Lettera di Nomina del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP)
D.Lgs. 81/2008 artt. 17, 31-33; Accordo Stato-Regioni 21/12/2011
ai sensi degli artt. 17, comma 1, lett. b), e 31-33 del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81
DATI DEL DATORE DI LAVORO
Ragione sociale / Nome: [Datore Ragione Sociale]
Partita IVA: [Datore Partita Iva]
Sede legale: [Datore Sede Legale]
Settore di attività / ATECO: [Datore Settore Ateco]
Numero di lavoratori dipendenti: [Datore Numero Lavoratori]
Legale rappresentante / firmatario: [Datore Legale Rappresentante]
DATI DEL RSPP NOMINATO
Nome e cognome: [Rspp Nome Cognome]
Codice fiscale: [Rspp Codice Fiscale]
Tipologia di incarico: [Rspp Tipologia]
Titolo di studio: [Rspp Titolo Studio]
Formazione Modulo A (28 ore): [Rspp Formazione Modulo A]
Formazione Modulo B: [Rspp Formazione Modulo B]
Formazione Modulo C (24 ore): [Rspp Formazione Modulo C]
Scadenza aggiornamento quinquennale: [Rspp Scadenza Aggiornamento]
NOMINA FORMALE
Il sottoscritto [Datore Legale Rappresentante], in qualità di datore di lavoro ai sensi dell'art. 2, comma 1, lettera b) del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, in adempimento dell'obbligo non delegabile di cui all'art. 17, comma 1, lettera b) del medesimo decreto,
NOMINA
il Sig./la Sig.ra [Rspp Nome Cognome] quale Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) ai sensi degli artt. 31 e 32 del D.Lgs. 81/2008, con decorrenza dal [Data Decorrenza], per le seguenti unità produttive:
[Unita Produttive Coperte]
1. COMPITI DEL RSPP (art. 33 D.Lgs. 81/2008)
Il RSPP nominato è tenuto a:
— individuare i fattori di rischio, valutare i rischi e individuare le misure per la sicurezza e la salubrità degli ambienti di lavoro, nel rispetto della normativa vigente sulla base della specifica conoscenza dell'organizzazione aziendale;
— elaborare, per quanto di competenza, le misure preventive e protettive di cui all'art. 28, comma 2 D.Lgs. 81/2008 e i sistemi di controllo di tali misure;
— elaborare le procedure di sicurezza per le varie attività aziendali;
— proporre i programmi di informazione e formazione dei lavoratori;
— partecipare alle consultazioni in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro, nonché alla riunione periodica di cui all'art. 35 D.Lgs. 81/2008;
— fornire ai lavoratori le informazioni di cui all'art. 36 D.Lgs. 81/2008;
— effettuare sopralluoghi agli ambienti di lavoro con frequenza: [Frequenza Sopralluoghi], in collaborazione con il medico competente.
2. CORRISPETTIVO (per RSPP esterno)
Per le prestazioni professionali rese nell'ambito del presente incarico è concordato un corrispettivo annuo di € [Corrispettivo Annuo], fatturato trimestralmente, nel rispetto dell'equo compenso di cui alla L. 12 novembre 2023, n. 49. Le prestazioni straordinarie (gestione emergenze, assistenza a ispezioni, DUVRI per appalti, aggiornamenti eccezionali del DVR) saranno remunerate separatamente in base al tempo impiegato.
SOTTOSCRIZIONI
[Luogo Nomina], [Data Nomina]
Il Datore di Lavoro
[Datore Ragione Sociale]
[Datore Legale Rappresentante]
Firma: _________________________ Data: _________________________
Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP)
[Rspp Nome Cognome]
Dichiara di accettare il presente incarico, di possedere i requisiti formativi richiesti dall'art. 32 del D.Lgs. 81/2008, e di essere consapevole dei compiti e delle responsabilità connessi alla funzione.
Firma: _________________________ Data: _________________________
Il Datore di Lavoro
________________
Signature
Il RSPP Nominato
________________
Signature
Che cos'è Lettera di Nomina del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP)?
La Lettera di Nomina del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) in Italia è l'atto disciplinato da D.Lgs. 81/2008 artt. 17, 31, 32, 33.
L'istituto del Servizio di Prevenzione e Protezione (SPP) e del suo responsabile è disciplinato dagli artt. 31-33 del D.Lgs. 81/2008. L'art. 31 stabilisce che ogni azienda deve essere dotata di un SPP; l'art. 32 definisce le capacità e i requisiti professionali del RSPP (diploma di scuola secondaria superiore, formazione specifica Modulo A+B+C con aggiornamento quinquennale); l'art. 33 elenca i compiti del servizio (individuazione dei fattori di rischio, valutazione dei rischi, elaborazione delle misure preventive, procedure di sicurezza, programmi di informazione e formazione). L'art. 34 consente al datore di lavoro di svolgere direttamente le funzioni di RSPP nelle piccole imprese a basso rischio elencate nell'Allegato 2 al TUSL.
La lettera di nomina assolve a tre funzioni giuridicamente rilevanti: identifica nominativamente il RSPP e attesta il possesso dei requisiti professionali ex art. 32; disciplina il rapporto tra datore di lavoro e RSPP fissando compiti, responsabilità e modalità operative; costituisce prova documentale dell'adempimento dell'obbligo di cui all'art. 17 in sede di ispezione dell'ITL o dell'ASL/ATS. La mancata nomina è punita con l'arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.948,11 a 9.822,93 euro ai sensi dell'art. 55, comma 1 del D.Lgs. 81/2008. Su forms-legal.com è disponibile il modello aggiornato alla normativa vigente.
Quando serve Lettera di Nomina del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP)?
La Lettera di Nomina del RSPP in Italia è obbligatoria in tutte le aziende che occupano lavoratori dipendenti, sin dall'assunzione del primo dipendente. L'obbligo sorge indipendentemente dalle dimensioni dell'impresa e dalla tipologia di attività svolta, e deve essere adempiuto prima che i lavoratori inizino le proprie mansioni in azienda, poiché il sistema di prevenzione deve essere operativo fin dall'avvio dell'attività.
La nomina diventa urgente in una serie di circostanze specifiche. L'avvio di una nuova impresa o l'apertura di una nuova unità produttiva richiedono la designazione del RSPP come primo atto del sistema di sicurezza aziendale, precedente o contestuale alla redazione del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR). Ogni cambiamento organizzativo che incida sulla struttura del SPP — dimissioni del RSPP interno, scadenza del contratto con il professionista esterno, revoca dell'incarico — impone la nomina immediata di un sostituto per evitare soluzioni di continuità nella gestione della sicurezza.
La nomina deve essere aggiornata quando cambiano significativamente i requisiti professionali richiesti: introduzione di nuove lavorazioni con rischi specifici (es. agenti cancerogeni, esplosivi, amianto) che richiedono una formazione specialistica del RSPP non contemplata dal profilo del designato attuale. Il datore di lavoro deve altresì procedere a una nuova nomina quando il RSPP cessa di possedere i requisiti di legge, ad esempio per mancato aggiornamento quinquennale della formazione.
Nella pratica delle ispezioni dell'Ispettorato Territoriale del Lavoro (ITL) e dell'ASL/ATS, la verifica della nomina del RSPP è sistematica: l'assenza della documentazione, anche solo per la mancata firma del documento da parte del RSPP, espone il datore di lavoro alle sanzioni previste dall'art. 55 del TUSL.
Cosa includere nel tuo Lettera di Nomina del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP)
Una Lettera di Nomina del RSPP completa e conforme al D.Lgs. 81/2008 deve contenere elementi specifici che ne garantiscano la validità legale e la chiarezza operativa del rapporto tra il datore di lavoro e il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione.
**Identificazione del datore di lavoro**: ragione sociale, partita IVA, sede legale, settore di attività con codice ATECO, e nominativo del legale rappresentante firmatario. Negli atti di nomina relativi a gruppi di imprese o aziende con più unità produttive, specificare l'estensione territoriale dell'incarico.
**Identificazione del RSPP**: nome e cognome completi, codice fiscale, titolo di studio (diploma di scuola secondaria superiore come minimo), attestati di formazione specifica (Modulo A: 28 ore; Modulo B: ore variabili per macrosettore ATECO; Modulo C: 24 ore), data di scadenza dell'aggiornamento quinquennale obbligatorio. Per il RSPP esterno, indicare anche i dati della struttura professionale e la partita IVA del consulente.
**Riferimento normativo**: citazione esplicita degli artt. 17, comma 1, lettera b), 31, 32 e 33 del D.Lgs. 81/2008, e dell'Accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011 per i requisiti formativi.
**Compiti e responsabilità**: descrizione delle attività spettanti al RSPP ai sensi dell'art. 33 del D.Lgs. 81/2008, con particolare riferimento alla collaborazione nella redazione e aggiornamento del DVR, alla gestione del programma di prevenzione, e ai rapporti con il medico competente, il RLS e gli organi di vigilanza.
**Modalità operative**: frequenza degli incontri con il datore di lavoro e il medico competente, modalità di accesso all'azienda per i sopralluoghi, strumenti messi a disposizione dal datore di lavoro per l'esercizio delle funzioni.
**Corrispettivo** (per RSPP esterno): compenso concordato, modalità di fatturazione e aggiornamento, con rispetto del principio di equo compenso ex L. 49/2023. Il corrispettivo deve essere adeguato alla complessità dei rischi e al numero di lavoratori da tutelare.
Come compilare il tuo Lettera di Nomina del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP)
La corretta compilazione della Lettera di Nomina del RSPP in Italia richiede attenzione alla verifica preventiva dei requisiti formativi del professionista e alla definizione precisa dell'ambito dell'incarico. Seguire questa guida operativa assicura la conformità al D.Lgs. 81/2008.
Nel campo **datore di lavoro** inserire la denominazione completa dell'impresa con forma giuridica, la partita IVA, la sede legale, il codice ATECO principale e il nominativo del legale rappresentante. Per le aziende con più sedi, indicare se l'incarico copre tutte le unità produttive o solo alcune.
Nel campo **RSPP** inserire tutti i dati anagrafici del professionista e le informazioni relative ai titoli abilitativi. Fondamentale è verificare il possesso della formazione completa — Moduli A, B e C — e la validità dell'aggiornamento quinquennale ai sensi dell'Accordo Stato-Regioni 21/12/2011. Per il Modulo B, verificare che il macrosettore ATECO per cui è stato frequentato il corso coincida con quello dell'azienda.
Nel campo **tipo di RSPP** selezionare se si tratta di un RSPP interno (dipendente dell'azienda) o esterno (libero professionista o consulente): la distinzione è rilevante per la definizione del rapporto contrattuale e del trattamento fiscale del corrispettivo.
Nel campo **ambito dell'incarico** descrivere in modo specifico le unità produttive coperte, il numero di lavoratori, i principali rischi presenti e i titoli specifici del D.Lgs. 81/2008 applicabili (es. Titolo IV per i cantieri, Titolo VIII per gli agenti fisici, Titolo IX per gli agenti chimici).
Nel campo **corrispettivo** (per RSPP esterno) definire chiaramente il compenso, distinguendo tra prestazioni incluse nella parcella periodica (aggiornamento DVR, formazione, sopralluoghi) e prestazioni straordinarie (gestione incidenti, assistenza a ispezioni, DUVRI per appalti specifici).
Far firmare il documento da entrambe le parti e conservare copia nel fascicolo della sicurezza aziendale insieme agli attestati di formazione del RSPP.
Requisiti legali per Lettera di Nomina del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP)
La Lettera di Nomina del RSPP in Italia si colloca al vertice del sistema documentale della sicurezza sul lavoro, essendo l'unico atto che la legge qualifica espressamente come obbligo non delegabile del datore di lavoro. Il D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 (TUSL) è la fonte normativa principale: l'art. 17, comma 1, lettera b) impone la nomina del RSPP come obbligo non delegabile; gli artt. 31-33 disciplinano il SPP, i requisiti del RSPP e i suoi compiti; l'art. 34 regola la possibilità del datore di lavoro di svolgere direttamente le funzioni di RSPP nelle imprese minori.
L'Accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011 (e l'Accordo del 25 luglio 2012 per i datori di lavoro-RSPP) definisce il percorso formativo obbligatorio per il RSPP: Modulo A (28 ore, contenuti di base), Modulo B (ore variabili da 12 a 68 per macrosettore ATECO), Modulo C (24 ore, aspetti gestionali e organizzativi), con aggiornamento quinquennale obbligatorio di 40 ore. Il D.Lgs. 13 aprile 2017, n. 61 ha modificato l'art. 32 del TUSL specificando ulteriori requisiti per l'abilitazione.
La violazione dell'obbligo di nomina del RSPP è sanzionata dall'art. 55, comma 1 del D.Lgs. 81/2008 con arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.948,11 a 9.822,93 euro: è la sanzione più grave nel catalogo delle violazioni del TUSL. L'Ispettorato Territoriale del Lavoro (ITL) e l'ASL/ATS sono gli organi di vigilanza competenti. In caso di infortuni sul lavoro connessi a carenze nel sistema di prevenzione, la mancata o irregolare nomina del RSPP è un elemento aggravante nella valutazione della responsabilità penale del datore di lavoro per lesioni colpose (art. 590 c.p.) o omicidio colposo (art. 589 c.p.) con violazione delle norme antinfortunistiche.
Il RSPP partecipa obbligatoriamente alle riunioni periodiche di prevenzione e protezione previste dall'art. 35 del D.Lgs. 81/2008: almeno una all'anno nelle aziende con più di 15 dipendenti, con obbligo di verbalizzazione. Nelle aziende con meno di 15 dipendenti, la riunione periodica avviene su richiesta del RLS. La convocazione e il verbale della riunione devono essere conservati per almeno cinque anni dalla loro redazione e presentati agli organi di vigilanza su richiesta.
Il D.Lgs. 81/2008 prevede all'art. 33, comma 1 i compiti specifici del SPP coordinato dal RSPP: individuazione dei fattori di rischio, elaborazione delle misure preventive, proposte di programmi di informazione e formazione, partecipazione alle consultazioni in materia di sicurezza. Tali attività devono essere documentate nel DVR (Documento di Valutazione dei Rischi) e nei verbali di sopralluogo. Il RSPP esterno, infine, deve stipulare con il datore di lavoro un contratto di servizio che specifichi le modalità di svolgimento dell'incarico, la frequenza delle visite in azienda e il corrispettivo, al fine di dimostrare la concretezza e continuità del servizio in caso di verifica ispettiva da parte dell'ITL o dell'ASL/ATS.
Errori comuni da evitare nel tuo Lettera di Nomina del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP)
Nella redazione e nella gestione della nomina del RSPP in Italia, i datori di lavoro commettono errori sistematici che espongono l'azienda alle sanzioni più gravi del D.Lgs. 81/2008. Identificare le insidie più frequenti è essenziale per garantire la piena conformità normativa.
**Nomina di un RSPP privo dei requisiti formativi completi**: selezionare un professionista che abbia completato solo il Modulo A ma non il Modulo B specifico per il macrosettore ATECO dell'azienda rende la nomina priva del requisito essenziale ex art. 32 D.Lgs. 81/2008. Prima della nomina è indispensabile verificare gli attestati formativi del candidato e la loro corrispondenza con i macrosettori applicabili all'attività aziendale.
**Delega a terzi dell'atto di nomina**: poiché la nomina del RSPP è un obbligo non delegabile ai sensi dell'art. 17 D.Lgs. 81/2008, qualsiasi delega a un direttore, responsabile risorse umane o amministratore di condominio è nulla. La firma del datore di lavoro (persona fisica che riveste i poteri decisionali e di spesa ai sensi dell'art. 2, comma 1, lettera b) del TUSL) è imprescindibile.
**Mancato aggiornamento della nomina al cambio del responsabile**: quando il RSPP designato lascia l'azienda, molti datori di lavoro trascurano di formalizzare la nuova nomina nell'immediato, nella convinzione che il precedente incaricato continui a operare. Ogni interruzione della nomina espone il datore di lavoro alla sanzione dell'art. 55, comma 1 del D.Lgs. 81/2008.
**Nomina del RSPP esterno senza contratto scritto**: il rapporto con il RSPP esterno deve essere regolato da un contratto scritto che definisca chiaramente prestazioni, compensi, modalità operative e responsabilità. Un accordo verbale non è sufficiente ai fini della prova in sede ispettiva.
**Confusione tra RSPP e addetto al SPP**: negli organismi piccoli, il RSPP e gli addetti al Servizio di Prevenzione e Protezione possono coincidere con la stessa persona, ma la lettera di nomina deve distinguere chiaramente i diversi ruoli e le relative responsabilità.
**Mancata consultazione del RLS prima della nomina**: l'art. 50, comma 1, lettera b) del D.Lgs. 81/2008 riconosce al Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) il diritto di essere consultato preventivamente in merito alla designazione delle figure della sicurezza, incluso il RSPP. Omettere questa consultazione non invalida la nomina dal punto di vista penale, ma costituisce una violazione procedurale rilevabile in sede ispettiva e sindacale. La documentazione della consultazione del RLS (lettera inviata o verbale) è buona prassi che rafforza la posizione del datore di lavoro in caso di contestazione.
**Aggiornamento quinquennale non monitorato**: il RSPP (sia interno che esterno) è tenuto a frequentare corsi di aggiornamento obbligatori ogni cinque anni per un totale di 40 ore, come stabilito dall'Accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011. Il datore di lavoro è responsabile di verificare che l'aggiornamento sia stato completato; un RSPP con formazione scaduta comporta violazione dell'art. 32 D.Lgs. 81/2008 ed è equivalente alla mancata nomina agli effetti sanzionatori dell'art. 55, comma 1.
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}Domande frequenti
Sì, il datore di lavoro può svolgere direttamente le funzioni di RSPP in determinate condizioni previste dall'art. 34 del D.Lgs. 81/2008. Questa possibilità è riservata ai datori di lavoro di specifiche tipologie di aziende elencate nell'Allegato 2 al D.Lgs. 81/2008 (tra cui aziende artigiane e industriali fino a 30 dipendenti in attività a basso rischio, aziende agricole e zootecniche fino a 10 dipendenti, attività commerciali fino a 20 dipendenti, studi professionali e di servizi fino a 5 dipendenti). Il datore di lavoro che intende esercitare direttamente le funzioni di RSPP deve frequentare specifici corsi di formazione periodicamente aggiornati, della durata minima di 16 ore per le aziende a rischio basso e di 48 ore per quelle a rischio elevato, ai sensi dell'Accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011 e del successivo Accordo del 25 luglio 2012. Tuttavia, anche quando svolge le funzioni di RSPP, il datore di lavoro non è esonerato dall'obbligo di nominare gli addetti al primo soccorso, all'antincendio e il medico competente ove necessario.
L'art. 32 del D.Lgs. 81/2008 stabilisce che il RSPP deve essere in possesso di titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore, nonché di un attestato di frequenza a corsi di formazione specifici in materia di prevenzione e protezione dei rischi, secondo la normativa concordata tra Stato e Regioni. L'Accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011 (e i successivi aggiornamenti, tra cui il D.Lgs. 13 aprile 2017, n. 61) definisce i requisiti formativi: un modulo A di base (28 ore), un modulo B specialistico (variabile da 12 a 68 ore a seconda del macrosettore ATECO dell'azienda), e un modulo C di gestione (24 ore). L'aggiornamento quinquennale è obbligatorio per un minimo di 40 ore. Queste capacità e requisiti devono essere espressamente attestati nella lettera di nomina. Il RSPP può anche essere un soggetto esterno all'azienda (libero professionista o struttura specializzata), purché in possesso delle stesse capacità richieste all'RSPP interno. La mancanza di adeguata formazione del RSPP è una violazione a carico sia del RSPP che del datore di lavoro.
Il RSPP nominato ai sensi dell'art. 33 del D.Lgs. 81/2008 svolge compiti di supporto tecnico al datore di lavoro nella gestione della sicurezza aziendale. Le attività principali comprendono: l'individuazione dei fattori di rischio, la valutazione dei rischi e l'individuazione delle misure per la sicurezza e la salubrità degli ambienti di lavoro, nel rispetto della normativa vigente; l'elaborazione, per quanto di competenza, delle misure preventive e protettive e dei sistemi di controllo di tali misure; l'elaborazione delle procedure di sicurezza per le varie attività aziendali; la proposta di programmi di informazione e formazione dei lavoratori; la partecipazione alle consultazioni in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro; la fornitura ai lavoratori delle informazioni di cui all'art. 36 del D.Lgs. 81/2008. Il RSPP collabora strettamente con il medico competente, il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) e gli addetti alle emergenze, coordinando le attività del Servizio di Prevenzione e Protezione aziendale.
La scelta tra RSPP interno (dipendente dell'azienda) e RSPP esterno (libero professionista o società specializzata) dipende da fattori dimensionali, economici e di complessità dei rischi aziendali. Il RSPP interno è un lavoratore dipendente che svolge le funzioni di responsabile della sicurezza come parte delle proprie mansioni contrattuali, di norma in aziende di medio-grandi dimensioni (oltre 50-100 dipendenti) o con rischi particolarmente complessi che richiedono una presenza quotidiana. Il RSPP esterno è un professionista incaricato mediante contratto di consulenza, soluzione tipica delle PMI italiane e delle microimprese, per le quali il costo di un RSPP interno sarebbe sproporzionato. In entrambi i casi, la nomina deve essere formale, scritta e contenere l'attestazione delle capacità professionali richieste dall'art. 32 D.Lgs. 81/2008. Il RSPP esterno, a differenza di quello interno, svolge l'attività come professionista autonomo o nell'ambito di una struttura consultiva: il corrispettivo è regolato da un contratto di prestazione professionale, e deve rispettare il principio dell'equo compenso ai sensi della L. 49/2023.
La nomina del RSPP non richiede registrazione o comunicazione preventiva obbligatoria ad enti esterni come l'Ispettorato Territoriale del Lavoro (ITL) o la Azienda Sanitaria Locale (ASL/ATS) per la sola formalità della designazione. Tuttavia, in alcune situazioni specifiche, la nomina del RSPP deve essere comunicata o comprovata in sede di ispezione o accertamento. La documentazione della nomina (lettera scritta, attestati di formazione del RSPP, curriculo professionale) deve essere conservata in azienda e resa disponibile in caso di ispezione dell'ITL o dell'ASL/ATS, che verificano sistematicamente l'esistenza e la regolarità della nomina. In alcune Regioni italiane, possono esistere obblighi di comunicazione del RSPP agli enti di vigilanza per specifiche tipologie di rischio (es. cantieri con PIMUS, rischio chimico elevato): verificare la normativa regionale applicabile. Nelle pratiche di appalto e subappalto, la nomina del RSPP di ciascuna impresa è frequentemente richiesta come documento obbligatorio per la qualificazione dell'impresa ex art. 26 D.Lgs. 81/2008 e per la redazione del DUVRI.
La responsabilità del RSPP in caso di infortuni sul lavoro è un tema giuridicamente complesso, oggetto di una progressiva evoluzione giurisprudenziale della Corte di Cassazione. Il RSPP non è il destinatario diretto degli obblighi prevenzionistici del D.Lgs. 81/2008, che ricadono in via principale sul datore di lavoro. Tuttavia, la giurisprudenza ha riconosciuto la responsabilità del RSPP quando l'evento infortunistico sia riconducibile a omissioni o negligenze nella sua attività di consulenza, valutazione dei rischi o proposta delle misure di sicurezza (Cass. pen., Sez. IV, n. 22044/2015 e successive). La responsabilità penale del RSPP può configurarsi per omicidio colposo (art. 589 c.p.) o lesioni colpose (art. 590 c.p.) con violazione delle norme antinfortunistiche, in concorso con il datore di lavoro. La responsabilità civile può derivare da un contratto di prestazione professionale che impone obblighi di diligenza e competenza tecnica. È prassi consolidata che il RSPP stipuli una polizza assicurativa per la responsabilità civile professionale.
La cessazione del rapporto tra il datore di lavoro e il RSPP — per dimissioni del dipendente RSPP interno, scadenza del contratto con il RSPP esterno, recesso o revoca — impone al datore di lavoro la nomina immediata di un sostituto, poiché l'obbligo di cui all'art. 17 del D.Lgs. 81/2008 è permanente e non può subire interruzioni. La mancanza del RSPP, anche temporanea, è una violazione dell'obbligo non delegabile del datore di lavoro e può essere contestata dall'ITL in sede ispettiva. In caso di urgenza, il datore di lavoro può nominare provvisoriamente un RSPP esterno nel breve periodo necessario per selezionare il sostituto definitivo. La documentazione elaborata dall'RSPP uscente (DVR, procedure, registri) deve essere consegnata al successore per garantire la continuità del sistema di gestione della sicurezza. Se il RSPP era anche il responsabile del Sistema di Gestione della Sicurezza (SGSL) certificato BS OHSAS 18001 o ISO 45001, la sostituzione deve essere comunicata all'ente di certificazione.
Questo modello è fornito esclusivamente a scopo informativo e non costituisce consulenza legale. Le leggi variano in base alla giurisdizione e cambiano nel tempo. Consulta un avvocato qualificato per una consulenza specifica per la tua situazione.Avviso legale completo
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