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Patto di Famiglia

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Key takeaways

Il patto di famiglia è il contratto con cui un imprenditore trasferisce, in tutto o in parte, l'azienda — oppure il titolare di partecipazioni societarie le trasferisce — a uno o più discendenti, sistemando in anticipo la successione dell'impresa. Serve ogni volta che si vuole garantire continuità aziendale senza aspettare l'apertura della successione.

Legal basis: artt. 768-bis–768-octies c.c.; L. 55/2006; art. 3 c. 4-ter D.Lgs. 346/1990 (TUS)

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Che cos'è il patto di famiglia

Prima della legge che lo ha introdotto, qualsiasi accordo con cui si disponeva anticipatamente dei beni ereditari era nullo per violazione del divieto di patti successori. La riforma ha creato un'eccezione specifica: gli articoli 768-bis fino a 768-octies del codice civile disciplinano oggi questo contratto come strumento autonomo, distinto dalla donazione ordinaria e dal testamento.

L'oggetto è preciso: solo aziende o quote di partecipazioni. Non rientra nel patto di famiglia il trasferimento di beni immobili privi di legame con l'attività d'impresa, né il passaggio di crediti personali. Chi intende pianificare la successione di un immobile familiare senza impresa dovrà ricorrere ad altri strumenti.

Sul piano fiscale, l'art. 3, comma 4-ter del D.Lgs. 346/1990 (Testo Unico sulle Successioni e Donazioni) prevede l'esenzione dall'imposta sulle successioni e donazioni per i trasferimenti di aziende o quote effettuati a favore dei discendenti, a condizione che i beneficiari proseguano l'esercizio dell'attività o detengano il controllo per un certo periodo. La norma è il principale incentivo tributario che rende il patto di famiglia competitivo rispetto alla semplice donazione o al lascito testamentario.

Quando è opportuno stipularlo

La situazione tipica è quella dell'imprenditore di mezza età che vuole designare un figlio — o più figli — come continuatori dell'impresa, escludendo conflitti futuri con gli altri eredi legittimari. Senza il patto, il discendente che riceve l'azienda per donazione o per testamento può trovarsi anni dopo a fronteggiare azioni di riduzione o di reintegrazione della quota di riserva da parte dei fratelli.

Altri casi ricorrenti: la società a conduzione familiare in cui uno solo dei soci figli mostra attitudine imprenditoriale; il passaggio generazionale urgente per ragioni di salute dell'imprenditore; la necessità di fissare il valore dell'azienda in un momento preciso per evitare discussioni future sulla sua stima.

La L. 55/2006 ha introdotto il patto di famiglia proprio per rispondere a questa lacuna: prima della riforma, le famiglie imprenditoriali si affidavano a espedienti (fondazioni, holdings, accordi parasociali) che garantivano continuità ma lasciavano aperta la questione successoria. Adesso esiste uno strumento legale diretto.

Gli elementi essenziali del contratto

L'atto richiede la forma dell'atto pubblico notarile, con la partecipazione di tutte le parti necessarie: l'imprenditore disponente, il coniuge o il convivente di fatto (se sussiste), e tutti coloro che all'atto della stipula sarebbero legittimari — cioè i potenziali eredi in quota di riserva. L'assenza anche di uno solo di questi soggetti causa la nullità del contratto.

Il contenuto minimo comprende:

  • La descrizione precisa del bene trasferito (ramo d'azienda, quota di s.r.l., pacchetto azionario) con identificazione chiara del disponente e del beneficiario.
  • La liquidazione della quota spettante ai legittimari non assegnatari. Questi ultimi hanno diritto a ricevere, al momento della stipula, una somma in denaro — o beni in natura — pari alla loro quota di riserva calcolata sul valore del bene trasferito. In alternativa, possono rinunciare con dichiarazione espressa nell'atto.
  • Le modalità di calcolo del conguaglio e, se il pagamento è dilazionato, le garanzie prestate a favore dei legittimari non assegnatari.
  • Le clausole di governance, se il trasferimento riguarda quote societarie: eventuali patti di non concorrenza, obbligo di mantenere il controllo per il periodo richiesto dalla norma fiscale, divieto di alienazione.

Il Patto di Famiglia disponibile su forms-legal.com offre un modello strutturato che copre questi elementi e può essere adattato alla situazione concreta prima di portarlo al notaio.

Come si completa e si stipula

Il percorso pratico si articola in fasi distinte.

Prima fase — stima del valore. Il disponente fa valutare l'azienda o le quote da un esperto indipendente. La stima servirà a calcolare la quota di riserva di ciascun legittimario e, di conseguenza, l'importo del conguaglio. Sottostimare l'azienda per ridurre il conguaglio è pratica rischiosa: se i legittimari lo contestano, il patto può essere impugnato.

Seconda fase — accordo preliminare. Tutte le parti si confrontano, preferibilmente assistite da consulenti separati, sulle condizioni economiche. Meglio raggiungere un accordo di massima prima di andare dal notaio, così da ridurre i tempi e i costi dell'atto pubblico.

Terza fase — atto notarile. Il notaio redige il contratto, verifica la presenza di tutti i legittimari, dà lettura dell'atto e lo autentica. Chi non può partecipare di persona può farsi rappresentare con procura notarile, purché rilasciata specificamente per questo contratto.

Quarta fase — adempimenti post-stipula. Se il trasferimento riguarda quote di s.r.l., occorre il deposito presso il Registro delle Imprese. Per azioni nominative si procede con il giroconto nel libro soci. Ai fini fiscali, il notaio cura la registrazione dell'atto; il beneficiario dovrà poi rispettare le condizioni di continuità previste dall'art. 3, comma 4-ter del TUS per mantenere il beneficio dell'esenzione.

Scioglimento e modifica. Il patto di famiglia può essere sciolto o modificato con un nuovo contratto che rispetti le stesse forme e richieda la partecipazione delle stesse parti. È anche ammessa la rinuncia unilaterale del beneficiario, nel rispetto delle modalità previste dagli artt. 768-bis e seguenti c.c.

Gli errori più comuni da evitare

Dimenticare un legittimario. L'errore più grave è stipulare il patto senza convocare tutti i soggetti che all'epoca della firma avrebbero diritto alla quota di riserva. Un figlio nato da precedente relazione, un genitore ancora in vita in assenza di discendenti: la loro omissione rende l'atto nullo. Prima di procedere, il notaio effettua sempre una verifica anagrafica, ma è utile che il disponente fornisca un quadro familiare completo e aggiornato.

Pagare il conguaglio in modo informale. Alcuni imprenditori accordano verbalmente un corrispettivo ai figli esclusi, poi non lo includono nell'atto. Se il conguaglio non risulta dal contratto o da quietanza allegata, i legittimari non assegnatari possono successivamente contestare di non averlo ricevuto.

Ignorare le condizioni fiscali. L'esenzione prevista dall'art. 3, comma 4-ter del D.Lgs. 346/1990 non è automatica e definitiva: decade se il beneficiario aliena l'azienda o perde il controllo prima del termine di legge. Occorre pianificare in anticipo eventuali operazioni straordinarie (fusioni, cessioni di ramo) per non perdere retroattivamente il beneficio.

Confondere il patto con una donazione ordinaria. La donazione di azienda è soggetta ad azione di riduzione in sede di successione; il patto di famiglia, se correttamente stipulato, neutralizza questo rischio perché i legittimari hanno già ricevuto la loro quota e non possono tornare a contestarla — salvo i limitati casi di impugnazione previsti dalla legge.

Trascurare la governance post-trasferimento. Trasferire le quote senza regolare il funzionamento della società dopo il passaggio crea vuoti di potere. È buona prassi abbinare al patto uno statuto aggiornato o un patto parasociale che definisca ruoli, poteri di firma e meccanismi decisionali.

Perché agire prima che sia tardi

La pianificazione successoria dell'impresa è uno dei rari ambiti in cui procrastinare ha costi certi e misurabili: contenziosi tra eredi, paralisi gestionale durante la successione, perdita di credibilità con istituti di credito e fornitori. La legge mette a disposizione uno strumento efficace. Usarlo richiede una valutazione professionale — notaio, commercialista, eventuale consulente legale — ma il tempo e il costo dell'atto sono modesti rispetto al valore di un'azienda ben trasmessa alla generazione successiva.

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