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Contratto di Lavoro Intermittente (a Chiamata)

Contratto di Lavoro Intermittente (a Chiamata)

artt. 13-18 D.Lgs. 81/2015; art. 17 D.Lgs. 81/2015; R.D. 2657/1923

CONTRATTO DI LAVORO INTERMITTENTE (A CHIAMATA)

ai sensi degli artt. 13-18 D.Lgs. 15 giugno 2015, n. 81 (Jobs Act) e del D.Lgs. 104/2022 (Decreto Trasparenza)

PARTI CONTRAENTI

DATORE DI LAVORO:

Ragione sociale: [Datore Ragione Sociale]

Partita IVA: [Datore Partita Iva]

Sede legale: [Datore Sede Legale]

Rappresentato da: [Datore Legale Rappresentante]

LAVORATORE/LAVORATRICE:

Nome e cognome: [Lavoratore Nome Cognome]

Nato/a il: [Lavoratore Data Nascita]

Codice fiscale: [Lavoratore Codice Fiscale]

Residenza: [Lavoratore Residenza]

Le parti stipulano il seguente contratto di lavoro intermittente:

Art. 1 — OGGETTO E FONDAMENTO NORMATIVO

Il/La Sig./Sig.ra [Lavoratore Nome Cognome] è assunto/a con contratto di lavoro intermittente ai sensi degli artt. 13-18 D.Lgs. 81/2015.

Fondamento normativo per il ricorso al lavoro intermittente: [Fondamento Normativo].

CCNL applicato: [Ccnl Applicato].

Livello di inquadramento e mansioni: [Livello Inquadramento].

Art. 2 — DURATA E DECORRENZA

Il contratto decorre dal [Data Inizio]. Durata: [Durata Contratto]. Scadenza (se a tempo determinato): [Scadenza Contratto].

Ai sensi dell'art. 13 c. 3 D.Lgs. 81/2015, il numero massimo di giornate di lavoro effettivo nell'arco di tre anni solari con il medesimo datore non può superare le 400 giornate (salvo nei settori del turismo, dei pubblici esercizi e dello spettacolo). Al superamento del limite, il contratto si converte automaticamente in contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. Il datore tiene aggiornato il registro delle giornate effettuate.

Prima di ogni singola convocazione del lavoratore, il datore trasmette comunicazione preventiva all'INPS ai sensi dell'art. 17 D.Lgs. 81/2015 (tramite SMS, fax, e-mail o portale INPS).

Art. 3 — MODALITÀ DI CONVOCAZIONE

La convocazione del lavoratore avviene con le seguenti modalità: [Modalita Convocazione].

Obbligo di risposta del lavoratore alle chiamate: [Obbligo Risposta]. In caso di disponibilità garantita (obbligo di risposta sì), il lavoratore non può rifiutare la convocazione senza giustificato motivo; il rifiuto ingiustificato può comportare la risoluzione del contratto per giusta causa (art. 2119 c.c.). In assenza di disponibilità garantita, il lavoratore può rifiutare le singole convocazioni senza conseguenze disciplinari.

Sede di lavoro: [Sede Lavoro].

Art. 4 — INDENNITÀ DI DISPONIBILITÀ

Ove previsto l'obbligo di risposta alle chiamate, l'indennità di disponibilità per i periodi di inattività è pari a: [Indennnita Disponibilita], in conformità all'art. 16 D.Lgs. 81/2015 e al D.M. 10 marzo 2004. L'indennità non è dovuta nelle giornate in cui il lavoratore presta lavoro effettivo.

In caso di malattia, infortunio o altra causa di impossibilità della prestazione, il lavoratore decade dall'indennità di disponibilità per i giorni interessati, previa comunicazione immediata al datore (art. 16 c. 4 D.Lgs. 81/2015).

Art. 5 — RETRIBUZIONE PER LE GIORNATE LAVORATE E ISTITUTI CONTRATTUALI

Per le giornate di lavoro effettivo, al lavoratore spetta la retribuzione prevista dal CCNL [Ccnl Applicato] per il livello di inquadramento indicato, calcolata proporzionalmente alle ore prestate.

Ferie, tredicesima mensilità, quattordicesima (se prevista dal CCNL) e Trattamento di Fine Rapporto (TFR) ex art. 2120 c.c. maturano proporzionalmente alle giornate di lavoro effettivo, ai sensi dell'art. 13 c. 1 D.Lgs. 81/2015 (principio di non discriminazione). I contributi INPS maturano sulle giornate di lavoro effettivo.

Art. 6 — DIVIETI E LIMITI DI UTILIZZO

Il presente contratto non può essere utilizzato per sostituire lavoratori in sciopero, né in aziende che abbiano proceduto a licenziamenti collettivi negli ultimi sei mesi per le stesse mansioni, né in aziende in Cassa Integrazione Guadagni per le stesse mansioni (art. 14 D.Lgs. 81/2015). La violazione di questi divieti determina la nullità del contratto.

Art. 7 — RINVIO AL CCNL E FORO COMPETENTE

Per quanto non espressamente previsto nel presente contratto si rinvia agli artt. 13-18 D.Lgs. 81/2015, al CCNL applicato e alle disposizioni di legge vigenti.

Le eventuali controversie sono devolute al Tribunale in funzione di Giudice del Lavoro del luogo di svolgimento del rapporto, ai sensi dell'art. 413 c.p.c.

SOTTOSCRIZIONI

Luogo e data: [Luogo Stipula], [Data Stipula]

Il Datore di Lavoro

[Datore Ragione Sociale] — [Datore Legale Rappresentante]

Firma: _________________________

Il Lavoratore / La Lavoratrice

[Lavoratore Nome Cognome]

Firma: _________________________

Il/La lavoratore/lavoratrice dichiara di aver ricevuto copia del presente contratto e di essere stato/a informato/a dei diritti previsti dagli artt. 13-18 D.Lgs. 81/2015.

Firma per ricevuta: _________________________

Il Datore di Lavoro

________________

Signature

Il Lavoratore / La Lavoratrice

________________

Signature

Gestito da Vladislav Sergienko, Fondatore·Modello modificato l'ultima volta: ·Segnala un errore

Che cos'è Contratto di Lavoro Intermittente (a Chiamata)?

Il Contratto di Lavoro Intermittente (a Chiamata) in Italia è l'atto disciplinato da artt. 13-18 D.Lgs. 81/2015; art. 16 D.Lgs. 81/2015; R.D. 2657/1923.

La distinzione tra contratto intermittente con disponibilità garantita e senza disponibilità garantita ha rilevanza pratica determinante: con disponibilità garantita il lavoratore percepisce l'indennità di disponibilità ex art. 16 D.Lgs. 81/2015 (minimo 20% della retribuzione CCNL per i periodi di inattività) e ha l'obbligo di rispondere alle chiamate; senza disponibilità garantita il lavoratore è libero di rifiutare ma non percepisce alcun compenso nei periodi di inattività. La Cass. civ., sez. lav., n. 12613/2020, ha affermato che il contratto intermittente senza obbligo di risposta non crea un vincolo continuativo di esclusiva tra datore e lavoratore: quest'ultimo può contemporaneamente avere altri rapporti di lavoro con terzi. La tabella allegata al R.D. 2657/1923 elenca oggi oltre 70 categorie di attività discontinue, tra cui: portinai, guardiani notturni, custodi, lavoratori addetti al servizio di banchetti, lavoratori stagionali nell'industria alberghiera — categorie aggiornate dalla contrattazione collettiva ma invariate nella classificazione normativa originaria del 1923.

Quando serve Contratto di Lavoro Intermittente (a Chiamata)?

Il Contratto di Lavoro Intermittente in Italia è necessario quando il datore di lavoro ha bisogno di personale in modo discontinuo, non prevedibile in anticipo, per attività che per natura o per previsione del CCNL non possono essere organizzate con un orario fisso. Situazioni tipiche di utilizzo legittimo del contratto intermittente includono: attività di guardiania e portineria in stabilimenti con necessità variabili; servizi di sala e cucina per eventi, banchetti e ricevimenti, tipici del settore alberghiero e dei pubblici esercizi; attività di sorveglianza nei musei o nelle mostre temporanee; supporto al personale di negozio in periodi di picco (saldi, feste) non prevedibili in anticipo; attività di custodia e vigilanza di immobili in vendita o locazione. Il contratto intermittente NON è utilizzabile per: sopperire a esigenze strutturali e continuative di personale (in questi casi va assunto personale stabile o a termine con causale); sostituire lavoratori in sciopero (divieto espresso dell'art. 14 c. 3 D.Lgs. 81/2015); aggirare i limiti delle causali del contratto a tempo determinato; coprire posizioni lavorative che richiedono continuità di servizio per più di 400 giornate triennali. La scelta tra contratto intermittente con o senza obbligo di risposta dipende dalle esigenze aziendali: se il datore ha bisogno di certezza sulla disponibilità del lavoratore, deve prevedere l'indennità di disponibilità.

Termini amministrativi essenziali: la comunicazione preventiva INPS va inviata tramite il portale co.comunicazioni.inps.it prima di ogni singola chiamata, anche per una sola ora di lavoro; il sistema INPS registra la comunicazione e genera un codice identificativo da conservare per eventuali ispezioni dell'Ispettorato Territoriale del Lavoro (ITL). La comunicazione UNILAV al Centro per l'Impiego è obbligatoria prima dell'inizio del primo utilizzo del lavoratore, non prima di ogni chiamata successiva: l'obbligo UNILAV vale solo per la costituzione del rapporto, non per ogni singola prestazione. Il D.Lgs. 104/2022 (Decreto Trasparenza) ha introdotto l'obbligo del datore di consegnare al lavoratore intermittente un documento scritto con tutte le informazioni del rapporto entro il primo giorno di prestazione, inclusi i criteri di determinazione delle chiamate e il preavviso minimo (art. 4 D.Lgs. 104/2022); la violazione comporta sanzione da 250 a 1.500 euro per ogni lavoratore interessato.

Il contratto di lavoro intermittente a chiamata in Italia trova applicazione privilegiata in specifici contesti produttivi che la giurisprudenza e la prassi ispettiva hanno progressivamente delimitato. Nel settore della ristorazione e dei pubblici esercizi, il contratto intermittente è lo strumento tipico per la gestione del personale di sala durante eventi stagionali, banchetti, fiere e manifestazioni sportive: il CCNL Turismo-Pubblici Esercizi prevede in questo caso la possibilità di chiamate con preavviso ridotto a 24 ore. Nel settore dell'editoria e dello spettacolo, la R.D. 2657/1923 enumera esplicitamente le professioni artistiche e tecniche (comparse, figuranti, tecnici di scena, doppiatori occasionali) per le quali il contratto intermittente è ammissibile senza necessità di giustificazione da parte del datore. Nel settore della logistica e della grande distribuzione organizzata (GDO), l'Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) ha adottato una posizione restrittiva nella circolare n. 7/2020: il contratto intermittente è ammissibile solo per le operazioni discontinue verificabili (picchi stagionali documentati, inventari periodici), non come forma permanente di gestione dell'organico, che configurerebbe elusione delle norme sul contratto a tempo determinato e sulla somministrazione. La Corte di Cassazione sez. lav. n. 9250/2022 ha confermato la riqualificazione in rapporto a tempo indeterminato di un contratto intermittente usato per coprire bisogni produttivi stabili e continuativi, applicando la presunzione relativa di subordinazione ex art. 2094 c.c. ogni volta che la continuità delle chiamate dimostra l'inesistenza di una reale discontinuità dell'attività lavorativa. In ambito previdenziale, l'INPS circolare n. 34/2022 ha chiarito che il lavoratore intermittente con disponibilità garantita accumula contribuzione INPS anche nei periodi di inattività (indennità di disponibilità assoggettata a contribuzione piena), mentre il lavoratore senza obbligo di risposta accumula contributi solo per le giornate di prestazione effettiva.

Cosa includere nel tuo Contratto di Lavoro Intermittente (a Chiamata)

Il Contratto di Lavoro Intermittente in Italia deve contenere gli elementi essenziali previsti dall'art. 15 D.Lgs. 81/2015 e dal D.Lgs. 104/2022 (Decreto Trasparenza), la cui assenza può esporre il datore a sanzioni dell'Ispettorato Territoriale del Lavoro (ITL) e a richieste di conversione del rapporto da parte del lavoratore. Le parti devono essere identificate con precisione: datore (ragione sociale, partita IVA, sede, legale rappresentante) e lavoratore (dati anagrafici, codice fiscale). Il contratto deve indicare: il fondamento normativo o contrattuale che consente il ricorso al lavoro intermittente (attività della tabella R.D. 2657/1923 o previsione CCNL); la durata del contratto (tempo indeterminato o determinato); il CCNL applicato; il livello di inquadramento e le mansioni; se è previsto o meno l'obbligo di risposta alle chiamate (con o senza indennità di disponibilità); l'importo dell'indennità di disponibilità (se prevista), non inferiore al 20% della retribuzione CCNL; le fasce orarie o le modalità con cui le chiamate vengono effettuate e il preavviso minimo di convocazione; la retribuzione per le ore di lavoro effettivo, calcolata sui minimi CCNL applicati; il trattamento delle ferie, delle mensilità aggiuntive e del TFR, calcolato proporzionalmente alle giornate lavorate. Sul portale forms-legal.com il modello integra automaticamente la clausola di comunicazione preventiva INPS ex art. 17 D.Lgs. 81/2015, obbligatoria prima di ogni chiamata.

Elementi aggiuntivi per il contratto intermittente con pluralità di sedi operative: quando il datore ha più sedi e il lavoratore intermittente può essere convocato in sedi diverse, il contratto deve indicare: l'elenco delle sedi o la formula generica «in qualsiasi sede del datore nel territorio indicato» e il diritto del lavoratore a ricevere il rimborso delle spese di trasferta (ex art. 51 c. 5 TUIR — Testo Unico Imposte sui Redditi) per le chiamate in sedi diverse dalla sede principale. La clausola sulla formazione obbligatoria in materia di sicurezza (D.Lgs. 81/2008, artt. 36-37, Accordo Stato-Regioni 21 dicembre 2011) deve specificare che il lavoratore intermittente ha ricevuto o riceverà la formazione generale (4 ore) e specifica (dai 4 ai 12 ore a seconda del settore di rischio) prima del primo utilizzo; la documentazione della formazione (registro presenze, attestato) deve essere conservata dal datore. Il CCNL applicato al settore del datore deve essere esplicitamente indicato e allegato (nella versione in vigore) al contratto; in caso di variazione del CCNL nel corso del rapporto, il datore deve comunicare la variazione al lavoratore per iscritto entro 1 giorno dal cambiamento (art. 4 D.Lgs. 104/2022). La clausola sulla protezione dei dati personali ex Reg. UE 2016/679 (GDPR) è obbligatoria: il contratto deve contenere la designazione del lavoratore intermittente come soggetto autorizzato al trattamento dei dati personali (art. 29 GDPR) per le finalità legate all'esecuzione della prestazione lavorativa.

Come compilare il tuo Contratto di Lavoro Intermittente (a Chiamata)

Per compilare correttamente il Contratto di Lavoro Intermittente in Italia, procedere seguendo questi passaggi. Nella sezione dati del datore, inserire la denominazione esatta dalla visura camerale della Camera di Commercio, la partita IVA, la sede legale e il nome del legale rappresentante. Nella sezione dati del lavoratore, indicare nome, cognome, data e luogo di nascita, codice fiscale e residenza anagrafica. Per il fondamento normativo del contratto intermittente, specificare l'attività della tabella R.D. 2657/1923 che giustifica il ricorso a questa tipologia (es. 'servizio di sala e cucina per banchetti — tabella allegata R.D. 2657/1923') oppure la previsione del CCNL di categoria. Per il CCNL, indicare il contratto collettivo applicato al settore del datore. Per la scelta con/senza disponibilità garantita, valutare: se si vuole che il lavoratore sia obbligato a rispondere alle chiamate, è necessario prevedere l'indennità di disponibilità (minimo 20% della retribuzione CCNL per i periodi di inattività); se si vuole lasciare il lavoratore libero di rifiutare le singole chiamate, non si prevede l'obbligo di risposta né l'indennità. Per le modalità di convocazione, indicare come avviene la chiamata (telefono, SMS, e-mail) e il preavviso minimo. Prima di ogni chiamata, trasmettere la comunicazione preventiva all'INPS tramite il portale co.comunicazioni.inps.it. Trasmettere la comunicazione UNILAV al Centro per l'Impiego entro le ore 24 del giorno antecedente l'inizio del primo utilizzo.

Passaggi operativi per la comunicazione preventiva INPS tramite portale co.comunicazioni.inps.it: accedere al portale con SPID, CIE o CNS del datore di lavoro; selezionare «Comunicazione lavoro intermittente»; inserire: codice fiscale del lavoratore, data e ora di inizio della prestazione, data e ora di fine (se prevedibile), codice comunicazione del contratto intermittente registrato nell'anagrafica INPS. Il sistema genera un codice identificativo della comunicazione (da annotare su un registro interno per ogni singola chiamata). In caso di errore nella comunicazione, è possibile effettuare una rettifica o una revoca entro l'ora della comunicazione stessa; dopo tale limite, la comunicazione è definitiva e non modificabile — la sanzione si applica comunque se la comunicazione era tardiva. Il contratto deve essere conservato per almeno 5 anni dopo la scadenza del rapporto ai sensi dell'art. 2220 c.c. (libri obbligatori delle imprese) e deve essere esibito in originale all'Ispettorato Territoriale del Lavoro in caso di ispezione. La busta paga del lavoratore intermittente deve indicare separatamente: retribuzione per le giornate di lavoro effettivo; indennità di disponibilità per i periodi di inattività (se prevista); ratei di ferie, tredicesima, TFR maturati nel periodo; contributi INPS/INAIL versati — il tutto distinguendo chiaramente le voci relative alla disponibilità da quelle relative alle giornate lavorate.

Errori comuni da evitare nel tuo Contratto di Lavoro Intermittente (a Chiamata)

Il Contratto di Lavoro Intermittente in Italia presenta insidie ricorrenti che espongono il datore a contestazioni dell'Ispettorato Territoriale del Lavoro (ITL) e a richieste di conversione del rapporto da parte del lavoratore. L'errore più frequente è l'utilizzo del contratto intermittente al di fuori delle ipotesi previste dall'art. 13 D.Lgs. 81/2015: molti datori stipulano contratti intermittenti per esigenze strutturali e continuative di personale, erroneamente convinti di limitare il costo del lavoro, senza rendersi conto che l'ITL può riqualificare il rapporto come contratto a tempo indeterminato con recupero contributivo. Un secondo errore comune è dimenticare la comunicazione preventiva INPS prima di ogni singola chiamata (art. 17 D.Lgs. 81/2015): la mancata comunicazione, anche per una sola giornata, comporta sanzione da 400 a 2.400 euro. Molti datori non tengono un registro aggiornato delle giornate di lavoro intermittente e si trovano a superare inavvertitamente il limite delle 400 giornate triennali, con automatica conversione del contratto a tempo indeterminato. Un errore ricorrente riguarda l'indennità di disponibilità: i datori che prevedono l'obbligo di risposta senza prevedere l'indennità (o prevedendola in misura inferiore al minimo del D.M. 10 marzo 2004) espongono il lavoratore a inadempimento contrattuale e si espongono a richieste risarcitorie. Va evitato di utilizzare il contratto intermittente come alternativa al contratto a termine nelle situazioni in cui la prestazione è prevedibile in anticipo e stabile nel tempo: in questi casi il contratto a termine con causale (artt. 19-29 D.Lgs. 81/2015) è la forma giuridica corretta.

Errore 6 — Utilizzare il contratto intermittente per lavoratori già impiegati a tempo indeterminato nelle stesse mansioni: la Cass. civ., sez. lav., n. 9250/2022, ha affermato che la stipula di un contratto intermittente con un lavoratore già stabilmente impiegato nelle stesse mansioni è indice di simulazione in frode alla legge, con automatica conversione del contratto a tempo indeterminato. Errore 7 — Non distinguere tra giornate di disponibilità e giornate di lavoro effettivo nel calcolo delle 400 giornate: i periodi di disponibilità garantita (in cui il lavoratore è remunerato ma non lavora) non si contabilizzano nel limite delle 400 giornate; contano solo le giornate di effettivo svolgimento della prestazione. Errore 8 — Non formalizzare per iscritto il rifiuto del lavoratore alla chiamata (nel contratto senza obbligo di risposta): sebbene il rifiuto non sia disciplinarmente sanzionabile, un registro delle chiamate e dei rifiuti tutela il datore in caso di contestazioni successive sulla natura del rapporto. Errore 9 — Dimenticare che il lavoratore intermittente ha diritto alla NASpI: il lavoratore intermittente che perde involontariamente il lavoro ha diritto all'indennità di disoccupazione NASpI ex art. 1 D.Lgs. 22/2015, calcolata sulle settimane contribuite; il datore deve versare il contributo addizionale NASpI del 1,4% sulla retribuzione imponibile per ogni giornata di lavoro effettivo. Errore 10 — Non prevedere un meccanismo di verifica del rispetto del limite delle 400 giornate in caso di pluralità di lavoratori intermittenti: le aziende con molti lavoratori intermittenti devono implementare un sistema di monitoraggio centralizzato (es. foglio lavoro mensile per singolo lavoratore con riportato il conteggio triennale) per non incorrere in conversioni automatiche a tempo indeterminato.

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Domande frequenti

Modello con riferimenti normativi — Modello aggiornato l'ultima volta a giugno 2026

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