Domanda di Occupazione di Suolo Pubblico
D.Lgs. 507/1993; art. 1 commi 816-847 L. 160/2019 — Canone Unico Patrimoniale
Intestazione
DOMANDA DI AUTORIZZAZIONE ALL'OCCUPAZIONE DI SUOLO PUBBLICO
(ai sensi del D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507 e dell'art. 1 commi 816-847 L. 27 dicembre 2019, n. 160 — Canone Unico Patrimoniale)
All'Ente destinatario: [Ente Destinatario Occupazione]
Dati del Richiedente
IL/LA SOTTOSCRITTO/A (RICHIEDENTE)
Nome / Denominazione: [Nome Richiedente]
Codice fiscale / P.IVA: [Codice Fiscale Richiedente]
Residenza / Sede: [Residenza Sede]
PEC: [Pec Richiedente]
Telefono: [Telefono Richiedente]
Numero REA / Camera di Commercio: [Rea Camera]
Richiesta di Autorizzazione
CHIEDE
di essere autorizzato/a all'occupazione di suolo pubblico nei termini di seguito indicati:
TIPO DI OCCUPAZIONE
Tipologia: [Tipo Occupazione]
Descrizione: [Descrizione Occupazione]
Superficie da occupare: [Superficie Occupata] mq
LOCALIZZAZIONE
Indirizzo: [Indirizzo Occupazione]
Attività esercitata nel locale: [Attivita Esercitata]
DURATA
Tipologia: [Durata Occupazione]
Dal: [Data Inizio Occupazione] — Al: [Data Fine Occupazione]
Dichiarazioni e Impegni
DICHIARA E SI IMPEGNA
Il/La sottoscritto/a dichiara, ai sensi dell'art. 46 D.P.R. 445/2000, di essere in possesso di tutti i requisiti soggettivi richiesti dalla normativa vigente per l'ottenimento della concessione e di non avere pendenze con il Comune per precedenti occupazioni di suolo pubblico.
Si impegna a: rispettare tutte le prescrizioni dell'atto di concessione; versare il canone unico patrimoniale nei termini indicati ai sensi dell'art. 1 commi 816-847 L. 160/2019; ripristinare il suolo pubblico a proprio carico al termine dell'occupazione; mantenere in sicurezza le strutture installate; rispettare le norme del Codice della Strada (D.Lgs. 285/1992) e i regolamenti comunali vigenti.
Dati personali trattati ai sensi del Reg. UE 2016/679 (GDPR) e del D.Lgs. 196/2003 per le finalità connesse al procedimento amministrativo.
Firma
Luogo e data: [Luogo Istanza], [Data Istanza]
Firma del richiedente: _________________________
ALLEGATI: planimetria in scala dell'area da occupare; fotografie dello stato attuale; copia documento di identità; visura camerale (se impresa); documentazione tecnica delle strutture; eventuale nulla osta Soprintendenza.
Richiedente (Titolare / Legale Rappresentante)
________________
Signature
Che cos'è Domanda di Occupazione di Suolo Pubblico?
La Domanda di Occupazione di Suolo Pubblico in Italia è l'atto disciplinato da D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507; art. 1 commi 816-847 L. 27 dicembre 2019, n. 160; art. 19 L. 241/1990.
La natura giuridica dell'autorizzazione all'occupazione del suolo pubblico è quella della concessione amministrativa di uso di bene demaniale. La concessione non trasferisce la proprietà del suolo — che rimane pubblica — ma attribuisce al concessionario un diritto di uso esclusivo per la durata e nelle condizioni stabilite dall'atto. Il Consiglio di Stato, con sentenza Sez. V n. 7625/2019, ha ribadito che la revoca dell'autorizzazione all'occupazione del suolo pubblico per sopravvenute ragioni di interesse pubblico è legittima ai sensi dell'art. 21-quinquies L. 241/1990, ma impone il pagamento di un indennizzo al concessionario per il pregiudizio economico subito dalla revoca anticipata. La giurisprudenza del TAR Lombardia (sentenza n. 1802/2021) ha inoltre chiarito che il silenzio-assenso ex art. 20 L. 241/1990 si applica alle domande di autorizzazione all'occupazione di suolo pubblico connesse ad attività produttive, purché il Comune non abbia escluso espressamente tale istituto nel proprio regolamento per il canone unico.
Quando serve Domanda di Occupazione di Suolo Pubblico?
La domanda di occupazione di suolo pubblico in Italia è indispensabile ogni volta che si intende utilizzare in modo esclusivo, anche temporaneo, una porzione di area pubblica o ad uso pubblico. Le situazioni che richiedono la presentazione dell'istanza includono: l'installazione di dehors (tavolini, sedie, pedane, gazebo, fioriere, ombrelloni, pareti laterali) all'esterno di un pubblico esercizio (bar, ristorante, pizzeria, gelateria, pub) su marciapiede, piazza o area pedonale adiacente al locale; la realizzazione di cantieri edili con ponteggi, trabattelli, gru a torre, transenne di sicurezza, containers per materiali o baracche di cantiere che occupano la sede stradale o il marciapiede (artt. 21 e 22 D.Lgs. 285/1992); l'installazione di chioschi, edicole, banchi di mercato e strutture simili su aree pubbliche in concessione; l'installazione di impianti pubblicitari (cartelloni stradali, totem, display a LED, bandiere pubblicitarie) su suolo pubblico; l'organizzazione di eventi, fiere, mercatini, concerti, sagre, manifestazioni sportive, spettacoli circensi che richiedono l'uso di piazze, strade o aree verdi pubbliche; il parcheggio di mezzi pesanti, rimorchi o strutture mobili su aree pubbliche per periodi superiori a quelli consentiti dalla sosta ordinaria; l'installazione di ponti radio, antenne o cavi su edifici privati con protrusione nello spazio aereo pubblico. L'obbligo vale sia per le occupazioni a carattere permanente (oltre l'anno) sia per quelle temporanee (anche di un solo giorno).
Un'area applicativa in forte crescita riguarda le installazioni di infrastrutture per le telecomunicazioni (antenne 5G, small cell, ripetitori) su suolo pubblico o su edifici privati con protrusione nello spazio pubblico: tali installazioni sono soggette all'autorizzazione comunale ex art. 86 ss. D.Lgs. 259/2003 (Codice delle Comunicazioni Elettroniche) e al canone unico patrimoniale per la parte di suolo o spazio aereo pubblico occupato. Un secondo ambito emergente è quello della mobilità elettrica: l'installazione di colonnine di ricarica per veicoli elettrici su suolo pubblico richiede la domanda di occupazione di suolo pubblico e il pagamento del canone unico, con l'aggiunta delle autorizzazioni settoriali previste dal D.Lgs. 257/2016 (recepimento Direttiva 2014/94/UE sull'infrastruttura per i combustibili alternativi). I termini di presentazione delle domande variano inoltre in funzione del regime normativo applicabile: per i dehors soggetti alla L.R. applicabile (ogni Regione italiana ha proprie norme sul governo del territorio che influenzano i tempi istruttori), i tempi possono essere più lunghi di quelli previsti dalla sola normativa statale.
Un aspetto spesso trascurato riguarda le occupazioni del sottosuolo pubblico: la posa di cavi, condutture, fibre ottiche e reti tecnologiche nel sottosuolo stradale richiede l'autorizzazione del Comune ai sensi dell'art. 27 D.Lgs. 285/1992 e del D.Lgs. 15 febbraio 2016, n. 33 (recepimento della Direttiva 2014/61/UE sulle infrastrutture fisiche per le reti di comunicazione elettronica ad alta velocita'). Questi interventi sono spesso soggetti a procedura SUAP con tempi istruttori piu' lunghi rispetto alle occupazioni in superficie, e richiedono la presentazione di elaborati tecnici specifici sulla profondita' e la tipologia degli scavi nonche' la preventiva consultazione del catasto delle reti interrate del Comune.
Cosa includere nel tuo Domanda di Occupazione di Suolo Pubblico
Una domanda di occupazione di suolo pubblico in Italia valida ed efficace deve contenere i seguenti elementi essenziali. Primo: i dati completi del richiedente (nome e cognome o denominazione sociale, codice fiscale o partita IVA, indirizzo di residenza o sede legale, PEC o indirizzo email certificato per le comunicazioni ufficiali ai sensi del CAD, D.Lgs. 82/2005). Per le imprese: numero REA e sede della Camera di Commercio competente (art. 2188 c.c.; D.P.R. 581/1995). Secondo: la tipologia esatta di occupazione richiesta (dehors stagionale, cantiere, evento, chiosco permanente, impianto pubblicitario, ecc.) con descrizione tecnica delle strutture da installare. Terzo: l'individuazione catastale o topografica precisa dell'area da occupare (via, numero civico, superficie in mq, planimetria allegata in scala). Quarto: la durata dell'occupazione — data di inizio e data di fine; per le occupazioni permanenti va indicata la scadenza del ciclo annuale (di solito 31 dicembre). Quinto: la descrizione dettagliata dell'attività connessa all'occupazione (es. somministrazione di alimenti e bevande, lavori edili ex permesso di costruire n. [...], manifestazione [nome], commercio su area pubblica). Sesto: le misure di sicurezza adottate per i fruitori dello spazio pubblico (transenne, segnaletica, illuminazione, percorsi alternativi per pedoni). Settimo: autocertificazione ai sensi dell'art. 46 D.P.R. 445/2000 circa l'assenza di condanne penali ostative al rilascio della concessione. Ottavo: l'impegno al pagamento del canone unico patrimoniale ex L. 160/2019. Nono: firma autografa o digitale del richiedente. Forms-legal.com fornisce il modello aggiornato alle ultime circolari ministeriali e ai regolamenti comunali tipo adottati dall'ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani).
Decimo elemento: la polizza assicurativa per la responsabilità civile verso terzi. Per le occupazioni che creano situazioni di rischio per i passanti o per il traffico veicolare — cantieri, strutture temporanee per eventi, installazioni mobili — molti Comuni richiedono come condizione per il rilascio dell'autorizzazione la stipula di una polizza RC terzi con massimale minimo (tipicamente da € 500.000 a € 2.000.000 per sinistro, a seconda della superficie e del rischio). Undicesimo elemento: la documentazione relativa alla classificazione acustica della manifestazione, quando l'occupazione è connessa a un evento con amplificazione sonora: il D.P.C.M. 5 dicembre 1997 (limiti di immissione acustica) e il D.Lgs. 194/2005 (mappatura acustica) si applicano alle manifestazioni all'aperto; molti Comuni richiedono una relazione previsionale di impatto acustico redatta da tecnico competente in acustica ambientale abilitato. Forms-legal.com guida il richiedente attraverso tutti questi elementi con un modulo strutturato che riduce il rischio di rigetto dell'istanza per incompletezza.
Le modalita' di calcolo del canone patrimoniale di concessione di occupazione del suolo pubblico (OSP) introdotto dalla L. 160/2019 come canone unico sono disciplinate dai regolamenti comunali, che devono essere adottati nel rispetto dei criteri di legge. Il canone si calcola moltiplicando la tariffa base unitaria (euro/mq/giorno o euro/ml/giorno a seconda della tipologia di occupazione) per la superficie o la lunghezza occupata e per il numero di giorni di occupazione. Il D.L. 14 dicembre 2018, n. 135 (convertito dalla L. 11 febbraio 2019, n. 12) ha stabilito che le tariffe OSP devono essere differentiate tra occupazioni temporanee e permanenti, tra occupazioni di suolo in zone ad alto traffico e zone periferiche, e tra occupazioni effettuate da imprese commerciali e da privati cittadini. La mancata applicazione delle tariffe corrette puo' costituire elusione del tributo soggetta a recupero con sanzioni e interessi ex art. 1, comma 816, L. 160/2019.
Come compilare il tuo Domanda di Occupazione di Suolo Pubblico
Per compilare e presentare correttamente la domanda di occupazione di suolo pubblico in Italia seguire questi passaggi operativi. Fase uno: identificare l'ufficio competente — per le attività produttive rivolgersi al SUAP (D.P.R. 160/2010), per le occupazioni non commerciali all'Ufficio Patrimonio o Viabilità del Comune. Fase due: consultare il Regolamento per il canone unico patrimoniale del Comune interessato per conoscere le tariffe vigenti, i termini di presentazione e i moduli specifici richiesti (molti Comuni hanno moduli propri scaricabili dal sito istituzionale). Fase tre: preparare la documentazione tecnica — planimetria in scala con indicazione dell'area da occupare, fotografie dello stato attuale del sito, schede tecniche delle strutture, titolo abilitativo (per i cantieri). Fase quattro: compilare il modulo con tutti i dati richiesti, avendo cura di indicare con precisione la superficie in mq (determinante per il calcolo del canone), le date di inizio e fine, e il tipo di strutture o attività. Fase cinque: allegare copia del documento di identità del richiedente e la visura camerale se impresa. Fase sei: presentare la domanda in anticipo rispetto alla data di inizio dell'occupazione (almeno 15–30 giorni per le occupazioni semplici; almeno 60 giorni per gli eventi di grande dimensione o per le strutture soggette a parere della Soprintendenza). Fase sette: attendere il rilascio dell'atto autorizzativo (provvedimento di concessione o silenzio-assenso ex art. 9 L. 241/1990 trascorso il termine di conclusione del procedimento). Fase otto: versare il canone unico entro i termini indicati nell'atto, tramite F24 o pagoPA.
Per le domande presentate tramite il portale SUAP telematico, verificare che la Procura Speciale (se il richiedente si avvale di un intermediario abilitato — commercialista, consulente del lavoro, CAF) sia allegata in formato PDF firmato digitalmente. Il portale impresainungiorno.gov.it gestito dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy consente la presentazione telematica delle domande SUAP in oltre 7.000 Comuni italiani: inserire i dati del richiedente con la firma digitale CNS/CIE, allegare la planimetria in formato DWG o PDF/A, e selezionare il codice procedura corrispondente al tipo di occupazione richiesta. Il codice ISTAT del Comune destinatario è necessario per instradare correttamente la domanda nel sistema; verificarlo sul portale ISTAT o nel sito istituzionale del Comune. Al termine della compilazione, il sistema genera un numero di protocollo che certifica la data di presentazione: conservarlo come prova dell'avvio del procedimento ai fini del calcolo del silenzio-assenso e come riferimento nelle comunicazioni successive con l'ufficio.
Nella compilazione della comunicazione per occupazioni temporanee di breve durata (fino a 72 ore) molti Comuni hanno adottato moduli semplificati rispetto alla SCIA ordinaria: verificare sempre il sito istituzionale del Comune prima di procedere. Per occupazioni con posa di cantiere o impalcature, e' obbligatorio allegare il piano di sicurezza per i lavori su strada redatto ai sensi del D.Lgs. 81/2008 e, per lavori su strade statali o provinciali, il nulla osta dell'Ente gestore (ANAS o Provincia). Le fotografie geo-referenziate dell'area occupanda, richieste da numerosi Comuni, devono essere scattate entro 7 giorni precedenti la presentazione della domanda per garantirne l'attualita'. La firma digitale del richiedente (o del suo delegato con delega autenticata ex D.P.R. 445/2000, art. 38) e' richiesta per la validita' della comunicazione telematica al SUAP; l'uso di firme elettroniche non qualificate e' accettato solo per istanze di minimo impatto ai sensi del CAD.
Requisiti legali per Domanda di Occupazione di Suolo Pubblico
La domanda di occupazione di suolo pubblico in Italia è disciplinata dal D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507 e dall'art. 1 commi 816–847 L. 27 dicembre 2019, n. 160 (canone unico patrimoniale). Il procedimento amministrativo segue le regole generali della L. 7 agosto 1990, n. 241: responsabile del procedimento (art. 5), termine di conclusione (art. 2), obbligo di motivazione del diniego (art. 3), silenzio-assenso nei casi previsti (art. 20), accesso agli atti (artt. 22–28). Per le occupazioni di strade pubbliche si applica il D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285 (Codice della Strada, artt. 20–27) e il relativo Regolamento di esecuzione D.P.R. 495/1992. Per i dehors in zone sottoposte a tutela paesaggistica o dei beni culturali è necessario il nulla osta della Soprintendenza ai sensi del D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio). Per le attività produttive il D.P.R. 7 settembre 2010, n. 160 regolamenta il procedimento SUAP in forma telematica. Il Reg. UE 2016/679 (GDPR) governa il trattamento dei dati personali del richiedente da parte dell'amministrazione comunale. Le sanzioni per occupazione abusiva sono previste dal D.Lgs. 507/1993, dal D.Lgs. 285/1992 (Codice della Strada) e dal regolamento comunale.
Norme speciali si applicano alle diverse tipologie di occupazione. Per i cantieri edili: l'art. 21 D.Lgs. 285/1992 (Codice della Strada) prevede che il Comune possa imporre condizioni all'occupazione della carreggiata (orari di lavoro, larghezza minima del corridoio di transito, illuminazione notturna); la violazione di queste condizioni espone il titolare del cantiere a sanzioni amministrative ex art. 20 D.Lgs. 285/1992 (ammenda da € 422 a € 1.682) e all'obbligo di immediato ripristino. Per gli impianti pubblicitari permanenti: la collocazione di cartelloni pubblicitari su suolo pubblico è soggetta al Piano Generale degli Impianti Pubblicitari adottato dal Comune ai sensi dell'art. 3 D.Lgs. 507/1993 e del D.P.R. 495/1992 (artt. 47-53); gli impianti non conformi al Piano sono rimossi a spese dell'occupante. Per le manifestazioni con più di 5.000 partecipanti: il Prefetto, ai sensi dell'art. 18 T.U.L.P.S. (R.D. 773/1931), deve essere preventivamente informato; la Questura può richiedere un piano di sicurezza e la predisposizione di un servizio di ordine privato. Il Tribunale Amministrativo Regionale competente per il territorio è il giudice di prima istanza per i ricorsi contro i dinieghi e le revoche delle autorizzazioni all'occupazione (art. 29 D.Lgs. 104/2010).
La L. 28 luglio 2016, n. 154 e il D.Lgs. 152/2006 si applicano quando l'occupazione del suolo pubblico comporta lavorazioni che possono interessare suoli potenzialmente contaminati (aree ex industriali, discariche, siti bonificati): in questi casi e' necessaria la caratterizzazione ambientale del sito prima dell'inizio degli scavi e l'eventuale attivazione della procedura di bonifica ex artt. 239 ss. D.Lgs. 152/2006. La responsabilita' ambientale per i danni al suolo causati durante l'occupazione ricade sull'occupante ai sensi dell'art. 311 D.Lgs. 152/2006 (danno ambientale), con obbligo di ripristino a proprie spese anche se l'occupazione era regolarmente autorizzata. Il TAR Lazio con sentenza n. 9812/2020 ha confermato la legittimita' della revoca dell'autorizzazione all'occupazione quando l'occupante non abbia adottato le misure di sicurezza imposte nell'atto autorizzativo.
Ulteriore profilo da non trascurare: per le occupazioni con mezzi di cantiere che transitano su aree portuali o aeroportuali, e' necessario il preventivo nulla osta dell'Autorita' Portuale o dell'Ente di gestione aeroportuale (ENAC), oltre all'autorizzazione comunale. Il D.Lgs. 169/2016 disciplina la governance delle autorita' di sistema portuale e prevede procedure autorizzative proprie che si affiancano (e non sostituiscono) quelle comunali. Conservare copia di tutte le autorizzazioni per almeno cinque anni dalla fine dell'occupazione e' raccomandato ai fini probatori in caso di contenzioso successivo.
Errori comuni da evitare nel tuo Domanda di Occupazione di Suolo Pubblico
Gli errori più frequenti nella domanda di occupazione di suolo pubblico in Italia sono i seguenti. Primo errore: presentare la domanda a ridosso della data di inizio dell'occupazione, senza considerare i tempi istruttori dell'ufficio (tipicamente 15–60 giorni) — il risultato è di dover posticipare l'inizio dei lavori o dell'evento oppure di rischiare sanzioni per occupazione non ancora autorizzata. Secondo errore: indicare una superficie inferiore a quella effettivamente occupata — l'ufficio accerta la superficie reale in sede di sopralluogo e applica le sanzioni per la superficie non dichiarata, oltre al conguaglio del canone. Terzo errore: omettere la richiesta del parere della Soprintendenza per le strutture installatein zone soggette a vincolo paesaggistico o monumentale ex D.Lgs. 42/2004 — senza tale parere l'autorizzazione comunale non può essere rilasciata e l'istallazione è illegittima. Quarto errore: non versare il canone unico nei termini indicati dall'atto di concessione — il mancato pagamento comporta la revoca dell'autorizzazione, sanzioni pecuniarie e iscrizione a ruolo del debito da parte dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione. Quinto errore: non rinnovare l'autorizzazione alla scadenza e continuare l'occupazione senza titolo valido, confidando in un rinnovo implicito — l'occupazione senza autorizzazione è sanzionabile anche se la struttura era precedentemente autorizzata. Sesto errore: non verificare se il Comune dispone di piani particolareggiati o regolamenti che limitano l'installazione di dehors in determinate aree (zone ZTL, centri storici vincolati, strade a traffico intenso) prima di presentare la domanda.
Settimo errore: non ottenere la polizza RC terzi prima dell'inizio dell'occupazione quando richiesta dal Comune — molte amministrazioni prevedono come condizione risolutiva dell'autorizzazione la mancata stipula o il mancato rinnovo della polizza, con conseguente decadenza automatica del titolo. Ottavo errore: rimuovere la segnaletica di cantiere o le transenne di sicurezza prima della conclusione dei lavori — la violazione delle condizioni di sicurezza imposte nell'atto di autorizzazione può comportare la sospensione immediata dell'occupazione da parte della Polizia Locale e una segnalazione all'autorità giudiziaria per la violazione delle norme di sicurezza ex art. 673 c.p. (omissione di segnali di pericolo). Nono errore: non comunicare le variazioni sostanziali dell'occupazione (aumento della superficie, proroga del termine, modifica delle strutture) senza preventiva richiesta di modifica dell'autorizzazione — la variazione non autorizzata è equiparata a una nuova occupazione abusiva per la parte eccedente quella autorizzata. Decimo errore: non conservare copia dell'autorizzazione sul luogo dell'occupazione — la Polizia Locale ha facoltà di sospendere i lavori o sgomberare l'area se il responsabile sul posto non esibisce il titolo autorizzativo al momento del controllo.
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}Domande frequenti
Il canone unico patrimoniale (CUP) è il tributo istituito dall'art. 1, commi 816–847, della Legge 27 dicembre 2019, n. 160 (Legge di Bilancio 2020) con decorrenza dal 1° gennaio 2021. Il canone unico ha accorpato e sostituito il precedente regime plurale composto da: la tassa per l'occupazione di spazi e aree pubbliche (TOSAP, D.Lgs. 507/1993), il canone per l'occupazione di spazi e aree pubbliche (COSAP, art. 63 D.Lgs. 446/1997) e il canone per l'installazione di mezzi pubblicitari (CIMP, D.Lgs. 507/1993). Oggi tutti i Comuni applicano il canone unico sulla base di tariffe deliberate annualmente dal Consiglio Comunale, nel rispetto delle tariffe minime fissate dalla legge (comma 842 L. 160/2019). Il canone è dovuto da chiunque occupi, anche temporaneamente, spazi ed aree pubbliche o soggette a uso pubblico (strade, piazze, marciapiedi, aree verdi, spazio aereo sovrastante). La richiesta di autorizzazione all'occupazione deve essere presentata al SUAP (Sportello Unico per le Attività Produttive) del Comune o direttamente all'ufficio competente. Il canone si calcola moltiplicando la superficie occupata (in mq) per la tariffa giornaliera o annuale stabilita dal Comune, con eventuali maggiorazioni per le zone di pregio o riduzioni per le aree periferiche.
Qualsiasi occupazione di spazio o area pubblica, anche temporanea, richiede l'autorizzazione del Comune competente ai sensi del D.Lgs. 507/1993 e del canone unico L. 160/2019. Le fattispecie più frequenti comprendono: i dehors e le strutture amovibili (tavolini, sedie, ombrelloni, fioriere, pedane) installati da bar, ristoranti, caffè o locali di pubblico esercizio sul marciapiede o sulla piazza antistante; i cantieri edili con installazione di ponteggi, gru, transenne, containers o depositi di materiali su suolo pubblico; i chioschi e le edicole collocati su aree pubbliche o in concessione; gli impianti pubblicitari (cartelloni, totem, display digitali, stendardi) collocati in aree pubbliche; le manifestazioni, gli eventi e i mercati su aree pubbliche (mercatini, fiere, spettacoli, concerti, maratone); le installazioni di strutture temporanee per matrimoni, battesimi, cerimonie su suolo pubblico; i lavori di allaccio alle reti pubbliche (acqua, gas, fognatura, fibra ottica) con manomissione del suolo; gli impianti tecnici e le antenne su edifici privati che si protendono sullo spazio aereo pubblico. La distinzione fondamentale è tra occupazione permanente (superiore all'anno solare, soggetta ad autorizzazione rinnovabile) e occupazione temporanea (inferiore all'anno, soggetta ad autorizzazione di durata determinata).
I termini variano in base al Regolamento comunale per il canone unico, che ogni Comune adotta ai sensi del comma 847 L. 160/2019. In linea generale: per le occupazioni permanenti (dehors stagionali ripetuti, chioschi, edicole), la domanda va presentata con un anticipo minimo di 30–60 giorni prima dell'inizio dell'occupazione; per le occupazioni temporanee (cantieri, eventi, manifestazioni), l'anticipo minimo è di 7–30 giorni, a seconda della complessità. Alcuni Comuni, per le occupazioni di brevissima durata (un giorno, un weekend) legate a eventi, prevedono procedure semplificate con termini ridotti a 5–7 giorni. Occupare suolo pubblico senza autorizzazione comporta: la rimozione immediata dei manufatti o delle strutture da parte del Comune a spese dell'occupante (art. 823 c.c.); l'irrogazione di sanzioni amministrative ai sensi del D.Lgs. 507/1993 e del regolamento comunale; il pagamento del canone per il periodo di occupazione abusiva, maggiorato di sanzioni pecuniarie. In caso di cantieri edili non autorizzati, interviene anche la normativa urbanistica (D.P.R. 380/2001) con conseguenze amministrative e penali ulteriori. L'art. 20 del Codice della Strada (D.Lgs. 285/1992) disciplina le occupazioni delle strade con sanzioni proprie.
Il canone unico patrimoniale di cui all'art. 1 commi 816–847 L. 160/2019 si calcola moltiplicando la superficie effettiva occupata (espressa in mq, con arrotondamento all'unità superiore) per la tariffa giornaliera o annuale stabilita dal Consiglio Comunale con apposita delibera. La legge fissa una tariffa base minima differenziata per: strade di categoria A (autostrade e raccordi) — tariffe più elevate; strade di categoria B (strade extraurbane principali) e di categoria C e D; aree pedonali e strade nei centri storici — tariffe maggiorate fino al doppio rispetto alle tariffe base; le strutture rimosse e rimontate stagionalmente (dehors) godono di una riduzione del 30% della superficie ai sensi del comma 838. Per i cantieri edili il canone si calcola sulla superficie occupata dalla recinzione, dal ponteggio e dai baraccamenti. Il Comune può maggiorare le tariffe base fino al 50% nelle zone di pregio, nei centri storici e lungo gli assi commerciali principali. Le strutture trasparenti (gazebo in vetro o policarbonato) sono talvolta esentate dal computo della superficie ai sensi di alcuni regolamenti comunali. Il versamento avviene, di regola, entro 30 giorni dall'autorizzazione, tramite Modello F24 con il codice tributo specifico assegnato dal Comune, o tramite pagoPA.
La documentazione da allegare alla domanda di occupazione di suolo pubblico varia in base alla tipologia di occupazione richiesta, al regolamento del Comune destinatario e alle norme di settore applicabili. In generale, la domanda deve essere corredata da: a) planimetria in scala (1:500 o 1:200) dell'area da occupare, con indicazione delle dimensioni in mq e dei confini rispetto ai manufatti pubblici (carreggiata, marciapiede, arredo urbano, beni tutelati); b) documentazione fotografica del sito allo stato attuale; c) per i dehors: progetto grafico del manufatto, schede tecniche dei materiali, eventuale parere della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici qualora il fabbricato prospiciente sia sottoposto a tutela ai sensi del D.Lgs. 42/2004 (Codice dei Beni Culturali); d) per i cantieri edili: copia del titolo abilitativo (permesso di costruire, SCIA edilizia, CILA ai sensi del D.P.R. 380/2001), piano di sicurezza e disegno del ponteggio; e) copia del documento di identità del richiedente e, se impresa, visura camerale e numero REA della Camera di Commercio; f) copia dell'atto costitutivo o statuto per le associazioni; g) per gli eventi: programma della manifestazione, progetto di allestimento, polizza assicurativa per la responsabilità civile verso terzi; h) autocertificazione ai sensi dell'art. 46 D.P.R. 445/2000 circa il possesso dei requisiti soggettivi (assenza di condanne ostative, iscrizione al Registro Imprese).
La competenza sull'istruttoria della domanda di occupazione del suolo pubblico dipende dalla tipologia di occupazione e dal Comune. Per le occupazioni connesse all'esercizio di un'attività produttiva o commerciale (dehors di bar e ristoranti, chioschi, installazione di impianti pubblicitari, mercati), la competenza è dello Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP), che gestisce le pratiche in forma digitale tramite il portale impresainungiorno.gov.it o il portale SUAP del Comune, ai sensi del D.P.R. 7 settembre 2010, n. 160. Per le occupazioni a carattere non commerciale (cantieri edili, eventi culturali, manifestazioni di interesse pubblico, installazioni temporanee di associazioni no-profit), la competenza è solitamente dell'Ufficio Patrimonio, dell'Ufficio Viabilità o dell'Ufficio Lavori Pubblici del Comune, a seconda dell'organizzazione interna. Per le occupazioni di strade statali e provinciali, occorre rivolgersi rispettivamente all'ANAS (Azienda Nazionale Autonoma delle Strade, D.Lgs. 429/1994) e alla Provincia o Città Metropolitana. La domanda può essere presentata in forma cartacea allo sportello, via PEC (Posta Elettronica Certificata ai sensi del D.P.R. 68/2005) o tramite portale telematico del Comune, sempre con firma digitale o firma autografa scannerizzata.
Il rinnovo delle autorizzazioni all'occupazione di suolo pubblico per i dehors dei pubblici esercizi è disciplinato dalla normativa locale (regolamento comunale per il canone unico) e dalla normativa statale. A seguito del D.L. 31 maggio 2021, n. 77 (convertito dalla L. 108/2021, cd. 'Decreto Semplificazioni-bis'), molti Comuni hanno introdotto procedure semplificate per il rinnovo annuale delle autorizzazioni per dehors già esistenti, prevedendo la presentazione di un'apposita istanza di rinnovo con allegata documentazione semplificata (senza ripetere la progettazione già valutata negli anni precedenti) almeno 30 giorni prima della scadenza. Tuttavia, la normativa durante il periodo pandemico (D.L. 34/2020 e proroghe) ha previsto la semplificazione temporanea e il rinnovo automatico delle concessioni esistenti, misure ormai scadute. La normativa statale (art. 9 L. 241/1990 sul silenzio-assenso nei procedimenti autorizzatori) può operare favorevolmente in caso di ritardi dell'amministrazione nell'istruttoria del rinnovo, ove il regolamento comunale non escluda espressamente l'applicazione del silenzio-assenso. È sempre necessario verificare il Regolamento per il canone unico del Comune di interesse, poiché le procedure di rinnovo variano significativamente da Comune a Comune.
Questo modello è fornito esclusivamente a scopo informativo e non costituisce consulenza legale. Le leggi variano in base alla giurisdizione e cambiano nel tempo. Consulta un avvocato qualificato per una consulenza specifica per la tua situazione.Avviso legale completo
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