura della partita IVA) configura attività abusiva d'impresa, punita con sanzioni dalla Camera di Commercio e dall'Agenzia delle Entrate.
**Errore 4 — Omissione degli adempimenti HACCP per il settore alimentare**: aprire un'attività nel settore alimentare senza il piano HACCP (Reg. CE 852/2004) e senza il Responsabile dell'Autocontrollo è un illecito amministrativo che può portare alla chiusura immediata dell'esercizio da parte della ASL.
**Errore 5 — Non allegare la planimetria catastale con la superficie di vendita evidenziata**: molti SUAP rifiutano le domande prive di questo documento fondamentale per la verifica della categoria commerciale.
**Errore 6 — Iniziare l'attività prima della conclusione del procedimento**: per le medie e grandi strutture, l'attività non può iniziare prima del provvedimento di autorizzazione (diversamente dalla SCIA, che consente l'avvio immediato). Avviare l'attività prima del provvedimento è abuso commerciale ai sensi dell'art. 22 D.Lgs. 114/1998.
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}Domande frequenti
In Italia, il regime autorizzativo del commercio dipende dalla tipologia di attività e dalla superficie di vendita. Con la riforma avviata dal D.Lgs. 114/1998 (c.d. Riforma Bersani) e accelerata dal D.Lgs. 59/2010 (recepimento della Direttiva Servizi 2006/123/CE), il panorama si è semplificato: per gli esercizi di vicinato (superfici fino a 150 m² nei Comuni con meno di 10.000 abitanti e fino a 250 m² negli altri) e per il commercio su aree pubbliche su posteggio o in forma itinerante, il titolo abilitativo è la SCIA — Segnalazione Certificata di Inizio Attività — presentata allo Sportello Unico Attività Produttive (SUAP) ai sensi dell'art. 19 L. 241/1990. Per le medie strutture di vendita (250–1.500 m² nei Comuni fino a 10.000 abitanti; 250–2.500 m² negli altri), l'avvio è subordinato all'autorizzazione rilasciata dal Comune entro 90 giorni. Per le grandi strutture di vendita (oltre le soglie precedenti), è richiesta l'autorizzazione regionale che può coinvolgere la Conferenza dei Servizi. Alcune categorie merceologiche speciali (prodotti alimentari, farmaci, tabacchi, carburanti, editoria) restano soggette a regimi speciali previsti dalle rispettive normative di settore.
L'accesso all'attività commerciale in Italia è subordinato al possesso di determinati requisiti stabiliti dal D.Lgs. 114/1998 e dal D.Lgs. 59/2010. Sotto il profilo morale (art. 5 D.Lgs. 114/1998), non possono esercitare il commercio coloro che sono stati dichiarati falliti o abbiano riportato condanne penali definitive per delitti contro la moralità, la persona, il patrimonio o che abbiano ricevuto la misura di prevenzione antimafia ai sensi del D.Lgs. 159/2011. Sotto il profilo professionale, per il settore alimentare (inclusi bar, ristoranti e gastronomie) è obbligatorio il Registro degli Operatori del Settore Alimentare (OSA) e la designazione del Responsabile dell'Autocontrollo HACCP ai sensi del Reg. CE 852/2004; in passato era richiesto il superamento dell'esame della Camera di Commercio (abilitato tramite il Registro Esercenti del Commercio — REC, soppresso ma con possibilità di equivalenza). Per il commercio non alimentare non è richiesta alcuna qualifica professionale specifica.
La domanda di licenza commerciale in Italia si presenta esclusivamente allo Sportello Unico Attività Produttive (SUAP) del Comune in cui si intende aprire l'attività, che coordina i procedimenti di tutte le amministrazioni coinvolte (Comune, ASL, VVF, Soprintendenza, ecc.). Il SUAP opera online tramite il portale Impresa in un Giorno (impresainungiorno.gov.it) della Camera di Commercio o tramite il portale regionale equivalente. I documenti tipicamente richiesti includono: modello di domanda compilato e firmato dal titolare o dal legale rappresentante, visura camerale o codice fiscale/partita IVA, planimetria catastale dei locali (in scala 1:100) con indicazione della superficie di vendita, certificato di agibilità dei locali o dichiarazione di conformità, dichiarazione sostitutiva antimafia (artt. 83–91 D.Lgs. 159/2011) per contratti e autorizzazioni sopra soglia, prova dell'iscrizione al Registro delle Imprese della Camera di Commercio competente, e, per il settore alimentare, documentazione HACCP e attestato di formazione. Per le medie e grandi strutture di vendita, va allegata anche la documentazione urbanistica (conformità agli strumenti urbanistici locali e al Piano Regolatore Generale).
I termini del procedimento per la licenza commerciale in Italia variano in base alla dimensione dell'esercizio. Per la SCIA per esercizi di vicinato e commercio ambulante, l'attività può iniziare il giorno stesso della presentazione allo SUAP, salvo i casi di procedimenti soggetti a verifica preventiva (settore alimentare con somministrazione). Per le medie strutture di vendita, il Comune deve pronunciarsi entro 90 giorni dalla presentazione della domanda completa; in caso di silenzio, si applica il silenzio-assenso ai sensi dell'art. 20 L. 241/1990, salvo nei casi in cui sussistano motivi imperativi di interesse generale (tutela dei consumatori, dell'ambiente, dell'ordine pubblico). Per le grandi strutture di vendita, il procedimento si svolge davanti alla Conferenza dei Servizi con tempi più lunghi (fino a 120–180 giorni) a seconda delle normative regionali. È fondamentale presentare una domanda completa e corretta per evitare richieste di integrazione documentale che sospendono i termini (art. 23 L. 241/1990).
Sì: per esercitare il commercio in Italia in forma di impresa, è necessario adempiere due obblighi preliminari alla presentazione della domanda di licenza o della SCIA. Primo, l'iscrizione al Registro delle Imprese della Camera di Commercio competente tramite la Comunicazione Unica (ComUnica), che assolve contestualmente all'iscrizione all'INPS (per i commercianti, la gestione previdenziale separata dei commercianti gestita dall'INPS) e all'INAIL, ai sensi dell'art. 9 D.L. 7/2007 convertito dalla L. 40/2007. Secondo, l'apertura della partita IVA presso l'Agenzia delle Entrate tramite il modello AA9/12 (per le ditte individuali) o AA7/10 (per le società), ai sensi dell'art. 35 D.P.R. 633/1972, da fare contestualmente o prima dell'inizio dell'attività. La Comunicazione Unica assolve in un'unica pratica sia l'iscrizione camerale sia quella fiscale. L'iscrizione al Registro delle Imprese è obbligatoria ai sensi dell'art. 2188 c.c. e del D.P.R. 581/1995.
Sì: le nuove imprese commerciali in Italia possono beneficiare di diversi strumenti agevolativi. A livello nazionale, il regime fiscale forfettario ai sensi della L. 190/2014 (come modificata dalla L. 208/2015 e successive), applicabile a chi avvia un'attività con ricavi o compensi non superiori a € 85.000 annui, consente di applicare un'imposta sostitutiva del 15% (ridotta al 5% per i primi cinque anni) invece delle ordinarie IRPEF, addizionali e IRAP. La Legge Nuove Imprese (L. 215/1992 per l'imprenditoria femminile, affiancata dai successivi bandi regionali) offre contributi a fondo perduto e finanziamenti a tasso agevolato per donne e giovani imprenditori. Legge 108/1996 e fondi MISE (ora MiMIT — Ministero delle Imprese e del Made in Italy) finanziano piani aziendali in aree svantaggiate. A livello camerale, le Camere di Commercio erogano voucher digitali e contributi per la digitalizzazione delle PMI. Infine, le Regioni e i Comuni hanno proprie misure (es. bandi per il rilancio dei centri storici, incentivi per il commercio nei piccoli borghi ai sensi della L. 158/2017). Verificare la banca dati Incentivi.gov.it del MiMIT per le agevolazioni attive al momento dell'apertura.
Aprire un esercizio commerciale in Italia senza il titolo abilitativo richiesto o in violazione delle prescrizioni comporta sanzioni amministrative gravi. Ai sensi dell'art. 22 D.Lgs. 114/1998, l'esercizio abusivo del commercio è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da € 2.582 a € 15.493 e con la sospensione dell'attività fino a 20 giorni; in caso di recidiva, con la sospensione fino a 60 giorni. Il Comune può disporre la chiusura immediata dell'esercizio e la sospensione della SCIA ai sensi dell'art. 19, comma 3, L. 241/1990, qualora accertino l'assenza dei presupposti dichiarati. Se l'attività commerciale implica la somministrazione di alimenti e bevande senza le prescritte autorizzazioni sanitarie, possono scattare anche le sanzioni previste dal D.Lgs. 193/2007 in materia di igiene degli alimenti, che prevedono la chiusura dello stabilimento e sanzioni fino a € 6.000. In caso di attività in sede non conforme alle norme urbanistiche, possono intervenire anche le sanzioni edilizie previste dal D.P.R. 380/2001 (Testo Unico Edilizia).
Questo modello è fornito esclusivamente a scopo informativo e non costituisce consulenza legale. Le leggi variano in base alla giurisdizione e cambiano nel tempo. Consulta un avvocato qualificato per una consulenza specifica per la tua situazione.Avviso legale completo
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SCIA — Segnalazione Certificata di Inizio Attività
Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) per l'avvio di un'attività commerciale o di servizi in Italia, da presentare al SUAP del Comune ai sensi dell'art. 19 L. 241/1990 e del D.Lgs. 59/2010.
Richiesta del DURC (Regolarità Contributiva)
Modulo per la richiesta del Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC) ai sensi del D.M. 30 gennaio 2015 e dell'art. 90 D.Lgs. 81/2008. Necessario per appalti pubblici e privati, benefici normativi e incentivi.
Dichiarazione Sostitutiva Antimafia
Modello di dichiarazione sostitutiva delle comunicazioni e informazioni antimafia ai sensi degli artt. 83–91 del D.Lgs. 6 settembre 2011, n. 159 (Codice Antimafia). Attestazione dell'assenza di cause di decadenza, sospensione o divieto per i soggetti che partecipano ad appalti, contributi, concessioni e contratti pubblici.