Richiesta di Certificato Anagrafico (ANPR)
D.P.R. 223/1989; D.P.R. 445/2000; art. 62 D.Lgs. 82/2005 — ANPR
Intestazione
RICHIESTA DI CERTIFICATO ANAGRAFICO
(art. 33 D.P.R. 30 maggio 1989, n. 223; D.P.R. 445/2000; art. 62 D.Lgs. 82/2005 — ANPR)
All'Ufficio Anagrafe del [Comune Ufficio Anagrafe]
Intestatario del Certificato
DATI DELL'INTESTATARIO
Nome: [Nome Intestazione]
Cognome: [Cognome Intestazione]
Nato/a a: [Luogo Nascita Intestazione] il [Data Nascita Intestazione]
Codice fiscale: [Codice Fiscale Intestazione]
Comune di residenza: [Comune Residenza Intestazione]
Tipo di Certificato Richiesto
CERTIFICATO RICHIESTO
Tipo di certificato: [Tipo Certificato]
Uso del certificato: [Uso Del Certificato]
Lingua: [Lingua Certificato]
Note: [Note Aggiuntive]
Il/La sottoscritto/a [Nome Richiedente Cert] richiede il rilascio del suddetto certificato ai sensi dell'art. 33 D.P.R. 223/1989, dichiarando che l'uso indicato corrisponde al vero e che i dati dell'intestatario sono quelli sopra riportati.
Firma e Note Informative
Data: [Data Richiesta Cert]
Firma del richiedente: _________________________
INFORMAZIONI IMPORTANTI:
— I certificati di residenza, stato di famiglia, esistenza in vita e cittadinanza sono scaricabili gratuitamente dal portale ANPR (anpr.interno.it) con SPID o CIE, senza recarsi allo sportello.
— I certificati hanno validità di 6 mesi per le informazioni soggette a variazioni (art. 41 D.P.R. 445/2000).
— Le P.A. non possono richiedere certificati: usare l'autocertificazione (art. 43 D.P.R. 445/2000).
— Per uso estero fuori UE, richiedere l'apostille della Prefettura (Convenzione dell'Aja, 5 ottobre 1961).
Richiedente
________________
Signature
Che cos'è Richiesta di Certificato Anagrafico (ANPR)?
La Richiesta di Certificato Anagrafico (ANPR) in Italia è l'atto disciplinato da D.P.R. 223/1989; D.P.R. 445/2000; art. 62 D.Lgs. 82/2005.
L'ANPR, divenuta pienamente operativa nel 2021–2022, ha sostituito le precedenti anagrafi comunali separate, unificandole in un'unica banca dati gestita dal Ministero dell'Interno tramite il Centro Elaborazione Dati (CED) con i Comuni come nodi di aggiornamento. Tramite il portale anpr.interno.it, autenticandosi con SPID di livello 2 o superiore o con la Carta d'Identità Elettronica (CIE), ogni cittadino italiano può accedere ai propri dati anagrafici e scaricare gratuitamente i certificati che lo riguardano in qualunque momento della giornata, senza necessità di recarsi allo sportello del Comune. I certificati scaricati dal portale ANPR sono prodotti con firma digitale automatica del Ministero dell'Interno e hanno piena valenza legale ai sensi dell'art. 23-ter D.Lgs. 82/2005.
I certificati anagrafici attestano fatti risultanti dai registri della popolazione: residenza, composizione del nucleo familiare, cittadinanza, esistenza in vita. Sono documenti diversi dagli atti di stato civile (nascita, matrimonio, morte), che sono invece custoditi dall'Ufficiale di Stato Civile ai sensi del D.P.R. 3 novembre 2000, n. 396 (Ordinamento dello Stato Civile) e non sono disponibili tramite il portale ANPR. La distinzione è fondamentale nella pratica: per una pratica successoria, ad esempio, occorrono sia il certificato di stato di famiglia del de cuius (dall'ANPR o dall'Ufficio Anagrafe) sia gli estratti degli atti di morte e matrimonio (dall'Ufficio di Stato Civile del Comune in cui è avvenuto il decesso o il matrimonio).
Prima dell'ANPR, ogni Comune gestiva la propria anagrafe separata: richiedere un certificato anagrafico di un parente residente in un Comune diverso richiedeva una trasferta o una raccomandata. L'ANPR ha risolto questo problema centralizzando i dati e consentendo l'accesso da qualsiasi punto d'Italia o dall'estero tramite internet. Al 2024, oltre 7.800 Comuni italiani (su circa 7.900 totali) hanno completato la migrazione dei propri archivi anagrafici nell'ANPR, con una copertura pressoché totale della popolazione italiana. I Comuni rimanenti, prevalentemente piccoli Comuni alpini con archivi storici non digitali, stanno ultimando la migrazione. L'art. 15 della L. 183/2011 (Legge di Stabilità 2012) ha fissato il principio fondamentale per cui le P.A. non possono richiedere ai cittadini certificati di competenza di altre P.A.: devono acquisire i dati direttamente via interoperabilità, rendendo in larga misura superflui i certificati anagrafici verso le pubbliche amministrazioni.
Quando serve Richiesta di Certificato Anagrafico (ANPR)?
La Richiesta di Certificato Anagrafico in Italia è necessaria nelle seguenti circostanze (dove l'autocertificazione non è accettata o non è sufficiente):
**Rapporti con i privati**: le banche, i notai, le assicurazioni, i datori di lavoro privati, le università private, le agenzie immobiliari e i soggetti privati in genere non sono obbligati ad accettare le autocertificazioni ai sensi del D.P.R. 445/2000 (che vincola solo le P.A.) e possono richiedere il certificato originale. Per queste finalità, il certificato anagrafico con timbro del Comune è indispensabile.
**Pratiche notarili**: il notaio richiede il certificato di residenza e di stato di famiglia per redigere atti di compravendita immobiliare (rogiti ai sensi dell'art. 2699 c.c.), donazioni (art. 769 c.c.), successioni, costituzione di società di capitali, e altri atti notarili ai sensi della L. 89/1913 (Legge Notarile). Il certificato deve essere recente (non più vecchio di tre-sei mesi a seconda del notaio).
**Pratiche successorie**: l'erede o il chiamato all'eredità deve produrre il certificato di stato di famiglia del de cuius — attestante la composizione del nucleo familiare al momento del decesso — per dimostrare l'ordine di successione legittima ai sensi degli artt. 536–564 c.c. e per predisporre la dichiarazione di successione presso l'Agenzia delle Entrate (D.Lgs. 346/1990).
**Pensione di reversibilità INPS**: la domanda di pensione ai superstiti (L. 903/1965), di pensione ai superstiti del coniuge/convivente di fatto (ai sensi della L. 76/2016 sulle unioni civili e convivenze) e di assegno di mantenimento per i figli minori richiede il certificato di stato di famiglia del titolare deceduto e dei superstiti aventi diritto.
**Istituti bancari e intermediari finanziari**: l'apertura di conti cointestati, la gestione di conti di soggetti incapaci o sottoposti ad amministrazione di sostegno (L. 6/2004), la verifica di relazioni familiari per le procedure di successione bancaria (art. 1264 c.c. per la cessione del credito), e le pratiche di mutuo ipotecario richiedono spesso il certificato anagrafico originale per verificare la composizione del nucleo familiare e lo stato civile.
**Procedure giudiziarie**: il certificato di residenza è necessario per la notifica degli atti giudiziari nella residenza o nel domicilio del convenuto (art. 139 c.p.c.), per l'individuazione del foro competente (art. 18 c.p.c. — foro del luogo di residenza o di dimora del convenuto), per la dichiarazione di assenza e di morte presunta (artt. 48–71 c.c.) e per le procedure di adozione (L. 184/1983).
**Uso estero**: per pratiche consolari (richiesta di cittadinanza straniera per discendenza, ricongiungimento familiare, visto di lunga durata), per pratiche matrimoniali internazionali e per l'iscrizione in registri anagrafici esteri, il certificato anagrafico originale in italiano deve essere tradotto nella lingua del Paese di destinazione e apostillato ai sensi della Convenzione dell'Aja del 5 ottobre 1961 dalla Prefettura competente, ovvero legalizzato presso l'ambasciata o il consolato del Paese estero in Italia (per i Paesi non firmatari della Convenzione).
**Assegnazione della casa coniugale**: nelle procedure di separazione e divorzio, il certificato di stato di famiglia è prodotto in giudizio per dimostrare la composizione del nucleo familiare ai fini dell'assegnazione dell'abitazione coniugale al genitore con figli minori (art. 337-sexies c.c.).
Cosa includere nel tuo Richiesta di Certificato Anagrafico (ANPR)
La Richiesta di Certificato Anagrafico presentata all'Ufficio Anagrafe del Comune italiano o scaricata tramite il portale ANPR contiene i seguenti elementi essenziali:
**1. Tipo di certificato richiesto**: il richiedente deve specificare il tipo di certificato di cui ha bisogno. I principali certificati anagrafici sono: certificato di residenza (attesta l'indirizzo di residenza attuale e la data di decorrenza), certificato di stato di famiglia (attesta i componenti del nucleo familiare anagrafico con i rispettivi dati), certificato di esistenza in vita (attesta che la persona risulta iscritta in vita all'anagrafe), certificato di cittadinanza (attesta la cittadinanza italiana), certificato di residenza storico (mostra tutti gli indirizzi di residenza precedenti), certificato di stato di famiglia storico (mostra tutte le variazioni del nucleo familiare nel tempo).
**2. Generalità dell'intestatario**: nome e cognome, luogo e data di nascita, codice fiscale della persona di cui si richiede il certificato. Per i certificati di terzi, i dati dell'intestatario e la motivazione della richiesta.
**3. Uso del certificato**: indicare l'uso per il quale il certificato è richiesto (uso privato, uso notarile, uso INPS, uso scolastico, uso estero, ecc.) perché determina la soggezione o meno all'imposta di bollo (D.P.R. 642/1972) e ai diritti di segreteria del Comune.
**4. Lingua**: per i certificati da usare all'estero, la richiesta di certificato in lingua straniera o bilingue (italiano + lingua estera) o con apostille (ai sensi della Convenzione dell'Aja del 5 ottobre 1961, apposta dalla Prefettura competente).
**5. Dati del richiedente**: se diverso dall'intestatario, nome e cognome del soggetto che presenta la richiesta, la qualità in cui agisce (es. avvocato, erede, tutore, genitore di minore) e il documento d'identità.
forms-legal.com mette a disposizione questo modulo di richiesta precompilato con tutti i campi necessari per il rilascio del certificato allo sportello del Comune, comprensivo delle dichiarazioni di uso necessarie per la corretta applicazione dell'imposta di bollo.
Come compilare il tuo Richiesta di Certificato Anagrafico (ANPR)
Per richiedere correttamente il certificato anagrafico in Italia tramite il portale ANPR o allo sportello del Comune, seguire questi passaggi:
**Passo 1 — Accesso online (modalità più rapida)**: accedere al portale ANPR all'indirizzo anpr.interno.it con SPID di livello 2 o superiore oppure con la Carta d'Identità Elettronica (CIE). Selezionare la tipologia di certificato desiderata tra quelle disponibili (residenza, stato di famiglia, esistenza in vita, cittadinanza, ecc.), scegliere l'uso e scaricare il certificato in formato PDF con timbro digitale. La procedura è gratuita e immediata.
**Passo 2 — Richiesta allo sportello**: per i certificati non disponibili online, per i certificati di terze persone, o se non si dispone di SPID/CIE, recarsi allo sportello dell'Ufficio Anagrafe del Comune di residenza dell'intestatario. Portare il documento d'identità, specificare il tipo di certificato e l'uso. Il funzionario rilascia il certificato immediatamente (art. 33 D.P.R. 223/1989).
**Passo 3 — Indicazione dell'uso**: specificare sempre l'uso del certificato (es. 'uso notarile', 'uso banca', 'uso INPS', 'uso estero'). L'indicazione dell'uso determina l'applicazione o meno dell'imposta di bollo da € 16,00 e dei diritti di segreteria del Comune.
**Passo 4 — Richiesta in lingua straniera o apostille**: per i certificati da usare all'estero, richiedere il certificato plurilingue (conforme alla Convenzione di Vienna del 1976 se destinato a Paesi firmatari) o con apostille della Prefettura ai sensi della Convenzione dell'Aja del 5 ottobre 1961.
**Passo 5 — Verifica autenticità online**: i certificati scaricati dall'ANPR e quelli rilasciati allo sportello dal 2022 contengono un QR-code che consente la verifica online dell'autenticità tramite il portale ANPR. Il soggetto che riceve il certificato può verificarne la validità senza contattare il Comune.
**Passo 6 — Conservazione**: conservare i certificati in busta chiusa per evitare deterioramento; verificare la data di rilascio prima di presentarli (i certificati di residenza e stato di famiglia hanno validità di sei mesi ai sensi dell'art. 41 D.P.R. 445/2000).
Requisiti legali per Richiesta di Certificato Anagrafico (ANPR)
Il sistema dei certificati anagrafici in Italia si basa su un quadro normativo preciso che regola la pubblicità anagrafica, la validità dei certificati e il rapporto con l'autocertificazione:
**L. 1228/1954**: legge fondamentale sull'ordinamento anagrafico; art. 2 stabilisce che le anagrafi contengono i dati relativi alla residenza, alla composizione del nucleo familiare, alla cittadinanza e ai movimenti della popolazione; art. 33 D.P.R. 223/1989 impone il rilascio immediato dei certificati.
**D.P.R. 223/1989**: artt. 30–38 disciplinano i certificati anagrafici (tipologie, contenuto, firma dell'Ufficiale d'Anagrafe, marca da bollo); art. 33 — rilascio immediato; art. 34 — validità sei mesi per i certificati relativi a fatti soggetti a variazioni; art. 41 — validità illimitata per fatti immutabili.
**D.P.R. 445/2000**: artt. 40–43 — divieto per la P.A. di richiedere certificati (sostituiti dall'autocertificazione); art. 41 — validità dei certificati; art. 46 — elenco degli stati autocertificabili (tra cui residenza, stato di famiglia, cittadinanza).
**Art. 62 D.Lgs. 82/2005 (CAD)**: istituzione dell'ANPR; le P.A. devono accedere ai dati anagrafici direttamente tramite l'ANPR in base al principio 'once-only' del Digital Single Market europeo (Reg. UE 2018/1724).
**D.P.R. 642/1972 (Imposta di Bollo)**: i certificati anagrafici per usi esenti sono gratuiti da bollo; per gli altri usi è dovuta l'imposta di € 16,00 ogni quattro facciate. L'elenco degli usi esenti è nella Tabella B allegata al D.P.R. 642/1972.
**Convenzione dell'Aja del 5 ottobre 1961**: per l'uso all'estero, l'apostille apposta dalla Prefettura legalizza il certificato senza ulteriori autenticazioni consolari tra i Paesi firmatari.
Errori comuni da evitare nel tuo Richiesta di Certificato Anagrafico (ANPR)
Nella richiesta di certificati anagrafici in Italia si riscontrano questi errori frequenti che causano ritardi, spese inutili o invalidità del documento:
**Errore 1 — Richiedere il certificato alla P.A. invece di usare l'autocertificazione**: le P.A. e i gestori di pubblici servizi non possono accettare né richiedere il certificato; devono accettare l'autocertificazione (art. 43 D.P.R. 445/2000). Presentare un certificato anagrafico all'INPS o all'Agenzia delle Entrate è inutile e causa ritardi (il funzionario deve rifiutarlo e invitare a usare l'autocertificazione).
**Errore 2 — Confondere certificato anagrafico e certificato di stato civile**: il certificato di residenza e lo stato di famiglia vengono dall'Ufficio Anagrafe; l'estratto di nascita, l'atto di matrimonio o l'atto di morte vengono dall'Ufficio di Stato Civile (D.P.R. 396/2000). Per una pratica notarile successoria occorrono entrambi.
**Errore 3 — Non indicare l'uso del certificato**: senza indicazione dell'uso, il Comune applica l'imposta di bollo da € 16,00 per default. Indicare 'uso INPS', 'uso scolastico' o un altro uso esente fa risparmiare il costo del bollo.
**Errore 4 — Presentare un certificato scaduto**: i certificati di residenza e di stato di famiglia hanno validità di sei mesi (art. 41 D.P.R. 445/2000). Presentarne uno più vecchio al notaio o alla banca causa la richiesta di un nuovo certificato aggiornato.
**Errore 5 — Non richiedere l'apostille per l'uso all'estero**: un certificato italiano senza apostille o senza la debita legalizzazione consolare non è riconosciuto nei Paesi che richiedono la formalità. L'apostille si ottiene dalla Prefettura provinciale competente su richiesta del Comune o del privato.
**Errore 6 — Non verificare la disponibilità del certificato online tramite ANPR prima di recarsi allo sportello**: dal 2022, quasi tutti i certificati anagrafici standard sono scaricabili gratuitamente dal portale ANPR in pochi minuti con SPID o CIE, evitando code e spostamenti. Recarsi fisicamente allo sportello è spesso inutile per le pratiche ordinarie.
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Forms Legal. (2026). Richiesta di Certificato Anagrafico (ANPR) (Italia) [Legal document template]. Forms Legal. https://forms-legal.com/it/italy/government/declarations/richiesta-certificato-anagrafico
"Richiesta di Certificato Anagrafico (ANPR) (Italia)." Forms Legal, 2026, https://forms-legal.com/it/italy/government/declarations/richiesta-certificato-anagrafico.
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}Domande frequenti
Tramite il portale ANPR (anpr.interno.it) del Ministero dell'Interno, i cittadini italiani possono scaricare gratuitamente una serie di certificati anagrafici in autonomia, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, con autenticazione SPID o CIE. I certificati disponibili online tramite ANPR includono: certificato di residenza (che attesta il Comune, l'indirizzo e la data di residenza), certificato di stato di famiglia (che elenca i componenti del nucleo familiare anagrafico), certificato di esistenza in vita (che attesta che la persona è iscritta in vita nell'anagrafe), certificato di cittadinanza (che attesta la cittadinanza italiana), certificato di residenza storico (che riporta la cronologia degli indirizzi di residenza), certificato di stato di famiglia storico (con la storia delle variazioni del nucleo familiare), certificato di stato civile (per alcune categorie — matrimonio, divorzio, vedovanza — il certificato anagrafico riporta le informazioni risultanti dall'ANPR; per estratti ufficiali di nascita/matrimonio/morte, occorre rivolgersi all'Ufficio di Stato Civile del Comune competente). I certificati scaricati dall'ANPR hanno valore legale e sono muniti di timbro digitale (ai sensi dell'art. 23-ter D.Lgs. 82/2005) e di QR-code per la verifica dell'autenticità. Sono gratuiti per i privati; le amministrazioni pubbliche non possono richiederli poiché devono acquisirli d'ufficio tramite interoperabilità delle banche dati.
Dipende dall'uso per cui viene richiesto il certificato anagrafico. Ai sensi del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 642 (Imposta di Bollo) e della Tabella allegata recante le esenzioni, i certificati anagrafici rilasciati per usi esenti da bollo (uso scolastico, uso INPS, uso sanitario, uso gratuito patrocinio, uso benefici sociali, uso lavoro subordinato, uso agenzia delle entrate, ecc.) sono privi di marca da bollo. Per tutti gli altri usi (uso privato generale, banche, assicurazioni, notai per pratiche non esenti, ecc.), il certificato è soggetto all'imposta di bollo di € 16,00 ogni quattro facciate. Quando si richiede il certificato allo sportello del Comune o tramite il portale ANPR, è necessario indicare l'uso a cui è destinato: il funzionario (o il sistema automatico) applica il bollo solo se necessario. Tramite il portale ANPR, i certificati scaricati autonomamente dal cittadino sono gratuiti in quanto esenti da diritti di segreteria e, per molti usi, anche da imposta di bollo. In caso di dubbio sull'uso, verificare con il Comune o con il soggetto richiedente (banca, notaio, ente pubblico) se il certificato deve o meno recare la marca da bollo. Una marcatura errata (bollo quando non dovuto o assenza di bollo quando necessario) non rende il certificato invalido ma può causare richieste di regolarizzazione.
La validità dei certificati anagrafici in Italia è disciplinata dall'art. 41 del D.P.R. 445/2000: i certificati rilasciati dalle pubbliche amministrazioni relative a stati, qualità personali e fatti non soggetti a modificazioni hanno validità illimitata; quelli relativi a stati, qualità personali e fatti suscettibili di modificazioni hanno validità di sei mesi dalla data di rilascio. In pratica: il certificato di residenza ha validità di sei mesi (perché la residenza può variare); il certificato di stato di famiglia ha validità di sei mesi (i componenti del nucleo possono cambiare); il certificato di cittadinanza ha validità illimitata (salvo casi eccezionali di rinuncia alla cittadinanza); il certificato di esistenza in vita ha validità di sei mesi. Alcune amministrazioni o soggetti privati possono richiedere certificati ancora più recenti (es. non più vecchi di tre mesi), ma si tratta di una prassi extralegale che non è vincolante in assenza di specifica norma. Le banche, i notai e le assicurazioni richiedono spesso certificati con data recente per motivi pratici. Importante: la validità del certificato vale solo nei rapporti tra privati (artt. 40 e 43 D.P.R. 445/2000 vietano alle P.A. di richiedere certificati al posto dell'autocertificazione).
Sì, con alcune distinzioni. Chiunque può richiedere i certificati anagrafici di terze persone per i quali sia titolare di un interesse giuridicamente tutelato, ai sensi del D.P.R. 223/1989. I certificati anagrafici 'di base' (residenza, esistenza in vita, stato di famiglia) sono comunque accessibili al pubblico in quanto costituiscono pubblicità legale dell'anagrafe (principio di pubblicità anagrafica). Il portale ANPR consente a chi è autenticato con SPID o CIE di scaricare i propri certificati, non quelli di terzi. Per richiedere certificati di terze persone, occorre presentare la domanda allo sportello del Comune di residenza dell'intestatario, indicando le generalità del soggetto del cui certificato si ha bisogno e la finalità della richiesta. Le informazioni anagrafiche particolarmente sensibili (dati relativi a soggetti cancellati per irreperibilità, dati storici di soggetti deceduti, dati relativi a minori non richiesti dal genitore, dati di soggetti che hanno esercitato il diritto alla riservatezza ex art. 177 D.P.R. 223/1989) possono essere rilasciate solo ai diretti interessati o a chi ne faccia richiesta motivata con comprovato interesse. Gli avvocati possono richiedere certificati nell'interesse dei propri assistiti producendo la procura o il mandato professionale.
Sì: ai sensi dell'art. 33 del D.P.R. 223/1989, i certificati anagrafici devono essere rilasciati dall'Ufficiale d'Anagrafe del Comune di residenza immediatamente, cioè contestualmente alla richiesta, quando questa è presentata di persona allo sportello. Non esistono termini di attesa previsti dalla legge per il rilascio dei certificati standard. Per i certificati storici complessi (es. stato di famiglia storico con molte variazioni nel tempo) o per certificati che richiedono l'accesso a archivi cartacei anteriori all'informatizzazione, il Comune può impiegare alcuni giorni. Tramite il portale ANPR, i certificati sono disponibili immediatamente al momento del download, 24 ore su 24. La mancata emissione immediata del certificato o il rifiuto ingiustificato del Comune costituisce inadempienza dell'ufficiale d'anagrafe, segnalabile al Prefetto della Provincia competente ai sensi dell'art. 54 L. 142/1990 (poi confluito nel D.Lgs. 267/2000 — TUEL, art. 54) e alla Prefettura. Il diritto al certificato anagrafico è garantito dalla L. 1228/1954 e dal D.P.R. 223/1989 e non può essere negato salvo casi eccezionali previsti dalla legge (es. soggetti cancellati per irreperibilità, dati secretati per protezione).
No: ai sensi dell'art. 40 del D.P.R. 445/2000 (come modificato dall'art. 15 della L. 183/2011), i certificati rilasciati dalle pubbliche amministrazioni ai privati non sono validi nei rapporti con le altre pubbliche amministrazioni (P.A.) e i gestori di pubblici servizi (es. ferrovie, poste, banche convenzionate). Le P.A. non possono accettare né richiedere ai privati certificati di competenza di altre P.A.: devono acquisire le informazioni direttamente tramite le banche dati pubbliche (in primis l'ANPR) attraverso i sistemi di interoperabilità previsti dal D.Lgs. 82/2005. Il cittadino che vuole autocertificare la propria residenza, il proprio stato di famiglia o la propria cittadinanza verso una P.A. deve usare la dichiarazione sostitutiva di certificazione ai sensi dell'art. 46 D.P.R. 445/2000, non il certificato. Il certificato anagrafico è valido solo nei rapporti con i privati (banche, notai, assicurazioni, università private, datori di lavoro privati) che non sono tenuti ad accettare l'autocertificazione ma che, nella prassi, spesso la richiedono comunque per ragioni di certezza.
I certificati anagrafici di soggetti deceduti in Italia sono reperibili sia presso l'Ufficio Anagrafe del Comune di ultima residenza, sia — per gli atti di stato civile (certificato di morte, estratto dell'atto di morte) — presso l'Ufficio di Stato Civile del Comune in cui è avvenuto il decesso. Il certificato di residenza storico di un soggetto deceduto mostra l'ultimo indirizzo di residenza e la data di cancellazione dall'anagrafe per decesso. L'estratto dell'atto di morte rilasciato dall'Ufficiale di Stato Civile ai sensi del D.P.R. 396/2000 (Ordinamento dello Stato Civile) riporta data, ora e luogo del decesso ed è il documento che certifica ufficialmente la morte con validità erga omnes. Questi documenti sono spesso necessari per: pratiche successorie (successione legittima ai sensi degli artt. 536–564 c.c. o testamentaria, con il notaio o il giudice), domanda di pensione di reversibilità all'INPS (L. 903/1965), liquidazione di polizze vita, chiusura di conti correnti intestati al defunto, trasferimento di immobili. I certificati relativi ai soggetti deceduti sono in genere accessibili ai familiari e agli eredi senza particolari limitazioni; per terzi senza interesse specifico, alcuni uffici possono richiedere una motivazione.
Questo modello è fornito esclusivamente a scopo informativo e non costituisce consulenza legale. Le leggi variano in base alla giurisdizione e cambiano nel tempo. Consulta un avvocato qualificato per una consulenza specifica per la tua situazione.Avviso legale completo
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Modello ufficiale di autocertificazione dello stato civile (celibe/nubile, coniugato, vedovo, divorziato, unito civilmente) ai sensi dell'art. 46 D.P.R. 445/2000 e del D.P.R. 396/2000.
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