Patto di Prolungamento del Preavviso
Codice Civile art. 2118; art. 1382 c.c. — clausola penale
PATTO DI PROLUNGAMENTO DEL PREAVVISO
ex art. 2118 c.c. — con clausola penale ex art. 1382 c.c.
PARTI CONTRAENTI
Datore di lavoro:
Ragione sociale: [Datore Ragione Sociale]
Partita IVA: [Datore Partita Iva]
Sede legale: [Datore Sede Legale]
Legale rappresentante: [Datore Legale Rappresentante]
Lavoratore:
Nome e cognome: [Lavoratore Nome Cognome]
Codice fiscale: [Lavoratore Codice Fiscale]
Mansione / qualifica: [Lavoratore Mansione]
Data di assunzione: [Data Assunzione]
CCNL applicato: [Ccnl Applicato]
PREMESSE
Le parti dichiarano che tra esse intercorre un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, instaurato in data [Data Assunzione], disciplinato dal [Ccnl Applicato] e dalle disposizioni di legge applicabili, in particolare dagli artt. 2094 ss. del Codice Civile e dall'art. 1 D.Lgs. 81/2015.
L'art. 2118 c.c. prevede il diritto di ciascuna parte di recedere dal contratto di lavoro a tempo indeterminato, con preavviso pari al termine minimo fissato dalla legge o dal CCNL applicabile. Le parti intendono, nell'esercizio dell'autonomia negoziale riconosciuta dall'art. 1322 c.c. e nell'ammissibilità delle deroghe in melius, concordare un termine di preavviso superiore a quello legale/contrattuale.
Art. 1 — PREAVVISO PROLUNGATO
Le parti convengono che, in caso di recesso dal contratto di lavoro a tempo indeterminato da parte di qualunque delle due, il termine di preavviso, ai sensi dell'art. 2118 c.c., sarà pari a [Preavviso Prolungato Giorni] giorni.
Preavviso minimo da CCNL: [Preavviso C C N L Giorni] giorni.
Modalità di applicazione: [Modalita Prolungamento].
Reciprocità del patto: [Reciprocita].
Il preavviso decorre dal giorno della comunicazione scritta del recesso, inviata a mezzo raccomandata A/R, PEC o consegnata a mani con firma per ricevuta.
Art. 2 — ESCLUSIONE IN CASO DI GIUSTA CAUSA
Il presente patto non si applica nelle ipotesi di recesso per giusta causa ai sensi dell'art. 2119 c.c., che consente ad entrambe le parti di recedere immediatamente dal contratto senza preavviso qualora si verifichi una causa che non consenta la prosecuzione, neppure provvisoria, del rapporto di lavoro.
Art. 3 — CLAUSOLA PENALE (ex art. 1382 c.c.)
In caso di mancato rispetto del termine di preavviso di cui all'art. 1, la parte inadempiente corrisponderà all'altra, a titolo di penale ai sensi dell'art. 1382 c.c., l'importo di Euro [Importo Penale], fatto salvo il diritto al risarcimento del maggior danno provato.
Il giudice del lavoro può ridurre equamente la penale se la stessa risulta manifestamente eccessiva, ai sensi dell'art. 1384 c.c.
Specifica approvazione ex art. 1341 c.c. necessaria: [Approvazione Penale].
Art. 4 — RINVIO E FORO COMPETENTE
Per quanto non espressamente previsto nel presente patto, si applicano le disposizioni del Codice Civile italiano, dello Statuto dei Lavoratori (L. 300/1970) e del [Ccnl Applicato].
Per le controversie derivanti dal presente patto è competente il Tribunale in funzione di giudice del lavoro del luogo di esecuzione del contratto, ai sensi dell'art. 413 c.p.c.
SOTTOSCRIZIONI
[Luogo Firma], [Data Firma]
Il Datore di Lavoro:
[Datore Ragione Sociale]
Rappresentato da: [Datore Legale Rappresentante]
Firma: _________________________ Data: _________________________
Il Lavoratore:
[Lavoratore Nome Cognome]
Firma: _________________________ Data: _________________________
SPECIFICA APPROVAZIONE ex art. 1341 c.c. (clausola penale)
Il lavoratore dichiara di approvare specificamente, ai sensi e per gli effetti dell'art. 1341 c.c., la clausola di cui all'Art. 3 (Clausola Penale).
Firma: _________________________ Data: _________________________
Il Datore di Lavoro
________________
Signature
Il Lavoratore
________________
Signature
Che cos'è Patto di Prolungamento del Preavviso?
Il Patto di Prolungamento del Preavviso in Italia è l'atto disciplinato da art. 2118 c.c.; art. 1382 c.c.
La ratio del patto risiede nell'esigenza del datore di lavoro di garantirsi un periodo più lungo per trovare un sostituto qualificato del lavoratore che abbia deciso di dimettersi, o viceversa, nell'interesse del lavoratore a disporre di maggior tempo per trovare una nuova occupazione prima della cessazione del rapporto in caso di licenziamento. Dal punto di vista normativo, il patto di prolungamento del preavviso trova fondamento nell'autonomia negoziale delle parti (art. 1322 c.c.) e nell'ammissibilità delle deroghe in melius alle norme del lavoro, confermata dall'orientamento consolidato della Cassazione (Sez. Lav.). L'accordo deve indicare espressamente la durata del preavviso concordata e il riferimento al CCNL applicato, nonché prevedere, di regola, una clausola penale ex art. 1382 c.c. per l'ipotesi di inadempimento, a tutela di entrambe le parti.
Il Patto di Prolungamento del Preavviso in Italia non va confuso con il patto di stabilità o durata minima garantita, che invece vincola le parti a non recedere del tutto per un certo periodo, né con il patto di non concorrenza ex art. 2125 c.c., che opera dopo la cessazione del rapporto. Il documento qui offerto da forms-legal.com è un modello conforme alle disposizioni del Codice Civile italiano e integrabile con qualsiasi CCNL, strutturato per garantire la massima tutela a entrambe le parti contraenti. Il patto viene generalmente allegato al contratto individuale di lavoro oppure redatto come accordo separato in un momento successivo, purché prima che il preavviso sia già decorso, e deve essere custodito nel fascicolo personale del dipendente insieme agli altri atti contrattuali.
Quando serve Patto di Prolungamento del Preavviso?
Il Patto di Prolungamento del Preavviso in Italia risulta necessario ogni qualvolta il datore di lavoro e il lavoratore ritengano che i termini di preavviso stabiliti dal CCNL applicato non siano sufficienti a garantire una transizione ordinata del rapporto di lavoro. Si tratta tipicamente di figure professionali altamente specializzate, in posizioni chiave per l'organizzazione aziendale, oppure di lavoratori con mansioni difficilmente sostituibili nel breve periodo. Situazioni tipiche che giustificano la stipula del patto includono: l'assunzione di dirigenti, quadri apicali o professionisti con competenze rare (es. ingegneri specializzati, responsabili di unità produttive); rapporti di lavoro in cui il lavoratore gestisce portafogli clienti strategici o accede a segreti commerciali rilevanti; accordi di ingresso in azienda con previsione di un percorso formativo lungo, che richiede al datore una protezione dell'investimento effettuato.
Anche per il lavoratore il patto può essere conveniente: offre la garanzia di un più lungo periodo retribuito in caso di licenziamento, durante il quale cercare una nuova occupazione. Il patto viene spesso stipulato contestualmente al contratto di lavoro o come addendum successivo, in occasione di promozioni, passaggi di livello o modifiche delle mansioni. In tutti questi casi, la certezza di un preavviso più lungo protegge entrambe le parti da decisioni di recesso improvvise che potrebbero causare danni rilevanti all'organizzazione aziendale o alla carriera del lavoratore.
Cosa includere nel tuo Patto di Prolungamento del Preavviso
Un Patto di Prolungamento del Preavviso in Italia giuridicamente efficace deve contenere i seguenti elementi essenziali. In primo luogo, l'identificazione precisa delle parti: denominazione e sede legale del datore di lavoro, partita IVA, legale rappresentante; nome, cognome, codice fiscale e mansione del lavoratore. Deve poi essere indicato il contratto di lavoro di riferimento con data di stipula e il CCNL applicato (es. CCNL Commercio Confcommercio, CCNL Studi Professionali, CCNL Metalmeccanici Industria).
L'elemento centrale è la durata del preavviso prolungato, espressa in giorni o mesi, con indicazione se si aggiunge al minimo del CCNL o lo sostituisce. Deve essere chiaro se il patto è reciproco (si applica sia al recesso datoriale che a quello del lavoratore) o asimmetrico, nonché la decorrenza del preavviso dalla comunicazione scritta del recesso. La clausola penale ex art. 1382 c.c. per l'inadempimento deve quantificare l'importo della penale (di regola pari alla retribuzione lorda corrispondente al periodo di preavviso non rispettato), con facoltà del giudice di ridurla ex art. 1384 c.c. se manifestamente eccessiva.
Il patto deve escludere espressamente l'applicazione in caso di recesso per giusta causa ex art. 2119 c.c. e specificare il foro competente (Tribunale in funzione di giudice del lavoro del luogo di svolgimento del rapporto, art. 413 c.p.c.). Se inserito come clausola di un contratto di lavoro predisposto dal datore (contratto di adesione), la clausola penale deve essere approvata specificamente per iscritto ex art. 1341 c.c. Infine, luogo, data e sottoscrizioni di entrambe le parti sono indispensabili. Le parti possono aggiungere una previsione relativa all'indennità sostitutiva del preavviso, disciplinando le modalità di pagamento e il trattamento previdenziale ai sensi dell'art. 2118 c.c. e dell'art. 17 TUIR.
Come compilare il tuo Patto di Prolungamento del Preavviso
Per compilare correttamente il Patto di Prolungamento del Preavviso in Italia, seguire questi passaggi. Inserire nella sezione «Dati del Datore di Lavoro» la ragione sociale, la sede legale, la partita IVA e il nome del legale rappresentante. Nella sezione «Dati del Lavoratore» inserire nome, cognome, codice fiscale e mansione attuale, nonché la data di assunzione e il livello di inquadramento secondo il CCNL applicato.
Nella sezione «Preavviso Prolungato» indicare la durata del preavviso concordata (es. 90 giorni, 6 mesi), specificare se il patto opera in modo reciproco per entrambe le parti oppure solo per una di esse (con adeguata motivazione e contropartita), e chiarire se la durata si aggiunge a quella prevista dal CCNL o la sostituisce. Nella sezione «Clausola Penale» quantificare l'importo della penale per l'inadempimento, di norma pari alla retribuzione lorda corrispondente al periodo di preavviso non rispettato, con rinvio all'art. 1382 c.c. e all'art. 1384 c.c. per la riduzione giudiziale. Riportare il CCNL applicato e fare riferimento espresso all'art. 2118 c.c. Indicare il foro competente (art. 413 c.p.c.) e aggiungere la specifica approvazione ex art. 1341 c.c. se necessario. Firmare in due copie originali, una per ciascuna parte. La compilazione richiede attenzione ai dettagli contrattuali già concordati. Il datore di lavoro deve indicare la ragione sociale completa con sede legale e numero di iscrizione al Registro Imprese tenuto dalla Camera di Commercio competente. Il lavoratore deve essere identificato con nome, cognome, codice fiscale e qualifica contrattuale secondo il CCNL applicato. La durata del preavviso prolungato va espressa in giorni o settimane, specificando il dies a quo (data di decorrenza dell'accordo). La penale, se pattuita ai sensi dell'art. 1382 c.c., deve essere determinata o determinabile: indicare l'importo fisso oppure il criterio di calcolo (es. ultima retribuzione mensile lorda moltiplicata per il numero di mesi residui). Se le parti optano per la reciprocità, entrambe devono sottoscrivere l'accordo con data certa; in assenza di reciprocità esplicitare quale parte beneficia del termine esteso. Conservare due originali firmati: uno per il dossier aziendale e uno da consegnare al lavoratore ai sensi dell'art. 1 D.Lgs. 152/1997.
Requisiti legali per Patto di Prolungamento del Preavviso
Il Patto di Prolungamento del Preavviso in Italia è soggetto a specifici requisiti normativi. La forma scritta è richiesta ad substantiam: l'accordo orale non produce effetti vincolanti e la clausola è nulla in assenza di sottoscrizione di entrambe le parti. L'art. 2118 c.c. del Codice Civile costituisce la base normativa del preavviso e consente alle parti di derogare in melius ai minimi di legge o di CCNL. Il patto non può prevedere un preavviso inferiore ai minimi stabiliti dal CCNL applicato (art. 2077 c.c. — inderogabilità in pejus della norma collettiva), mentre può superarli senza limite espresso, ma entro i limiti della ragionevolezza valutati dal giudice del lavoro.
La clausola penale ex art. 1382 c.c. è facoltativa ma fortemente raccomandata: senza di essa, la parte danneggiata dall'inadempimento può solo chiedere il risarcimento del danno effettivo, con onere probatorio a suo carico. Il patto deve escludere il recesso per giusta causa (art. 2119 c.c.), norma inderogabile. Per le clausole inserite in contratti di adesione predisposti dal datore, l'art. 1341 c.c. impone la specifica approvazione scritta delle clausole penali e delle clausole che limitano la libertà contrattuale del lavoratore. Il foro competente per le controversie è il Tribunale in funzione di giudice del lavoro ai sensi dell'art. 413 c.p.c. Il patto di prolungamento del preavviso trova il proprio fondamento nell'autonomia contrattuale ex art. 1322 c.c., nei limiti posti dall'ordinamento lavoristico. L'art. 2118 c.c. stabilisce i preavvisi minimi per i contratti a tempo indeterminato, derogabili in melius ma non in peius per il lavoratore. La Corte di Cassazione, Sez. Lav., con sentenza n. 22561/2019, ha confermato che un accordo individuale può estendere i termini di preavviso purché non comprima i diritti inderogabili del prestatore. Il Tribunale del lavoro di Milano (ord. 14 marzo 2022) ha precisato che la penale prevista in caso di dimissioni in tronco è legittima solo se proporzionata e non volta ad ostacolare l'esercizio del diritto di recesso. Ai sensi del D.Lgs. 104/2022 (Decreto Trasparenza), il datore di lavoro deve comunicare al lavoratore ogni modifica sostanziale del rapporto contrattuale entro il giorno precedente alla decorrenza. L'Ispettorato Territoriale del Lavoro (ITL) può verificare la legittimità delle clausole penali in sede di ispezione; accordi sproporzionati possono essere dichiarati nulli per violazione dell'art. 2 Cost. e dell'art. 36 Cost. La registrazione del patto non è obbligatoria, ma si consiglia il deposito in busta chiusa presso la DTL competente per garantire la data certa.
Errori comuni da evitare nel tuo Patto di Prolungamento del Preavviso
Gli errori più frequenti nella redazione del Patto di Prolungamento del Preavviso in Italia sono i seguenti. Il primo e più grave è la mancanza di forma scritta: un accordo verbale è assolutamente privo di efficacia giuridica e non è opponibile né al datore né al lavoratore. Il secondo errore è la mancata indicazione della durata precisa del preavviso prolungato: formule generiche come 'preavviso più lungo del CCNL' non hanno valore determinato e possono essere dichiarate nulle per indeterminatezza dell'oggetto (art. 1346 c.c.).
Un altro errore ricorrente è l'omissione della clausola di esclusione del recesso per giusta causa ex art. 2119 c.c.: in assenza di tale esclusione, potrebbero sorgere controversie sull'applicabilità del patto anche in caso di licenziamento disciplinare immediato. L'asimmetria unilaterale del patto (solo a carico del lavoratore) senza adeguata contropartita economica è un rischio di invalidità della clausola davanti al giudice del lavoro. Infine, la mancata specifica approvazione ex art. 1341 c.c. delle clausole onerose inserite in contratti predisposti dal datore rende quelle clausole inefficaci. Si raccomanda sempre di verificare i minimi di preavviso del CCNL vigente e di far redigere o revisionare il patto da un consulente del lavoro o da un avvocato esperto in diritto del lavoro, per evitare contestazioni davanti al Tribunale. L'errore più frequente è non specificare con precisione la durata del preavviso prolungato: termini vaghi come 'periodo adeguato' o 'tempo ragionevole' rendono il patto invalido per indeterminatezza ex art. 1346 c.c. Un secondo errore riguarda la penale eccessiva: se l'importo supera il danno presumibile in modo manifesto, il giudice può ridurla d'ufficio ai sensi dell'art. 1384 c.c.; meglio calibrare la penale su 1-2 mensilità lorde. Molte aziende dimenticano di aggiornare il patto quando cambia la qualifica del lavoratore o il CCNL di riferimento: un accordo riferito a una categoria contrattuale superata perde efficacia. Non inserire la clausola di prolungamento direttamente nella lettera di assunzione senza averla discussa separatamente: il Tribunale del lavoro di Roma (sent. 7 aprile 2021) ha annullato clausole 'incorporate' senza esplicita negoziazione. Attenzione alla reciprocità solo apparente: prevedere il prolungamento solo a carico del lavoratore in caso di dimissioni, senza obblighi speculari per il datore, può essere interpretato come patto in peius e dichiarato nullo. Infine, un errore sottovalutato consiste nel non prevedere un meccanismo di revisione automatica del patto in caso di modifica del CCNL: se il contratto collettivo viene rinnovato e i termini di preavviso standard vengono ridotti, il patto individuale prolungato potrebbe risultare sproporzionato rispetto al nuovo quadro collettivo, esponendo il datore di lavoro a contestazioni dinanzi al Tribunale del lavoro. Si raccomanda pertanto di inserire una clausola di adeguamento automatico al CCNL pro tempore vigente, con revisione annuale concordata tra le parti, per mantenere il patto conforme all'evoluzione normativa e contrattuale.
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}Domande frequenti
Il Patto di Prolungamento del Preavviso in Italia richiede la forma scritta ad substantiam, ovvero a pena di nullità della clausola stessa. L'art. 2118 c.c. disciplina il recesso dal contratto a tempo indeterminato e ammette deroghe convenzionali in melius rispetto ai minimi di legge, ma queste deroghe devono risultare da un atto scritto sottoscritto da entrambe le parti. La forma orale è assolutamente insufficiente e non produce alcun effetto vincolante. Si consiglia di allegare il patto al contratto di lavoro principale o di stipularlo in un documento separato, facendo riferimento espresso al rapporto di lavoro in corso. Il patto deve indicare con precisione la durata del preavviso concordata, con decorrenza a partire dalla comunicazione del recesso da parte di entrambe le parti, indipendentemente dalla causa di cessazione del rapporto (salvo recesso per giusta causa ex art. 2119 c.c., che esclude per legge il preavviso).
L'ordinamento italiano non fissa una durata massima assoluta per il preavviso convenzionalmente prolungato, a condizione che il patto non risulti eccessivamente oneroso al punto da configurarsi come una limitazione illegittima della libertà di recesso del lavoratore. I Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (CCNL) stabiliscono i periodi minimi di preavviso in funzione di categoria e anzianità di servizio: ad esempio, il CCNL Commercio Confcommercio prevede preavvisi da 15 giorni fino a 4-6 mesi per dirigenti con lunga anzianità. Il patto convenzionale può aumentare tali periodi, ma la Cassazione ha elaborato una giurisprudenza che tende a limitare l'applicabilità di clausole che comprimano in modo sproporzionato la libertà contrattuale del lavoratore (Cass. Sez. Lav. n. 9896/2021). In pratica, prolungamenti fino al doppio del periodo da CCNL sono generalmente ritenuti validi, mentre periodi molto più lunghi rischiano di essere considerati abusivi in sede di contenzioso davanti al Tribunale in funzione di giudice del lavoro.
L'inadempimento dell'obbligo di preavviso prolungato pattuito nel Patto di Prolungamento del Preavviso in Italia comporta il pagamento di un'indennità sostitutiva pari alla retribuzione globale di fatto corrispondente al periodo non lavorato, come previsto dall'art. 2118 c.c. Se le parti hanno inserito nel patto una clausola penale ex art. 1382 c.c., il trasgressore è tenuto al pagamento della penale convenuta, salvo che l'altra parte non provi un danno maggiore (in tal caso può chiedere anche il risarcimento del maggior danno, con l'autorizzazione del giudice a ridurre equamente la penale se manifestamente eccessiva ex art. 1384 c.c.). La penale cumula con l'indennità sostitutiva del preavviso, ma il giudice del lavoro ha il potere di ricondurre ad equità importi sproporzionati. L'Ispettorato Territoriale del Lavoro (ITL) può essere competente a verificare il rispetto delle norme in caso di contenzioso con profili di lavoro irregolare.
No. Il Patto di Prolungamento del Preavviso in Italia non è applicabile nelle ipotesi di recesso per giusta causa ex art. 2119 c.c., norma inderogabile che consente a entrambe le parti di recedere immediatamente dal contratto di lavoro a tempo indeterminato senza obbligo di preavviso, quando si verifichi una causa che non consenta la prosecuzione, neppure provvisoria, del rapporto. In tutti gli altri casi di recesso ordinario (giustificato motivo soggettivo ex art. 3 L. 604/1966, giustificato motivo oggettivo, dimissioni volontarie) il patto è pienamente operativo. È importante che il patto specifichi espressamente l'esclusione del recesso per giusta causa, per evitare interpretazioni controverse. In caso di licenziamento illegittimo che non integri la giusta causa, il lavoratore ha diritto al preavviso prolungato (o alla relativa indennità sostitutiva), oltre alle tutele previste dall'art. 18 L. 300/1970 o dal D.Lgs. 23/2015 a seconda del regime applicabile.
Il Patto di Prolungamento del Preavviso in Italia, per essere valido e non violare i principi di parità di trattamento, deve essere di regola reciproco, ovvero applicarsi sia al recesso del datore che a quello del lavoratore. Un patto asimmetrico che imponga un preavviso molto lungo solo al lavoratore potrebbe essere contestato davanti al giudice del lavoro come clausola abusiva o limitativa della libertà di lavoro, con conseguente riduzione giudiziale o nullità parziale della previsione ex art. 1419 c.c. (nullità parziale). La Cassazione (Sez. Lav.) ha più volte affermato che le limitazioni all'autonomia contrattuale del lavoratore devono trovare giustificazione in un interesse legittimo del datore di lavoro e in una contropartita economica adeguata. Se il patto è inserito in un contratto di lavoro di adesione, le clausole che prevedono obblighi esclusivamente a carico del lavoratore devono essere approvate specificamente per iscritto ex art. 1341 c.c.
Il CCNL applicato al rapporto di lavoro stabilisce i periodi minimi inderogabili di preavviso in funzione di categoria (operaio, impiegato, quadro, dirigente) e anzianità. Il Patto di Prolungamento del Preavviso in Italia opera come deroga in melius rispetto a tali minimi, aggiungendosi a essi: il preavviso complessivo sarà dunque pari al massimo tra quello contrattuale (se superiore al CCNL) e quello del patto. Il patto deve indicare espressamente il CCNL di riferimento e specificare se il preavviso pattuito si aggiunge a quello collettivo oppure lo sostituisce in toto (in quest'ultimo caso, deve risultare comunque non inferiore al minimo del CCNL). Il mancato rispetto dei minimi collettivi rende nulla la clausola peggiorativa ex art. 2077 c.c. (inderogabilità della norma collettiva in pejus per il lavoratore), con sostituzione automatica del termine di preavviso previsto dal CCNL.
In caso di trasferimento d'azienda ai sensi dell'art. 2112 c.c., tutti i diritti del lavoratore, incluso il Patto di Prolungamento del Preavviso in Italia stipulato con il cedente, si trasferiscono automaticamente in capo al cessionario. Il cessionario subentra nella posizione contrattuale del cedente e deve rispettare le condizioni pattuite, a meno che le organizzazioni sindacali e il cessionario non abbiano stipulato un accordo che preveda modifiche delle condizioni di lavoro, nel rispetto delle procedure di informazione e consultazione ex art. 47 L. 428/1990. Il lavoratore che non intenda proseguire il rapporto con il cessionario può dimettersi per giusta causa entro i termini previsti dal proprio CCNL, con diritto all'indennità di mancato preavviso. Il Tribunale del lavoro del luogo di esecuzione del contratto (art. 413 c.p.c.) è competente per le controversie che dovessero insorgere.
L'indennità sostitutiva del preavviso (compreso quello convenzionalmente prolungato) costituisce reddito di lavoro dipendente ai sensi dell'art. 49 TUIR e dell'art. 17 TUIR, assoggettato a tassazione separata con aliquota media degli ultimi due anni di imposta, a meno che il lavoratore non opti per la tassazione ordinaria. Il datore di lavoro, quale sostituto d'imposta ex art. 23 D.P.R. 600/1973, opera la ritenuta IRPEF e la versa all'Erario tramite l'Agenzia delle Entrate. Sull'indennità sostitutiva del preavviso si calcolano anche i contributi previdenziali INPS e INAIL, sulla base imponibile previdenziale, in quanto è equiparata alla retribuzione ordinaria ai fini contributivi. Il valore dell'indennità sostitutiva entra altresì nella base di computo del TFR ex art. 2120 c.c., nella misura in cui il periodo di preavviso non goduto si considera come lavorato ai fini del calcolo della quota annua di trattamento di fine rapporto.
Questo modello è fornito esclusivamente a scopo informativo e non costituisce consulenza legale. Le leggi variano in base alla giurisdizione e cambiano nel tempo. Consulta un avvocato qualificato per una consulenza specifica per la tua situazione.Avviso legale completo
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Modello di lettera di dimissioni volontarie con preavviso, conforme alla normativa italiana vigente: art. 2118 c.c., art. 26 D.Lgs. 151/2015 (obbligo di convalida telematica) e CCNL applicato.
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Modello completo di contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato per l'Italia, conforme all'art. 2094 c.c., all'art. 1 D.Lgs. 81/2015 (Jobs Act) e al Decreto Trasparenza (D.Lgs. 104/2022). Clausole di prova, retribuzione, ferie, TFR, preavviso e privacy incluse.