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Codice Etico e di Condotta (Modello 231)

Codice Etico e di Condotta (Modello 231)

D.Lgs. 231/2001 art. 6; L. 190/2012; D.Lgs. 24/2023 (whistleblowing)

CODICE ETICO E DI CONDOTTA AZIENDALE

Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D.Lgs. 231/2001

Adottato da: [Denominazione Ente][Forma Giuridica]

Sede Legale: [Sede Legale]

Codice Fiscale / Partita IVA: [Codice Fiscale P Iva] — REA: [Numero Rea]

PREMESSA — VALORI E IMPEGNO ETICO

[Denominazione Ente] (di seguito "la Società" o "l'Ente") adotta il presente Codice Etico e di Condotta (di seguito "Codice Etico") quale parte integrante del proprio Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ai sensi del D.Lgs. 231/2001, come successivamente modificato e integrato.

La Società riconosce che la condotta etica, la legalità e la trasparenza sono valori fondamentali per lo svolgimento sostenibile dell'attività di impresa e per la costruzione di rapporti fiduciari con clienti, fornitori, istituzioni e comunità. Il presente Codice Etico esprime l'impegno dell'Ente a prevenire la commissione di reati presupposto ex D.Lgs. 231/2001 nell'esercizio della propria attività.

Art. 1 — DESTINATARI E AMBITO DI APPLICAZIONE

Il presente Codice Etico si applica a tutti i destinatari che, a qualunque titolo, operano per conto o nell'interesse di [Denominazione Ente]: amministratori, sindaci, direttori generali, dipendenti di ogni livello, collaboratori con contratti di lavoro parasubordinato, agenti, rappresentanti, consulenti, fornitori e partner commerciali.

L'accettazione del Codice Etico è condizione obbligatoria per l'instaurazione e il mantenimento di qualsiasi rapporto contrattuale con la Società. I fornitori e collaboratori esterni sono tenuti ad accettare per iscritto il presente Codice Etico prima dell'inizio del rapporto. La violazione del Codice Etico da parte di soggetti esterni costituisce causa di risoluzione contrattuale ex art. 1456 c.c.

Art. 2 — ORGANISMO DI VIGILANZA (OdV)

L'Organismo di Vigilanza di [Denominazione Ente] è stato nominato con delibera del Consiglio di Amministrazione del [Data Delibera Odv] ed è composto da: [Componente Odv].

Struttura: [Tipo Odv]. Durata in carica: [Durata Odv]. L'OdV esercita i propri compiti in piena autonomia e indipendenza, con poteri di iniziativa e di controllo, e risponde direttamente al Consiglio di Amministrazione. Riferisce all'organo amministrativo almeno semestralmente sull'attuazione del Modello 231 e sull'esito delle segnalazioni ricevute.

Art. 3 — PRINCIPI ETICI GENERALI

Tutti i destinatari del presente Codice Etico sono tenuti a rispettare i seguenti principi fondamentali nell'esercizio delle proprie funzioni:

a) LEGALITÀ — Agire sempre nel rispetto delle leggi italiane ed europee applicabili, del presente Codice Etico e dei regolamenti interni aziendali, inclusi il D.Lgs. 231/2001 e la L. 190/2012.

b) CORRETTEZZA E LEALTÀ — Mantenere rapporti corretti con clienti, fornitori, Pubblica Amministrazione e concorrenti, astenendosi da pratiche commerciali sleali, ingannevoli o anticoncorrenziali.

c) TRASPARENZA — Fornire informazioni veritiere e complete a tutti i soggetti con cui l'Ente interagisce, inclusi gli organi di controllo, l'Agenzia delle Entrate e le autorità di vigilanza.

d) TUTELA DELLA PERSONA — Rispettare la dignità, l'integrità fisica e morale di dipendenti, collaboratori e terzi, con tolleranza zero per molestie, discriminazioni e comportamenti lesivi.

e) TUTELA DELL'AMBIENTE — Operare nel rispetto delle norme ambientali vigenti, contenendo i propri impatti e prevenendo i reati ambientali ex D.Lgs. 121/2011.

Art. 4 — ANTICORRUZIONE, DONI E CONFLITTO DI INTERESSI

È vietato, in forma diretta o indiretta, offrire, promettere, dare o ricevere doni, omaggi, utilità o vantaggi di qualsiasi natura a pubblici ufficiali, incaricati di pubblico servizio o soggetti privati al fine di ottenere o mantenere un vantaggio commerciale o contrattuale, o per influenzare decisioni di loro competenza.

Sono consentiti omaggi di valore non superiore a € [Soglia Doni] per occasione e per persona, di uso commerciale e non in contante. Qualsiasi dono o vantaggio che superi tale soglia richiede preventiva autorizzazione scritta dell'Organismo di Vigilanza.

Ciascun destinatario è tenuto a dichiarare tempestivamente all'OdV qualsiasi situazione di conflitto di interessi, reale o potenziale, che possa compromettere la propria obiettività nelle decisioni aziendali.

Art. 5 — AREE DI RISCHIO E PROTOCOLLI PREVENTIVI

La Società ha identificato le seguenti aree di rischio-reato rilevanti ai fini del D.Lgs. 231/2001: [Aree Rischio Identificate].

Per ciascuna area di rischio sono stati predisposti specifici protocolli preventivi approvati dall'OdV e disponibili nell'archivio documentale del Modello 231. I protocolli prevedono: separazione dei compiti e dei poteri autorizzativi; doppio controllo sulle transazioni significative; procedure di due diligence per fornitori e partner nelle aree sensibili; obbligo di documentazione e tracciabilità delle decisioni.

Art. 6 — CANALE DI SEGNALAZIONE (WHISTLEBLOWING)

In conformità al D.Lgs. 24/2023 (attuativo della Direttiva UE 2019/1937), [Denominazione Ente] ha istituito un canale interno di segnalazione delle violazioni del Codice Etico, del Modello 231 e delle disposizioni normative applicabili.

Canale adottato: [Canale Whistleblowing]. Responsabile della gestione delle segnalazioni: [Responsabile Segnalazioni]. Numero attuale di dipendenti dell'Ente: [Numero Minimo Dipendenti].

L'identità del segnalante è riservata e non può essere divulgata senza il consenso dell'interessato, salvo che la divulgazione sia necessaria nell'ambito di procedimenti penali. È vietata qualsiasi forma di ritorsione, diretta o indiretta, nei confronti del segnalante in buona fede. Le violazioni del divieto di ritorsione sono soggette alle sanzioni previste dal D.Lgs. 24/2023 e dal sistema disciplinare interno.

Art. 7 — SISTEMA SANZIONATORIO

La violazione del presente Codice Etico costituisce inadempimento contrattuale e comporta l'applicazione di sanzioni disciplinari proporzionate alla gravità della condotta, nel rispetto del CCNL applicabile e dell'art. 7 dello Statuto dei Lavoratori (L. 300/1970). Le sanzioni applicabili ai dipendenti variano dal richiamo scritto alla sospensione senza retribuzione fino al licenziamento per giusta causa nei casi più gravi.

Per gli amministratori e i componenti dell'OdV, la violazione del Codice Etico può determinare la revoca dall'incarico. Per i fornitori e collaboratori esterni costituisce causa di risoluzione contrattuale immediata ex art. 1456 c.c. Le sanzioni sono irrogate in conformità alle procedure disciplinari interne, garantendo il diritto di difesa del destinatario.

Art. 8 — FORMAZIONE E COMUNICAZIONE

[Denominazione Ente] garantisce la diffusione del presente Codice Etico a tutti i destinatari mediante consegna di copia all'atto dell'assunzione o dell'instaurazione del rapporto contrattuale, con firma per ricevuta, e pubblicazione sull'intranet aziendale o sul sito web istituzionale. La formazione sul Codice Etico e sul Modello 231 ha cadenza [Formazione Periodica] e la partecipazione è obbligatoria per tutti i dipendenti e collaboratori. I verbali della formazione sono conservati dall'OdV a prova dell'effettiva attuazione del Modello 231.

ADOZIONE FORMALE E FIRME

Il presente Codice Etico è stato adottato con delibera del Consiglio di Amministrazione di [Denominazione Ente] in data [Data Adozione] ed entra in vigore dalla stessa data.

[Citta Firma], [Data Adozione]

Legale Rappresentante: [Legale Rappresentante]

Firma: _________________________

Presidente dell'Organismo di Vigilanza: [Componente Odv]

Firma: _________________________

Legale Rappresentante dell'Ente

________________

Signature

Presidente dell'Organismo di Vigilanza

________________

Signature

Gestito da Vladislav Sergienko, Fondatore·Modello modificato l'ultima volta: ·Segnala un errore

Che cos'è Codice Etico e di Condotta (Modello 231)?

Il Codice Etico e di Condotta (Modello 231) in Italia è l'atto disciplinato da D.Lgs. 231/2001; L. 190/2012 (anticorruzione); D.Lgs. 24/2023 (whistleblowing).

La struttura tipica del Codice Etico italiano si articola in: premessa valoriale e messaggio dell'organo amministrativo; destinatari (amministratori, dipendenti, collaboratori, fornitori, agenti); principi etici generali (legalità, lealtà, trasparenza, correttezza nei rapporti commerciali, rispetto della persona, tutela dell'ambiente); regole specifiche per aree a rischio-reato 231 (anticorruzione, rapporti con la Pubblica Amministrazione, gestione finanziaria e contabile, sicurezza informatica, salute e sicurezza sul lavoro, ambiente); procedure di segnalazione delle violazioni (whistleblowing ex D.Lgs. 24/2023) e ruolo dell'Organismo di Vigilanza (OdV); sistema sanzionatorio interno per le violazioni.

In Italia il catalogo dei reati presupposto del D.Lgs. 231/2001 comprende oggi oltre duecento fattispecie, incluse la corruzione tra privati (art. 2635 c.c.), i reati tributari (D.Lgs. 75/2020), i reati ambientali (D.Lgs. 121/2011) e i reati informatici (art. 615-ter c.p.). La L. 190/2012 (legge Severino) ha ulteriormente rafforzato il sistema anticorruzione, imponendo a enti pubblici e, indirettamente, alle imprese che con essi interagiscono, standard di trasparenza elevati. Il Codice Etico 231 rappresenta quindi uno strumento di governance indispensabile per qualsiasi impresa italiana che voglia operare in modo sostenibile e proteggersi dal rischio di responsabilità penale-amministrativa. Il Codice si distingue dal Modello 231 nella sua interezza: il Modello comprende anche la mappatura delle aree a rischio, i protocolli operativi, il sistema di controllo interno e il sistema disciplinare, mentre il Codice Etico ne costituisce la parte valoriale e comportamentale destinata alla diffusione a tutti i destinatari, inclusi fornitori e stakeholder esterni.

Quando serve Codice Etico e di Condotta (Modello 231)?

Il Codice Etico e di Condotta conforme al Modello 231 in Italia diventa necessario o fortemente consigliato in una serie precisa di circostanze operative, commerciali e legali che molte imprese italiane incontrano nel corso della propria attività. La prima circostanza tipica è la partecipazione a gare d'appalto pubbliche: il D.Lgs. 36/2023 (Codice dei Contratti Pubblici) prevede requisiti di integrità e, in molti bandi, la documentazione del Modello 231 con il relativo Codice Etico è condizione di ammissione. La seconda è la collaborazione con grandi gruppi industriali o multinazionali, che impongono ai fornitori e partner l'adozione di un proprio Codice Etico come requisito di qualificazione del vendor.

Altre situazioni che rendono urgente la redazione del documento: quotazione in Borsa o ingresso nel mercato AIM Italia (ora Euronext Growth Milan), dove il Codice Etico è requisito di corporate governance; richiesta del rating di legalità all'AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato), che attribuisce punteggi premiali alle imprese dotate di Modello 231 certificato; presenza di reati aziendali pregressi o indagini della Guardia di Finanza che abbiano evidenziato vulnerabilità organizzative; superamento della soglia dei 50 dipendenti, che attiva l'obbligo del canale di whistleblowing interno ex D.Lgs. 24/2023. Anche le PMI con meno di 50 dipendenti che operano in settori ad alto rischio (costruzioni, sanità privata, distribuzione, servizi informatici) beneficiano dell'adozione del Codice Etico come strumento di difesa preventiva.

Nell'ambito dei finanziamenti pubblici nazionali ed europei (PNRR, fondi strutturali, bandi Simest, Invitalia), la presenza di un Modello 231 con Codice Etico verificabile è spesso richiesta come condizione di accesso ai contributi o come criterio preferenziale. La Banca d'Italia e gli istituti di credito, nell'ambito delle procedure di valutazione del rischio di credito ESG (Environmental, Social, Governance), attribuiscono punteggi positivi alle imprese che adottano sistemi di governance anti-corruzione documentati. Per questi motivi, il Codice Etico del Modello 231 è diventato uno strumento non solo di compliance legale ma di competitività commerciale per le imprese italiane di qualsiasi dimensione.

Cosa includere nel tuo Codice Etico e di Condotta (Modello 231)

Un Codice Etico e di Condotta efficace per il Modello 231 in Italia deve contenere elementi precisi, strutturati e verificabili dall'Organismo di Vigilanza e dai tribunali in caso di contestazione della idoneità del Modello. Secondo la Corte di Cassazione, il Modello 231 è idoneo solo se le misure preventive sono concretamente proporzionate alle specifiche aree di rischio dell'ente. Il primo elemento è la mappatura delle aree di rischio-reato: l'azienda deve identificare, tramite risk assessment, le attività sensibili in cui potrebbero essere commessi i reati presupposto del D.Lgs. 231/2001 (corruzione, frode fiscale, sicurezza informatica, sicurezza sul lavoro, riciclaggio, reati ambientali, reati contro la PA).

Il secondo elemento è il sistema dei controlli preventivi (protocolli 231): procedure operative specifiche per ciascuna area a rischio (separazione dei poteri, double check sulle autorizzazioni di spesa, gestione dei pagamenti in contante, onboarding dei fornitori con due diligence anticorruzione). Il terzo è la clausola anticorruzione e conflitto di interessi, con divieto assoluto di erogare o ricevere regali, vantaggi o utilità non consentiti superiori a soglie definite (di norma € 50–150 pro capite per occasion occasion normale), obbligo di dichiarazione dei conflitti di interessi e regole per la gestione dei rapporti con pubblici ufficiali.

Il quarto elemento è il sistema di segnalazione (whistleblowing) conforme al D.Lgs. 24/2023: canale interno dedicato, garanzia di riservatezza e anonimato, divieto di ritorsioni, responsabile designato, tempistiche di risposta (entro 7 giorni per accuse ricevute, entro 3 mesi per il riscontro). Il quinto è il sistema sanzionatorio: le sanzioni disciplinari per la violazione del Codice Etico devono essere inserite nel contratto individuale di lavoro e nel CCNL applicabile, graduandole per gravità. Forms-legal.com mette a disposizione il template del Codice Etico 231 con tutte queste sezioni precompilate e personalizzabili. L'Organismo di Vigilanza, che può essere monocratico o collegiale ai sensi dell'art. 6 D.Lgs. 231/2001, deve ricevere flussi informativi regolari dall'area legale, dall'area HR e dall'area finanziaria, e riferire almeno semestralmente al Consiglio di Amministrazione.

Come compilare il tuo Codice Etico e di Condotta (Modello 231)

Per compilare correttamente il Codice Etico e di Condotta aziendale ai fini del Modello 231 in Italia è necessario seguire una sequenza logica che rispecchi la struttura del D.Lgs. 231/2001. Nella sezione identificazione dell'ente indicare la denominazione sociale completa, la forma giuridica (S.p.A., S.r.l., cooperativa, associazione, fondazione), la sede legale, il codice fiscale e la partita IVA, il numero REA presso la Camera di Commercio competente, e i dati del legale rappresentante e del Consiglio di Amministrazione.

Nella sezione Organismo di Vigilanza precisare: se l'OdV è monocratico o collegiale, le generalità dei componenti, la nomina da parte del Consiglio di Amministrazione, la durata in carica, i requisiti di autonomia e indipendenza, i poteri ispettivi. Nelle PMI con meno di 50 dipendenti è possibile nominare un OdV monocratico, che può coincidere con un sindaco revisore (art. 6, comma 4-bis D.Lgs. 231/2001), purché dotato di reale autonomia rispetto all'organo amministrativo. Nelle imprese di medie e grandi dimensioni l'OdV è tipicamente collegiale e include almeno un componente indipendente esterno (avvocato penalista, commercialista forense o ex magistrato).

Nella sezione aree a rischio elencare le attività sensibili emerse dalla risk analysis con riferimento agli articoli specifici del D.Lgs. 231/2001 (es. art. 25 per la corruzione, art. 25-septies per la sicurezza sul lavoro, art. 25-octies per i reati tributari, art. 24-ter per i reati di criminalità organizzata). Per ciascuna area a rischio identificata indicare: il processo aziendale coinvolto, i soggetti apicali o sottoposti che vi operano, il protocollo preventivo adottato (separazione dei poteri, doppia firma, sistema di autorizzazione), e la frequenza dei controlli da parte dell'OdV. Nella sezione segnalazioni descrivere il canale interno (piattaforma informatica con accesso criptato, indirizzo PEC dedicato accessibile solo all'OdV o urna fisica con apertura riservata all'OdV), le modalità di gestione delle segnalazioni, il soggetto responsabile e le garanzie di riservatezza ex D.Lgs. 24/2023. Concludere con data di adozione del Codice Etico tramite delibera del Consiglio di Amministrazione, firma del legale rappresentante e firma del presidente dell'OdV, specificando il numero di delibera e la data del verbale del CdA.

Errori comuni da evitare nel tuo Codice Etico e di Condotta (Modello 231)

Tra gli errori più frequenti nella redazione del Codice Etico 231 in Italia vi è l'adozione di un testo generico copiato da modelli standard senza personalizzazione: il tribunale valuta la concreta idoneità del Modello rispetto all'attività specifica dell'ente, quindi un Codice Etico non calibrato sulle reali aree di rischio non ha valore esimente ex art. 6 D.Lgs. 231/2001. Un secondo errore comune è la mancata attuazione effettiva del Modello: l'adozione formale con delibera del CdA non basta se il Codice Etico rimane in un cassetto e non viene comunicato ai destinatari, se non è prevista formazione periodica e se l'OdV non esercita realmente le proprie funzioni di vigilanza.

Altre insidie ricorrenti: omettere il sistema sanzionatorio con sanzioni disciplinari effettive e graduate (requisito esplicito dell'art. 6, comma 2, lett. e) D.Lgs. 231/2001); non aggiornare il Codice Etico a seguito dell'ampliamento del catalogo dei reati presupposto (i reati tributari ex D.Lgs. 75/2020 e i reati di intermediazione illecita sono stati aggiunti di recente); trascurare la clausola di estensione ai fornitori e partner, lasciando scoperta un'area critica di rischio-reato; non istituire il canale di whistleblowing ex D.Lgs. 24/2023 nelle aziende con oltre 50 dipendenti. Per evitare tali criticità, il Codice Etico deve essere redatto con il supporto dell'Organismo di Vigilanza, del responsabile legale e del responsabile HR, e sottoposto a revisione almeno ogni due anni.

Un errore frequente di impostazione strutturale è confondere il Codice Etico con il Modello 231 nella sua interezza: il Codice Etico è solo uno dei componenti del Modello, che comprende anche la mappatura dei processi sensibili, i protocolli preventivi per ciascuna area di rischio, il sistema di controllo interno e il sistema disciplinare. Adottare soltanto il Codice Etico senza i protocolli specifici non costituisce Modello 231 idoneo ai fini dell'art. 6 D.Lgs. 231/2001. Una specifica criticità riguarda la gestione dei conflitti di interessi: il Codice Etico deve prevedere procedure operative chiare (dichiarazione annuale di assenza di conflitti, procedura di astensione in caso di conflitto, registro delle segnalazioni all'OdV) e non limitarsi a enunciare il principio in modo astratto. Le linee guida di Confindustria aggiornate nel 2021 richiedono che i protocolli in tema di conflitti di interessi siano specifici, misurabili e verificabili dall'OdV. La mancanza di questa specificità è uno dei profili più spesso contestati nelle sentenze che hanno negato l'efficacia esimente del Modello 231, come nella sentenza del Tribunale di Milano n. 1824 del 2015 e nelle successive pronunce della Corte di Cassazione che hanno ribadito il requisito della 'concreta idoneità preventiva' del Modello.

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Domande frequenti

Modello con riferimenti normativi — Modello aggiornato l'ultima volta a giugno 2026

Questo modello è fornito esclusivamente a scopo informativo e non costituisce consulenza legale. Le leggi variano in base alla giurisdizione e cambiano nel tempo. Consulta un avvocato qualificato per una consulenza specifica per la tua situazione.Avviso legale completo

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