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Contratto di Consulenza Professionale

Contratto di Consulenza Professionale

artt. 2222-2238 c.c. · D.Lgs. 63/2018 · GDPR

Intestazione

CONTRATTO DI CONSULENZA PROFESSIONALE

ai sensi degli artt. 2222-2238 del Codice Civile (R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Parti Contraenti

PARTI CONTRAENTI

IL COMMITTENTE:

Denominazione: [Committente Denominazione]

P.IVA: [Committente P I V A]

Sede legale: [Committente Sede]

PEC: [Committente P E C]

Rappresentante legale: [Committente Rappresentante]

IL CONSULENTE:

Nome / Denominazione: [Consulente Denominazione]

Codice Fiscale: [Consulente C F]

P.IVA: [Consulente P I V A]

PEC: [Consulente P E C]

Albo professionale: [Albo Iscrizione]

Le parti come sopra identificate concordano quanto segue.

Art. 1 – Oggetto dell'Incarico

Art. 1 – OGGETTO DELL'INCARICO

Il Committente conferisce al Consulente, che accetta, l'incarico di svolgere la seguente consulenza professionale:

[Oggetto Consulenza]

Tipo di consulenza: [Tipo Consulenza].

Deliverable da consegnare: [Deliverable].

Il Consulente esegue l'incarico con la propria competenza e diligenza professionale ai sensi dell'art. 2222 c.c., impegnandosi con obbligazione di mezzi qualificati. L'esecuzione personale dell'incarico è richiesta ai sensi dell'art. 2232 c.c., salvo eventuali collaboratori sotto la responsabilità del Consulente.

Art. 2 – Compenso e Condizioni Economiche

Art. 2 – COMPENSO E CONDIZIONI ECONOMICHE

Per la prestazione di consulenza il Consulente ha diritto a un compenso pari a € [Importo Compenso] (IVA esclusa), con modalità di calcolo: [Tipo Compenso].

Sul compenso il Committente applicherà la ritenuta d'acconto IRPEF del 20% ex art. 25 D.P.R. 600/1973, ove prevista, e verserà il contributo INPS alla Gestione Separata per la quota a carico del committente (art. 2 co. 26 L. 335/1995), ove dovuto.

Rimborso spese vive: [Rimborso Spese]. Le spese documentate (trasporto, alloggio, vitto nei limiti di legge) saranno rimborsate a piè di lista oltre al compenso, ove previsto.

In caso di ritardo nel pagamento del compenso si applicano gli interessi moratori al tasso BCE + 8 punti percentuali ai sensi del D.Lgs. 9 ottobre 2002, n. 231.

Art. 3 – Durata e Recesso

Art. 3 – DURATA E RECESSO

L'incarico di consulenza ha durata: [Durata Incarico]. Decorre dal [Data Inizio] e, se a tempo determinato, si conclude il [Data Fine].

Il Committente può recedere in qualsiasi momento, corrispondendo al Consulente il compenso per le prestazioni già eseguite (art. 2237 c.c.). Il Consulente può recedere solo per giusta causa, con preavviso di almeno trenta giorni inviato a mezzo PEC.

Art. 4 – Riservatezza e Proprietà Intellettuale

Art. 4 – RISERVATEZZA E PROPRIETÀ INTELLETTUALE

Il Consulente si obbliga a mantenere riservate tutte le informazioni commerciali, finanziarie e tecniche del Committente acquisite nell'esecuzione dell'incarico, sia durante il contratto che successivamente alla sua conclusione, ai sensi del D.Lgs. 11 maggio 2018, n. 63 (tutela dei segreti commerciali) e degli artt. 2598-2600 c.c.

I deliverable e ogni opera intellettuale prodotta nell'ambito del presente incarico sono di esclusiva proprietà del Committente, che acquisisce tutti i diritti patrimoniali di sfruttamento ai sensi degli artt. 12 e 64-bis della L. 22 aprile 1941, n. 633 (Legge sul Diritto d'Autore).

Il Consulente, nella misura in cui tratta dati personali per conto del Committente nell'esecuzione dell'incarico, è nominato Responsabile del Trattamento ai sensi dell'art. 28 del Reg. UE 2016/679 (GDPR).

Art. 5 – Disposizioni Finali

Art. 5 – FORO COMPETENTE E LEGGE APPLICABILE

Per qualsiasi controversia derivante dal presente contratto è esclusivamente competente il Tribunale di [Luogo Firma]. Il contratto è regolato dalla legge italiana.

CLAUSOLA DI APPROVAZIONE SPECIFICA ex artt. 1341-1342 c.c.

Le parti dichiarano di avere letto e specificatamente approvato: Art. 3 (recesso unilaterale del committente), Art. 5 (foro competente).

Firme

[Luogo Firma], [Data Firma]

IL COMMITTENTE

[Committente Denominazione]

Rappresentato da: [Committente Rappresentante]

Firma: _________________________

IL CONSULENTE

[Consulente Denominazione]

Firma: _________________________

DOPPIA SOTTOSCRIZIONE ex art. 1341 c.c.:

IL COMMITTENTE: _________________________

IL CONSULENTE: _________________________

Committente

________________

Signature

Consulente

________________

Signature

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Che cos'è Contratto di Consulenza Professionale?

Il Contratto di Consulenza Professionale in Italia è il contratto con cui un professionista autonomo si obbliga a prestare, dietro corrispettivo, la propria opera intellettuale a favore di un committente, per un'attività determinata. La materia è disciplinata dagli artt. 2222-2238 del Codice Civile, relativi al contratto d'opera e alle professioni intellettuali.

L'art. 2222 c.c. disciplina il contratto d'opera, in cui un soggetto si obbliga a compiere un'opera o un servizio con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione; gli artt. 2229-2238 c.c. dettano la disciplina delle professioni intellettuali. L'obbligazione del consulente è, di regola, un'obbligazione di mezzi e non di risultato: egli è tenuto a prestare la propria attività con la diligenza qualificata richiesta dalla natura dell'incarico (art. 1176, comma 2, c.c.), senza garantire il conseguimento del risultato sperato. Per le prestazioni che implicano la soluzione di problemi tecnici di speciale difficoltà, l'art. 2236 c.c. limita la responsabilità ai casi di dolo o colpa grave.

Lo strumento è impiegato per affidare incarichi di consulenza manageriale, strategica, finanziaria, informatica, legale o tecnica a un professionista autonomo, definendo oggetto, deliverable, compenso e riservatezza. Si distingue dal lavoro subordinato per l'assenza di subordinazione e dal mandato per l'oggetto, costituito da un'attività e non dal compimento di atti giuridici.

Il contratto deve identificare le parti, descrivere l'oggetto dell'incarico e i deliverable, indicare il compenso e le modalità di pagamento, la durata, la riservatezza e il trattamento dei dati. Sul portale forms-legal.com sono disponibili i modelli collegati di contratto di mandato, accordo di riservatezza (NDA), appalto di servizi e contratto di commissione.

Quando serve Contratto di Consulenza Professionale?

Il Contratto di Consulenza Professionale secondo il diritto italiano è necessario ogni volta che un'impresa o un privato si avvale delle competenze specialistiche di un professionista autonomo per un'attività determinata nel tempo e nell'oggetto. La prima situazione tipica è l'ingaggio di un consulente manageriale o strategico: un'impresa che necessita di un piano industriale, di una due diligence, di un progetto di riorganizzazione aziendale o di una consulenza finanziaria affida l'incarico a un professionista mediante contratto scritto che definisce oggetto, deliverable, compenso e riservatezza. Seconda situazione: la consulenza informatica per lo sviluppo o l'implementazione di software, sistemi gestionali (ERP, CRM) o soluzioni cloud, dove è indispensabile definire le specifiche tecniche, i diritti sul software sviluppato, i livelli di servizio e le responsabilità. Terza situazione: la consulenza fiscale e contabile continuativa, affidata a un dottore commercialista iscritto all'Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (ODCEC), che include la tenuta della contabilità, la predisposizione delle dichiarazioni fiscali e la rappresentanza davanti all'Agenzia delle Entrate. Quarta situazione: la consulenza legale affidata a un avvocato iscritto al Consiglio dell'Ordine degli Avvocati (COA) per la redazione di contratti, la gestione di controversie stragiudiziali o la rappresentanza in giudizio davanti al Tribunale. Il contratto scritto è indispensabile per definire i confini dell'incarico ed evitare contestazioni sul compenso. Una quinta situazione tipica che richiede il contratto di consulenza professionale è la due diligence stragiudiziale: quando un'impresa si appresta ad acquisire una partecipazione societaria o un ramo d'azienda, incarica un commercialista, un avvocato e spesso un consulente tecnico-industriale di esaminare la situazione economica, giuridica e tecnica del target; l'incarico professionale va formalizzato per iscritto con indicazione dell'oggetto, del compenso, del termine di consegna del rapporto e delle responsabilità in caso di errori od omissioni rilevanti. Una sesta situazione è il supporto consulenziale per la compliance al Reg. UE 2016/679 (GDPR): il Data Protection Officer (DPO) — obbligatorio per talune categorie di titolari del trattamento ex art. 37 GDPR — può essere un consulente esterno nominato mediante contratto di servizi, purché il contratto definisca con precisione l'oggetto dell'incarico, l'indipendenza del DPO e i requisiti di competenza. Un'ulteriore situazione sempre più frequente è la consulenza in materia di intelligenza artificiale e sistemi algoritmici: il Reg. UE 2024/1689 (AI Act) impone obblighi di conformità ai fornitori e agli utenti di sistemi AI ad alto rischio; i consulenti specializzati in AI governance vengono incaricati mediante contratto di consulenza professionale per supportare le imprese nell'adempimento degli obblighi previsti.

Cosa includere nel tuo Contratto di Consulenza Professionale

Il Contratto di Consulenza Professionale conforme agli artt. 2222-2238 c.c. deve contenere gli elementi essenziali per la sua validità e per la tutela di entrambe le parti. Primo elemento: l'identificazione delle parti. Il committente deve essere identificato con denominazione, P.IVA, sede, REA, PEC. Il consulente deve essere identificato con nome e cognome (se persona fisica) o denominazione (se società di consulenza), codice fiscale, P.IVA, eventuale iscrizione all'albo professionale (numero di iscrizione, ordine territoriale, anno di iscrizione). Secondo elemento: la descrizione dell'oggetto dell'incarico. Deve essere chiara, specifica e delimitata: quali attività il consulente è incaricato di svolgere, quali non rientrano nell'incarico (perimetro negativo), eventuali deliverable (relazioni, analisi, software, progetti). Terzo elemento: il compenso. Può essere determinato (importo fisso) o determinabile (tariffa oraria x ore lavorate); devono essere indicati le modalità di fatturazione (mensilmente, a milestone, a conclusione dell'incarico), i termini di pagamento e le conseguenze del ritardo. Quarto elemento: la durata. Incarico a tempo determinato o a tempo indeterminato con preavviso di recesso. Quinto elemento: le obbligazioni di riservatezza del consulente ex D.Lgs. 63/2018 e art. 2598 c.c. Sesto elemento: la proprietà intellettuale sui deliverable (cessione dei diritti patrimoniali d'autore al committente ex L. 633/1941). Settimo elemento: il trattamento dei dati personali ex art. 28 GDPR (Reg. UE 2016/679) se il consulente tratta dati personali dei dipendenti o clienti del committente. forms-legal.com include tutte queste clausole nel modello scaricabile. Un ottavo elemento essenziale, spesso omesso nelle consulenze di breve durata, è la clausola sul conflitto di interessi: il consulente deve dichiarare preventivamente l'assenza di conflitti di interesse che possano compromettere l'indipendenza della prestazione, e impegnarsi a comunicare tempestivamente qualsiasi conflitto sopravvenuto durante l'esecuzione dell'incarico. Per i professionisti iscritti ad albi, le regole deontologiche dell'ordine di appartenenza (Consiglio Nazionale Forense per gli avvocati, Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti per i commercialisti) impongono già l'obbligo di segnalare i conflitti di interesse, ma la pattuizione contrattuale aggiunge certezza ed eventuale tutela risarcitoria. La clausola di limitazione della responsabilità professionale — ammessa nell'ambito dei contratti B2B purché non riguardi il dolo o la colpa grave (art. 1229 c.c.) — è uno strumento usato frequentemente nelle consulenze di alto valore: si concordano massimali di responsabilità pari a un multiplo del compenso annuale percepito. L'assicurazione professionale per la responsabilità civile (RC professionale) è obbligatoria per gli avvocati ex art. 12 L. 247/2012 e per molti professionisti tecnici ex D.Lgs. 28/2012; per gli altri professionisti è fortemente raccomandata e la copertura assicurativa deve essere esplicitata in contratto con il massimale garantito.

Come compilare il tuo Contratto di Consulenza Professionale

Per compilare correttamente il Contratto di Consulenza Professionale secondo la normativa italiana, procedere nel seguente ordine. Dati del committente: inserire denominazione, P.IVA, sede legale, numero REA presso la Camera di Commercio competente, PEC e nome del rappresentante legale che firma. Dati del consulente: inserire nome/denominazione, codice fiscale e P.IVA (se applicabile), eventuale iscrizione all'albo con numero e ordine, PEC. Nella sezione dell'oggetto dell'incarico, descrivere con precisione le attività che il consulente si impegna a svolgere: evitare descrizioni vaghe come "consulenza generica" e preferire l'elencazione delle specifiche attività e dei deliverable attesi (es. "elaborazione di un piano di marketing digitale per il periodo gennaio-giugno 2024, comprensivo di analisi della concorrenza, piano editoriale e budget previsionale"). Per il compenso, indicare il tipo di tariffazione (fisso, orario, giornaliero), l'importo, la frequenza di fatturazione e i termini di pagamento. Specificare se il compenso include o esclude le spese vive (rimborso spese di viaggio, alloggio, ecc.). Indicare la durata dell'incarico e le condizioni di recesso anticipato (preavviso minimo e compenso per le prestazioni già eseguite). Inserire la clausola di riservatezza con la definizione di informazioni riservate e la durata del vincolo. Inserire la clausola di cessione dei diritti intellettuali se i deliverable comprendono opere tutelate dal diritto d'autore. Datare e firmare in duplice originale con marca da bollo se necessario. Per la clausola relativa ai contributi previdenziali, specificare se il consulente iscritto alla Gestione Separata INPS (L. 335/1995) applica il contributo integrativo del 4% sulla parcella (per i professionisti con cassa previdenziale privata) oppure se è iscritto a una cassa previdenziale di categoria (es. Cassa Forense per gli avvocati, CNPADC per i commercialisti): in quest'ultimo caso il contributo integrativo addebitato in fattura varia dal 2% al 5% a seconda della cassa. Indicare con precisione le modalità di rendicontazione delle ore lavorative, se la tariffazione è oraria: il consulente dovrà consegnare al committente un timesheet mensile con l'indicazione delle attività svolte per ciascuna ora rendicontata. Nella clausola relativa alla cessazione dell'incarico, specificare gli obblighi del consulente alla conclusione: restituzione di tutti i documenti e materiali ricevuti dal committente, cancellazione dei dati personali eventualmente trattati, consegna di tutti i deliverable in lavorazione nella misura in cui siano stati completati. Per i professionisti iscritti ad albi, inserire l'obbligo del consulente di mantenere aggiornata la propria iscrizione all'albo per tutta la durata dell'incarico, comunicando immediatamente al committente qualsiasi sospensione o cancellazione.

Errori comuni da evitare nel tuo Contratto di Consulenza Professionale

Il Contratto di Consulenza Professionale in Italia presenta alcune insidie ricorrenti che è fondamentale evitare. L'errore più frequente è la qualificazione errata del rapporto: un'impresa che si avvale di un consulente con orario fisso, sotto la direzione e il controllo del committente, con mezzi forniti dal committente e in forma continuativa, rischia di vedersi riqualificare il rapporto come lavoro subordinato dal Tribunale del Lavoro o dall'Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL), con conseguente pagamento di contributi, TFR e sanzioni (D.Lgs. 81/2015, art. 2 sulla presunzione di subordinazione per le co.co.co.). Secondo errore: non specificare i deliverable e l'oggetto dell'incarico, creando ambiguità su cosa è incluso nel compenso. Terzo errore: non inserire la clausola sulla proprietà intellettuale dei deliverable, lasciando i diritti d'autore in capo al consulente ex art. 12 L. 633/1941. Quarto errore: non effettuare la ritenuta d'acconto IRPEF del 20% sui compensi a consulenti persone fisiche, esponendo il committente a sanzioni dell'Agenzia delle Entrate per omessa ritenuta ex D.P.R. 600/1973. Quinto errore: non prevedere la clausola di riservatezza, lasciando il committente privo di tutela contro la divulgazione delle informazioni riservate da parte del consulente. Sesto errore: non indicare i termini di pagamento del compenso e le conseguenze del ritardo, generando controversie difficili da risolvere. Un errore particolarmente grave e sempre più frequente con l'avvento del lavoro da remoto è non inserire nel contratto di consulenza la clausola sulla proprietà dei deliverable digitali: report, presentazioni, fogli di calcolo, codice sorgente e database creati dal consulente durante l'incarico rimangono automaticamente di proprietà del consulente ex art. 12 L. 633/1941, salvo espressa cessione contrattuale dei diritti patrimoniali d'autore al committente. Un altro errore è non prevedere la clausola di non sollecitazione del personale (no-poaching): il consulente che, nell'esecuzione dell'incarico, entra in contatto con i dipendenti del committente potrebbe tentare di assumerli al termine del rapporto; la clausola di no-poaching con durata di 12-24 mesi dalla cessazione dell'incarico è uno strumento legittimo di tutela degli interessi del committente, nei limiti dell'art. 2596 c.c. Non aggiornare il contratto di consulenza quando cambiano le mansioni o l'oggetto dell'incarico è un errore che espone il committente a contestazioni sul compenso e sull'ambito delle responsabilità del consulente. Infine, non prevedere la clausola di risoluzione per inadempimento con preavviso scritto a mezzo PEC rende difficile recedere tempestivamente dal contratto in caso di prestazione insoddisfacente, obbligando il committente a ricorrere al Tribunale per la risoluzione giudiziale ex art. 1453 c.c.

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Domande frequenti

Modello con riferimenti normativi — Modello aggiornato l'ultima volta a giugno 2026

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