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Ricevuta per Prestazione Occasionale

Ricevuta per Prestazione Occasionale

art. 67, c.1, lett. l) TUIR (D.P.R. 917/1986); art. 25 D.P.R. 600/1973 (ritenuta 20%); Circ. INPS 88/2009

ai sensi dell'art. 67, comma 1, lett. l), TUIR (D.P.R. 917/1986)

art. 25 D.P.R. 600/1973 (ritenuta d'acconto 20%) — Gestione Separata INPS Circ. 88/2009

PRESTATORE (Emittente):

Nome e Cognome: [Prestatore Nome]

Codice Fiscale: [Prestatore Codice Fiscale]

Nato/a a: [Prestatore Luogo Data Nascita]

Residente in: [Prestatore Indirizzo]

COMMITTENTE (Destinatario):

Nome / Denominazione: [Committente Nome]

Codice Fiscale / P.IVA: [Committente Codice Fiscale Piva]

Indirizzo: [Committente Indirizzo]

Sostituto d'imposta: [Committente Sostituo Imposta]

DESCRIZIONE DELLA PRESTAZIONE SVOLTA

[Descrizione Prestazione]

PROSPETTO DEL COMPENSO

Compenso lordo concordato: euro [Compenso Lordo Cifre] ([Compenso Lordo Lettere])

Ritenuta d'acconto 20% (art. 25 D.P.R. 600/1973): euro [Ritenuta Acconto]

Rimborso spese documentate: euro [Rimborso Spese]

IMPORTO NETTO DA PAGARE: euro [Importo Netto Cifre]

Il/la sottoscritto/a [Prestatore Nome], Codice Fiscale [Prestatore Codice Fiscale], dichiara di aver ricevuto in data [Data Ricevuta] la somma netta di euro [Importo Netto Cifre] da [Committente Nome] a titolo di compenso per la prestazione occasionale descritta, ai sensi dell'art. 67, comma 1, lett. l), del TUIR (D.P.R. 917/1986).

DICHIARAZIONI DEL PRESTATORE

Il/la sottoscritto/a dichiara che:

1. La presente prestazione è svolta in modo non abituale e non continuativo, senza carattere professionale ai fini dell'obbligo di apertura di partita IVA;

2. Il compenso percepito rientra nei 'redditi diversi' ex art. 67, comma 1, lett. l), TUIR e sarà indicato nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o PF) dell'anno di imposta corrente;

3. La presente ricevuta è assoggettata all'imposta di bollo di euro 2,00 ai sensi dell'art. 13, comma 7, della Tariffa allegata al D.P.R. 642/1972, per compenso superiore a euro 77,47.

[Luogo Ricevuta], [Data Ricevuta]

Il Prestatore:

[Prestatore Nome]

Firma: _________________________

Prestatore (Emittente)

________________

Signature

Gestito da Vladislav Sergienko, Fondatore·Modello modificato l'ultima volta: ·Segnala un errore

Che cos'è Ricevuta per Prestazione Occasionale?

La Ricevuta per Prestazione Occasionale in Italia è il documento con cui chi svolge un'attività di lavoro autonomo occasionale attesta il compenso percepito dal committente, con l'indicazione dell'eventuale ritenuta d'acconto. Lo strumento ha rilievo fiscale ai sensi dell'art. 67, comma 1, lett. l), del TUIR (D.P.R. 917/1986), che qualifica i redditi da attività di lavoro autonomo non esercitate abitualmente, e dell'art. 25 del D.P.R. 600/1973 sulla ritenuta d'acconto.

La prestazione occasionale è caratterizzata dall'assenza di abitualità e di organizzazione in forma d'impresa o di esercizio di arte o professione: il prestatore non è titolare di partita IVA per quell'attività e opera in modo sporadico. Quando il committente è un sostituto d'imposta, sul compenso si applica la ritenuta d'acconto del 20% ex art. 25 D.P.R. 600/1973, che il committente versa all'erario e certifica nella Certificazione Unica. Il superamento della soglia annua di compensi (5.000 euro) per prestazioni occasionali comporta l'obbligo di iscrizione e contribuzione alla Gestione Separata INPS sulla parte eccedente.

Lo strumento è impiegato per attività sporadiche quali lezioni private, consulenze occasionali, collaborazioni editoriali, interventi come relatori e prestazioni saltuarie rese senza partita IVA. La ricevuta documenta il compenso e consente al committente di operare correttamente gli adempimenti fiscali.

La ricevuta deve riportare i dati anagrafici e fiscali del prestatore e del committente, la descrizione della prestazione, il compenso lordo, la ritenuta d'acconto e l'importo netto, oltre alla data e all'eventuale imposta di bollo. La corretta indicazione della ritenuta è essenziale per gli obblighi del sostituto d'imposta. Sul portale forms-legal.com sono disponibili i modelli collegati di ricevuta di pagamento, quietanza liberatoria, ricevuta di restituzione del prestito e ricevuta di acconto/caparra.

Quando serve Ricevuta per Prestazione Occasionale?

La Ricevuta per Prestazione Occasionale in Italia è il documento adatto ogni volta che un soggetto svolge un'attività lavorativa in modo sporadico e non continuativo, senza partita IVA, e percepisce un compenso dal committente. Le casistiche più frequenti sono: lezioni private di doposcuola, lingua straniera o musica erogate da un privato a famiglie o piccole realtà formative, fuori da un rapporto di lavoro dipendente; consulenze professionali occasionali (es. un ingegnere che redige una singola relazione tecnica per un privato senza partita IVA attiva per quella categoria); partecipazione saltuaria a convegni come relatori con rimborso del compenso; collaborazioni editoriali occasionali (articoli, traduzioni) per giornali, riviste o case editrici; prestazioni artigianali o manuali sporadiche (es. lavori di riparazione o installazione occasionali); attività di baby-sitter o colf non rientranti nel lavoro domestico regolare; testimonianze o perizie giurate per le quali non esiste un albo professionale. La ricevuta per prestazione occasionale è anche utilizzata da studenti universitari, pensionati o lavoratori dipendenti che svolgono piccole attività accessorie che non configurano un'attività continuativa. Attenzione: se il prestatore supera la soglia dei 5.000 euro annui lordi o l'attività presenta carattere di continuità, l'Agenzia delle Entrate e l'INPS possono qualificarla come attività professionale abituale con obbligo di apertura di partita IVA. La ricevuta per prestazione occasionale in Italia è richiesta in tutti i casi in cui si svolga un'attività lavorativa episodica senza i requisiti per l'apertura della partita IVA. I casi più frequenti nella pratica italiana sono: lezioni private di materie scolastiche o musicali (purché non svolte in modo continuativo verso più alunni in forma organizzata); consulenze tecniche o informatiche occasionali per aziende che abbisognano di una competenza specifica per un singolo progetto; traduzioni o revisioni di testi per conto di privati o piccole imprese; prestazioni artistiche o creative episodiche (fotografo per un singolo evento, illustratore per un libro); arbitraggio sportivo o giudizio in gare ed eventi organizzati da associazioni. L'INPS, con Circolare n. 88/2009, ha fissato le soglie di reddito annuo da prestazioni occasionali al di sotto delle quali non è richiesta l'iscrizione alla Gestione Separata: 5.000 euro lordi annui per committente. Superata questa soglia, il committente deve versare la contribuzione INPS nella misura del 2/3 a proprio carico e 1/3 a carico del prestatore.

Cosa includere nel tuo Ricevuta per Prestazione Occasionale

La Ricevuta per Prestazione Occasionale in Italia deve contenere una serie di elementi obbligatori per essere conforme alle disposizioni del TUIR e del D.P.R. 600/1973. Primo elemento: dati anagrafici e fiscali del prestatore — nome e cognome, codice fiscale (obbligatorio), indirizzo di residenza. Il codice fiscale è indispensabile per il committente che deve indicare la ritenuta d'acconto nella Certificazione Unica (CU) da rilasciare entro il 31 marzo dell'anno successivo e nel modello 770. Secondo elemento: dati del committente — nome, codice fiscale/partita IVA, indirizzo, qualità di sostituto d'imposta (sì/no). Terzo elemento: descrizione dettagliata della prestazione svolta — tipo di attività, periodo di esecuzione, luogo. La descrizione deve essere sufficientemente precisa per giustificare il compenso davanti all'Agenzia delle Entrate. Quarto elemento: compenso lordo concordato in cifre e in lettere, in euro. Quinto elemento: ritenuta d'acconto del 20% calcolata sul lordo (solo se il committente è sostituto d'imposta ex art. 25 D.P.R. 600/1973). Sesto elemento: importo netto pagato al prestatore (lordo − ritenuta). Settimo elemento: eventuale rimborso spese documentate (trasporto, materiali) — da indicare separatamente perché non soggette a ritenuta se documentate analiticamente. Ottavo elemento: dichiarazione del prestatore che il compenso rientra nelle prestazioni occasionali ex art. 67, comma 1, lett. l), TUIR e che i compensi annui da prestazioni occasionali non superano 5.000 euro (se applicabile). Nono elemento: imposta di bollo da 2,00 euro per compensi superiori a 77,47 euro (D.P.R. 642/1972). forms-legal.com mette a disposizione il modello completo di Ricevuta per Prestazione Occasionale conforme alle prescrizioni dell'Agenzia delle Entrate e dell'INPS. Gli elementi essenziali della ricevuta per prestazione occasionale includono anche la ritenuta IRPEF da parte dei committenti sostituti d'imposta: la base imponibile è il compenso lordo, l'aliquota è il 20% ex art. 25 D.P.R. 600/1973. Il committente sostituto d'imposta deve versare la ritenuta all'Erario entro il 16 del mese successivo al pagamento tramite F24 con codice tributo 1040 e rilasciare la Certificazione Unica (CU) al prestatore entro il 31 marzo dell'anno successivo, poi trasmetterla all'Agenzia delle Entrate entro il 31 marzo. La ricevuta deve indicare espressamente l'importo lordo, la ritenuta trattenuta e l'importo netto pagato, allineandosi con i dati che il committente inserirà nel Modello 770 semplificato ex D.P.R. 600/1973, art. 4. La mancata indicazione della ritenuta espone il committente alla responsabilità ex art. 35 D.P.R. 600/1973. Qualora il committente sia un privato (senza partita IVA e non sostituto d'imposta), nessuna ritenuta viene applicata e il prestatore inserisce l'intero compenso nella propria dichiarazione dei redditi (Quadro RL del Modello 730 o Modello PF).

Come compilare il tuo Ricevuta per Prestazione Occasionale

Per compilare correttamente la Ricevuta per Prestazione Ocasionale in Italia seguire i seguenti passaggi. Primo passo: inserire i dati anagrafici completi del prestatore (nome, cognome, codice fiscale, indirizzo, data e luogo di nascita) — il codice fiscale è obbligatorio e verrà utilizzato dal committente per la Certificazione Unica (CU) e il modello 770 da presentare all'Agenzia delle Entrate. Secondo passo: inserire i dati del committente (nome/denominazione, codice fiscale/partita IVA, indirizzo) e verificare se è sostituto d'imposta — è sostituto d'imposta l'imprenditore con partita IVA, il professionista con partita IVA, l'ente pubblico, la società o l'associazione; non è sostituto d'imposta il privato cittadino che non svolge attività imprenditoriale. Terzo passo: descrivere la prestazione svolta in modo chiaro — tipo di attività, periodo e luogo di esecuzione. Quarto passo: indicare il compenso lordo concordato in cifre e in lettere. Quinto passo: se il committente è sostituto d'imposta, calcolare la ritenuta d'acconto del 20% (art. 25 D.P.R. 600/1973) e indicarla separatamente: ritenuta = lordo × 20%. Il netto da pagare = lordo − ritenuta. Sesto passo: indicare separatamente eventuali rimborsi spese documentate (es. biglietti treno, materiali acquistati), che non sono soggetti a ritenuta se analiticamente giustificati con ricevute allegate. Settimo passo: applicare la marca da bollo da 2,00 euro se il compenso lordo supera 77,47 euro (D.P.R. 642/1972). Ottavo passo: firmare la ricevuta in due copie — l'originale al committente, la copia al prestatore. Per compilare correttamente la ricevuta per prestazione occasionale in Italia è necessario seguire un processo in quattro fasi. Fase 1: verifica del limite di reddito. Prima di emettere la ricevuta, il prestatore deve verificare di non aver superato i 5.000 euro lordi da prestazioni occasionali con il medesimo committente nell'anno solare (soglia INPS ex Circ. 88/2009): se superata, il committente deve iscrivere il prestatore alla Gestione Separata INPS e versare i contributi (aliquote 2024: 33,72% per i non iscritti ad altra forma previdenziale, di cui 1/3 a carico del prestatore). Fase 2: calcolo della ritenuta. Moltiplicare il compenso lordo per 0,20 (20%) se il committente è sostituto d'imposta; applicare 0 se privato non sostituto. Fase 3: rimborsi spese. I rimborsi analitici documentati da ricevute allegate (biglietti treno, scontrini per materiali) non sono soggetti a ritenuta ex art. 51, c. 5 TUIR, quindi vanno indicati separatamente. Fase 4: firma e consegna. La ricevuta deve essere firmata dal prestatore e consegnata al committente prima o contestualmente al pagamento; il committente la conserva per la CU. Per i compensi superiori a 77,47 euro va apposta la marca da bollo da 2,00 euro ex art. 13, c. 7 Tariffa D.P.R. 642/1972, salvo che il compenso sia già assoggettato ad altro tributo analogo.

Errori comuni da evitare nel tuo Ricevuta per Prestazione Occasionale

Nella gestione delle prestazioni occasionali in Italia si riscontrano errori frequenti che espongono il prestatore o il committente a sanzioni dell'Agenzia delle Entrate e dell'INPS. Primo errore: omettere la ritenuta d'acconto del 20% quando il committente è sostituto d'imposta (art. 25 D.P.R. 600/1973) — il committente che non trattiene e non versa la ritenuta è responsabile solidale con il prestatore per le imposte evase. Secondo errore: superare la soglia dei 5.000 euro annui senza iscriversi alla Gestione Separata INPS (L. 335/1995; Circ. INPS 88/2009) — espone il prestatore al recupero dei contributi non versati con interessi e sanzioni. Terzo errore: svolgere un'attività continuativa e abituale senza aprire la partita IVA, emettendo solo ricevute per prestazione occasionale — l'Agenzia delle Entrate può qualificarla come evasione IVA e applicare sanzioni fino al 100% dell'imposta evasa. Quarto errore: non applicare la marca da bollo da 2,00 euro per compensi superiori a 77,47 euro (D.P.R. 642/1972) — l'Agenzia delle Entrate applica sanzione del 100% dell'imposta, non inferiore a 50 euro. Quinto errore: includere nella ricevuta i rimborsi spese senza documentarli analiticamente — i rimborsi non documentati da ricevute/biglietti sono assimilati al compenso e soggetti a ritenuta. Sesto errore: non comunicare al committente i compensi ricevuti da altri committenti nello stesso anno per monitorare il superamento della soglia dei 5.000 euro. Il quinto errore frequente è applicare la ritenuta del 20% anche quando il committente è un privato non sostituto d'imposta (es. famiglia che assume una babysitter occasionale): in questo caso nessuna ritenuta va applicata e il 100% del compenso lordo va inserito in dichiarazione dei redditi dal prestatore. Il sesto errore è non dichiarare i compensi occasionali inferiori alla soglia di tassazione: anche importi minimi concorrono al reddito complessivo IRPEF e devono essere dichiarati nel Quadro RL del Modello 730 o del Modello PF. L'omessa dichiarazione espone il prestatore a sanzioni ex art. 1 D.Lgs. 471/1997 (dal 90% al 180% dell'imposta evasa). Il settimo errore è emettere ricevute per prestazione occasionale in modo ripetuto per lo stesso committente senza verificare il limite dei 5.000 euro: al superamento, il committente è obbligato per legge a iscrivere il prestatore alla Gestione Separata INPS e a versare i contributi. La mancata iscrizione espone il committente a sanzioni INPS e al recupero contributivo con interessi (art. 116 L. 388/2000).

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Domande frequenti

Modello con riferimenti normativi — Modello aggiornato l'ultima volta a giugno 2026

Questo modello è fornito esclusivamente a scopo informativo e non costituisce consulenza legale. Le leggi variano in base alla giurisdizione e cambiano nel tempo. Consulta un avvocato qualificato per una consulenza specifica per la tua situazione.Avviso legale completo

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