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Contratto di Manutenzione (Ordinaria e Straordinaria)

Contratto di Manutenzione (Ordinaria e Straordinaria)

Codice Civile artt. 1655–1677; D.Lgs. 81/2008 art. 26

CONTRATTO DI MANUTENZIONE ORDINARIA E STRAORDINARIA

ai sensi del Codice Civile artt. 1655–1677 e del D.Lgs. 81/2008

Art. 1 — PARTI CONTRAENTI

COMMITTENTE:

Ragione Sociale: [Denominazione Committente]

Partita IVA: [Partita Iva Committente]

Sede: [Sede Committente]

PEC: [Pec Committente]

Responsabile Impianti: [Referente Impianti]

MANUTENTORE (Appaltatore):

Ragione Sociale: [Denominazione Manutentore]

Partita IVA: [Partita Iva Manutentore]

Sede: [Sede Manutentore]

PEC: [Pec Manutentore]

Abilitazioni e Certificazioni: [Certificazioni Manutentore]

Art. 2 — OGGETTO E IMPIANTI MANUTENTATI

Il Manutentore si obbliga a eseguire le seguenti attività di manutenzione sugli impianti e beni del Committente:

Descrizione impianti: [Descrizione Impianti]

Ubicazione: [Ubicazione Impianti]

Tipologia di manutenzione inclusa nel contratto: [Tipo Manutenzione]

Il piano di manutenzione ordinaria programmata con le frequenze di intervento per ogni impianto è allegato al presente contratto come Allegato B (Piano di Manutenzione).

Art. 3 — LIVELLI DI SERVIZIO (SLA) E PENALI

Tempo di intervento garantito per guasto critico (impianto fermo): [Tempo Intervento Guasto Critico].

Penale per mancato rispetto dei tempi SLA per guasto critico: € [Penale Guasto Critico] per ogni giorno di ritardo, ex art. 1382 del Codice Civile, con massimale pari al 15% del canone mensile. Al superamento del massimale il Committente ha facoltà di risolvere il contratto ex art. 1456 c.c.

Art. 4 — CORRISPETTIVO E MODALITÀ DI PAGAMENTO

Canone mensile per la manutenzione ordinaria programmata: € [Canone Mensile] (IVA al 22% esclusa).

Tariffa oraria per interventi di manutenzione straordinaria: € [Tariffa Oraria Extra]/ora (IVA esclusa), maggiorata del 50% per interventi fuori orario lavorativo ordinario e del 100% per interventi nelle giornate festive.

Termini di pagamento: [Termini Pagamento]. In caso di ritardo si applicano automaticamente gli interessi moratori ex D.Lgs. 231/2002 (tasso BCE + 8 punti percentuali) e il rimborso forfettario di € 40,00 per le spese di recupero del credito.

Art. 5 — SICUREZZA SUL LAVORO E OBBLIGHI NORMATIVI

DURC del Manutentore verificato prima della firma: [Durc Verificato]. Il Manutentore si impegna a fornire il DURC aggiornato a ogni richiesta del Committente e comunque con cadenza trimestrale.

DUVRI elaborato: [Duvri Elaborato]. Le parti si impegnano ad aggiornare il DUVRI ogni volta che le condizioni di lavoro o i rischi da interferenza cambiano, in ottemperanza all'art. 26 del D.Lgs. 81/2008.

Il Manutentore risponde degli obblighi di sicurezza nei confronti dei propri lavoratori (art. 17 D.Lgs. 81/2008) e si obbliga a esibire il Piano Operativo di Sicurezza (POS) prima dell'inizio delle attività.

Art. 6 — GARANZIE SUI LAVORI ESEGUITI E SUI MATERIALI

Il Manutentore garantisce i lavori di manutenzione eseguiti contro vizi di esecuzione per 12 mesi dalla data di ogni intervento, con obbligo di correzione gratuita entro 5 giorni lavorativi dalla segnalazione scritta del Committente. I pezzi di ricambio installati godono della garanzia del produttore, che il Manutentore trasferisce al Committente contestualmente alla consegna della documentazione di garanzia originale. Il Committente deve denunciare i vizi entro 60 giorni dalla scoperta ex art. 1667, c. 2 del Codice Civile.

Art. 7 — DURATA E RECESSO

Il presente contratto ha durata di [Durata Mesi] mesi dalla data di firma, con proroga automatica per periodi uguali salvo disdetta scritta a mezzo PEC con preavviso di 60 giorni. Entrambe le parti hanno facoltà di recedere per giusta causa ex art. 1671 del Codice Civile, con obbligo di indennizzo per le spese sostenute e i lavori già eseguiti.

FIRME

[Luogo Firma], [Data Firma]

Il Committente:

[Denominazione Committente]

Firma: _________________________ Data: _________________________

Il Manutentore:

[Denominazione Manutentore]

Firma: _________________________ Data: _________________________

Firma per specifica approvazione clausole ex art. 1341, comma 2, c.c. (Art. 3 penali; Art. 4 interessi moratori; Art. 7 recesso):

Il Committente: _________________________ Il Manutentore: _________________________

Committente

________________

Signature

Manutentore (Appaltatore)

________________

Signature

Gestito da Vladislav Sergienko, Fondatore·Modello modificato l'ultima volta: ·Segnala un errore

Che cos'è Contratto di Manutenzione (Ordinaria e Straordinaria)?

Il Contratto di Manutenzione (Ordinaria e Straordinaria) in Italia è l'atto disciplinato da Codice Civile artt. 1655–1677; D.Lgs. 81/2008.

La qualificazione del contratto di manutenzione come appalto di servizi o come contratto d'opera (art. 2222 c.c.) dipende dall'organizzazione imprenditoriale del manutentore: se il manutentore dispone di una propria struttura organizzativa con dipendenti, attrezzature e rischio di impresa, si tratta di appalto ex art. 1655 c.c.; se il manutentore è un lavoratore autonomo che opera personalmente, si tratta di contratto d'opera. La distinzione rileva ai fini dell'applicazione del D.Lgs. 81/2008 (il DUVRI è obbligatorio nell'appalto ma non nell'opera autonoma priva di dipendenti), della responsabilità solidale per i crediti dei lavoratori ex art. 29 D.Lgs. 276/2003 (applicabile all'appalto) e del regime IVA. La Corte di Cassazione, Sez. I Civ., con sentenza n. 4533/2021, ha confermato che il contratto di manutenzione continuativa — con prestazioni ripetute nel tempo e corrispettivo a canone — si qualifica come appalto di servizi ai sensi dell'art. 1655 c.c. e non come locazione di opera, con la conseguente applicazione della disciplina sui vizi ex artt. 1667-1668 c.c. I tribunali italiani hanno costantemente riconosciuto la legittimità delle penali contrattuali per il mancato rispetto degli SLA, purché non manifestamente eccessive ai sensi dell'art. 1384 c.c.

Quando serve Contratto di Manutenzione (Ordinaria e Straordinaria)?

Il Contratto di Manutenzione in Italia è necessario in tutti i contesti in cui un'organizzazione esternalizza la gestione della manutenzione dei propri asset a un fornitore specializzato. I casi d'uso principali comprendono: manutenzione di impianti industriali e macchinari di produzione (linee di assemblaggio, presse, torni, centri di lavoro CNC) con piani di manutenzione preventiva certificati; manutenzione di impianti tecnici degli edifici (ascensori, scale mobili, impianti di condizionamento HVAC, impianti elettrici, impianti antincendio, gruppi elettrogeni) con obblighi di legge (DM 37/2008, DPR 462/2001 per messa a terra); manutenzione di flotte veicolari aziendali (tagliandi, revisioni, riparazioni); manutenzione di reti informatiche e infrastrutture IT (server, switch, UPS, cablaggi) in coordinamento con il contratto di assistenza IT; manutenzione di attrezzature medicali e di laboratorio con certificazione di conformità periodica; manutenzione del verde e degli spazi esterni di aziende e condomini; manutenzione di impianti sportivi, strutture ricettive e centri commerciali; manutenzione stradale e di infrastrutture pubbliche (spesso in regime di appalto pubblico ex D.Lgs. 36/2023). La mancanza di un contratto scritto con SLA definiti rende impossibile la contestazione delle inadempienze e la quantificazione dei danni derivanti dal fermo impianto.

I termini di preavviso per l'attivazione del contratto di manutenzione variano in funzione della tipologia di asset. Per gli impianti soggetti a obblighi di verifica periodica (ascensori ex D.P.R. 162/1999 — verifica biennale da parte di organismi notificati; impianti di messa a terra ex D.P.R. 462/2001 — verifica quinquennale o biennale in ambienti a rischio; impianti antincendio ex D.M. 7 gennaio 2005 — verifica semestrale), il contratto deve prevedere un piano di verifica coordinato con i termini di legge. La mancata manutenzione degli ascensori comporta la sospensione dell'utilizzo disposta dall'organo di vigilanza (ASL, ARPA o organismo notificato) e la responsabilità penale del committente ai sensi degli artt. 589 e 590 c.p. in caso di infortuni derivanti da mancata manutenzione. I condomini italiani sono i committenti più frequenti dei contratti di manutenzione per ascensori e impianti condominiali: l'amministratore di condominio stipula il contratto in rappresentanza del condominio (art. 1135 c.c.) previa delibera assembleare con le maggioranze previste dagli artt. 1136-1137 c.c.

Nel settore delle infrastrutture critiche nazionali (reti idriche, impianti di distribuzione del gas, centrali elettriche, infrastrutture ospedaliere, data center) il contratto di manutenzione assume rilievo ancora maggiore. Il D.Lgs. 18 maggio 2018, n. 65 (recepimento della Direttiva NIS sulla sicurezza delle reti e dei sistemi informatici) impone agli operatori di servizi essenziali (OSE) di adottare misure di sicurezza per la continuita' del servizio, includendo piani di manutenzione documentati e contratti con SLA certificati. Le ARPA regionali e l'ISPRA vigilano sugli impianti di trattamento delle acque e di smaltimento dei rifiuti, i cui contratti di manutenzione devono rispettare gli standard previsti dal D.Lgs. 152/2006.

Cosa includere nel tuo Contratto di Manutenzione (Ordinaria e Straordinaria)

Un Contratto di Manutenzione conforme al diritto italiano deve contenere i seguenti elementi essenziali. Primo: l'identificazione completa delle parti con denominazione, partita IVA, sede legale, numero REA della Camera di Commercio, PEC e legale rappresentante; per il manutentore è importante indicare le certificazioni possedute (ISO 9001 per i sistemi di gestione della qualità, ISO 45001 per la sicurezza) e le abilitazioni di legge (patentino frigoristi, certificazione impianti elettrici D.M. 37/2008). Secondo: l'oggetto contrattuale con l'elenco degli impianti/beni oggetto di manutenzione (asset list), la loro ubicazione, le caratteristiche tecniche essenziali e la distinzione tra attività incluse nel canone (manutenzione ordinaria programmata) e attività fatturate a consuntivo (manutenzione straordinaria su guasto). Terzo: il piano di manutenzione preventiva (schedule) con le frequenze di intervento (mensile, trimestrale, semestrale, annuale), le attività previste per ogni visita e il sistema di rendicontazione (rapporto di intervento firmato). Quarto: i livelli di servizio (SLA) per gli interventi su guasto, con distinzione tra guasto critico (fermo produzione — intervento entro 4 ore), guasto urgente (funzionamento parziale — intervento entro 24 ore) e guasto non urgente (funzionamento garantito — pianificazione entro 72 ore), con penali ex art. 1382 c.c. per il mancato rispetto. Quinto: il corrispettivo con struttura canone fisso/a consumo, tariffe orarie per gli interventi straordinari, percentuali di maggiorazione per urgenza e per lavori fuori orario, e termini di pagamento nel rispetto del D.Lgs. 231/2002. Sesto: le clausole di sicurezza sul lavoro con riferimento al D.Lgs. 81/2008, obbligo del DURC e del DUVRI. Settimo: la gestione dei pezzi di ricambio (fornitura inclusa/esclusa nel canone, magazzino scorte, garanzia sui materiali). Ottavo: il regime di responsabilità per danni a cose o persone durante le operazioni di manutenzione, con obbligo di polizza RC del manutentore. forms-legal.com ha integrato tutti questi elementi nel proprio modello.

Nono elemento essenziale: la clausola sulla proprietà intellettuale dei manuali e delle procedure di manutenzione. Se il manutentore sviluppa, durante il contratto, procedure proprietarie per la gestione degli impianti del committente, il contratto deve stabilire a chi appartengono tali procedure al termine del rapporto. Decimo elemento: le condizioni di recesso anticipato. L'art. 1671 c.c. consente al committente di recedere dal contratto di appalto in qualsiasi momento, purché tenga indenne il manutentore delle spese sostenute, dei lavori eseguiti e del mancato guadagno; il contratto può prevedere penali di recesso anticipato o termini minimi di disdetta (tipicamente 30-90 giorni) per entrambe le parti. Il recesso senza preavviso per inadempimento grave (art. 1453 c.c.) è sempre possibile ma deve essere documentato con formale messa in mora ex art. 1219 c.c., contenente l'indicazione precisa delle inadempienze e il termine congruo per il rimedio, per evitare che il manutentore agisca in giudizio per il pagamento dell'indennizzo di recesso.

Come compilare il tuo Contratto di Manutenzione (Ordinaria e Straordinaria)

Per compilare il Contratto di Manutenzione in Italia procedere nel seguente ordine. Sezione Parti: per il committente inserire ragione sociale, partita IVA o codice fiscale, sede legale e PEC; specificare il referente tecnico della manutenzione (responsabile impianti o facility manager) con recapito diretto. Per il manutentore indicare ragione sociale, partita IVA, iscrizione alla Camera di Commercio con numero REA, certificazioni di qualità e di sicurezza possedute, polizza RC professionale con massimale, PEC. Sezione Asset: allegare l'elenco degli impianti/beni da manutenere (asset list) come Allegato A, con per ogni bene: codice identificativo, descrizione, marca/modello, anno di installazione, ubicazione, tipologia (impianto elettrico, meccanico, HVAC, ascensore, ecc.). Sezione Piano di Manutenzione: allegare il piano di manutenzione preventiva (Allegato B) con le schede di ogni impianto, le frequenze delle attività programmate e il calendario degli interventi per il primo anno. Sezione SLA: definire le categorie di guasto e i relativi tempi di risposta e risoluzione garantiti; indicare l'orario del servizio ordinario (es. lun-ven 8-18) e le condizioni per i servizi di reperibilità H24/7. Sezione Corrispettivo: specificare il canone mensile/annuo, le tariffe orarie per gli interventi straordinari, le condizioni di maggiorazione per urgenza (es. +50% fuori orario, +100% festivi) e i termini di pagamento. Sezione Sicurezza: includere l'elenco dei DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) richiesti e il modulo per la trasmissione del DUVRI. Firme: due originali con firma autografa o firma digitale qualificata (D.Lgs. 82/2005).

Per la sezione relativa alla verifica del DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva) del manutentore, richiedere copia del DURC in corso di validità (validità 120 giorni dalla data di rilascio) prima della firma del contratto e a ogni rinnovo annuale; in alternativa, inserire nel contratto una clausola che obblighi il manutentore a comunicare immediatamente l'eventuale irregolarità contributiva sopravvenuta e che consenta al committente di risolvere il contratto in caso di DURC irregolare. Per la clausola di revisione prezzi, ai sensi dell'art. 1664 c.c. il manutentore può chiedere la revisione del corrispettivo se il costo dei materiali o della manodopera aumenta in misura superiore al 10% rispetto all'importo complessivo del contratto; per i contratti pluriennali è consigliabile prevedere una clausola di adeguamento annuale basata sull'indice ISTAT (indice dei prezzi alla produzione dei servizi) o sul costo contrattuale della manodopera del settore (determinato dal CCNL applicato al manutentore). Il portale dell'Agenzia delle Entrate (agenziaentrate.gov.it) consente la verifica telematica della regolarità fiscale del manutentore tramite consultazione del cassetto fiscale delegato.

La sezione dedicata alle comunicazioni e alla reportistica e' una delle piu' critiche del contratto di manutenzione e spesso viene redatta in modo troppo generico. E' buona pratica specificare: (i) la frequenza dei report di manutenzione (mensile, trimestrale), con i dati minimi da includere (ore di intervento, parti sostituite, anomalie riscontrate, prossimi interventi programmati); (ii) il formato dei report (PDF, file Excel, accesso a portale web dedicato); (iii) il referente del committente che riceve i report e i tempi entro cui deve confermare la ricezione; (iv) le condizioni in cui il committente puo' richiedere report straordinari (es. a seguito di guasto grave o ispezione). I report di manutenzione costituiscono prova documentale fondamentale in caso di sinistri assicurativi o contestazioni da parte dei soggetti istituzionali (INAIL, Prefettura, Vigili del Fuoco) sulla regolarita' degli interventi manutentivi.

Errori comuni da evitare nel tuo Contratto di Manutenzione (Ordinaria e Straordinaria)

Gli errori più frequenti nella redazione del Contratto di Manutenzione in Italia sono i seguenti. Primo errore: non allegare l'asset list con l'elenco dettagliato degli impianti da manutenere, rendendo indeterminato l'oggetto del contratto e impossibile la verifica dell'adempimento. Secondo errore: omettere il piano di manutenzione preventiva con le frequenze e le attività programmate, lasciando il committente impossibilitato a contestare la mancata esecuzione delle manutenzioni ordinarie. Terzo errore: non distinguere contrattualmente tra manutenzione ordinaria (a canone) e straordinaria (a consumo), generando dispute sull'inclusione o esclusione degli interventi su guasto nel corrispettivo fisso. Quarto errore: non definire le categorie di gravità dei guasti con i relativi SLA, rendendo impossibile l'applicazione delle penali per il mancato rispetto dei tempi di intervento. Quinto errore: omettere il DUVRI o non aggiornarlo quando cambiano le condizioni di lavoro o intervengono nuovi rischi — l'omissione espone il committente a sanzioni amministrative e penali ex D.Lgs. 81/2008 (ammenda fino a € 3.200 per la mancata elaborazione del DUVRI). Sesto errore: non verificare il DURC del manutentore prima dell'inizio dei lavori: in caso di irregolarità contributiva del manutentore, il committente è solidalmente responsabile per le retribuzioni e i contributi non versati ai lavoratori impiegati nell'appalto (art. 29, c. 2 D.Lgs. 276/2003). Settimo errore: non prevedere la polizza RC del manutentore come condizione essenziale per l'avvio delle attività, esponendo il committente a danni non risarciti in caso di incidente durante i lavori di manutenzione.

Ottavo errore: non inserire una clausola di riservatezza e non-disclosure per le informazioni tecniche sugli impianti, i dati industriali e i segreti commerciali che il manutentore acquisisce durante l'esecuzione del contratto; senza tale clausola, il manutentore potrebbe utilizzare le informazioni acquisite per offrire servizi ai concorrenti del committente senza incorrere in responsabilità contrattuale. Nono errore: non prevedere una procedura formale per la gestione dei rapporti di intervento (ticket system, scheda intervento firmata, registro di manutenzione): senza documentazione firmata dal responsabile del committente, sarà impossibile provare in giudizio se un determinato intervento è stato eseguito o meno. Decimo errore: non aggiornare il contratto quando cambiano gli impianti o le attività del committente (nuovi macchinari, cambio di destinazione d'uso dei locali, variazioni di organico); un contratto di manutenzione non aggiornato rispetto allo stato reale degli impianti espone entrambe le parti a dispute sull'oggetto del contratto e sui relativi obblighi.

Un errore ricorrente nei contratti di manutenzione riguarda la mancata previsione di una procedura di change management per le modifiche al perimetro delle attivita' manutentive. Quando nel corso del contratto emergono esigenze di manutenzione non previste nell'originario capitolato tecnico, l'assenza di una procedura formale per approvare e prezzare le varianti porta spesso a contestazioni sui compensi aggiuntivi. La best practice e' inserire una clausola che preveda: (i) il manutentore segnala per iscritto l'attivita' extra-contratto; (ii) le parti negoziano entro 5 giorni lavorativi; (iii) l'attivita' inizia solo dopo approvazione scritta del committente. Secondo il rapporto ANAC 2022 sulla gestione dei contratti di servizi, le varianti non formalizzate rappresentano la principale fonte di contenzioso nei contratti pluriennali di manutenzione di impianti.

Un ulteriore errore e' quello di non includere nel contratto una clausola di riservatezza specifica per i dati tecnici degli impianti (schemi elettrici, planimetrie, configurazioni di sicurezza) trasmessi al manutentore: la divulgazione non autorizzata di tali informazioni puo' configurare violazione del segreto industriale ai sensi degli artt. 98-99 del Codice della Proprieta' Industriale (D.Lgs. 30/2005) e del Reg. UE 2016/943 sulla tutela del know-how.

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Domande frequenti

Modello con riferimenti normativi — Modello aggiornato l'ultima volta a giugno 2026

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